Sul Flash Economics di marzo Natixis  mostra, attraverso una serie di grafici, come le politiche imposte all’eurozona per salvare la moneta unica – nonostante la sua ormai evidentissima disfunzionalità economica – stiano portando a una situazione di tale fragilità che le prossime recessioni rischiano di diventare devastanti.

Autore: Patrick Artus, 1 Marzo 2016

Per una serie di ragioni, temiamo che le prossime recessioni nella zona euro diventeranno più violente:

– La politica fiscale (dato il livello del debito pubblico) e la politica monetaria (che non ha più margine di manovra) non possono più essere utilizzate;

– Le reazioni negative da parte dei mercati finanziari sono amplificate dall’eccesso di liquidità;

– Le nuove regole bancarie (bail-in) rafforzano la natura prociclica del comportamento delle banche.

Temiamo che nella zona euro in futuro le recessioni diventeranno più violente (Grafico 1), naturalmente in seguito a uno shock di una certa grandezza.

flash 1

Per spiegarlo, prendiamo in considerazione tre fattori.

1. Le politiche monetarie e fiscali espansive non possono essere utilizzate.

2. I ribassi nei mercati finanziari sono amplificati da un eccesso di liquidità.

3. Il comportamento prociclico delle banche è rafforzato dal passaggio al regime del bail-in.

Le politiche anticicliche non possono essere utilizzate

Dato:

  •  Il livello molto elevato del debito pubblico nella zona euro (Tabella 2A) e il fatto che la sostenibilità fiscale della zona euro è appena stata raggiunta (figura 2b), ora sarebbe molto difficile condurre una politica fiscale fortemente espansiva;

flash 2

  • Il fatto che i tassi di interesse a breve termine sono già pari a zero o negativi e la liquidità è già molto abbondante (Grafici 3A e B), ora sarebbe molto difficile condurre nella zona euro una politica monetaria più espansiva.

flash 3

Quindi nella zona euro le solite politiche anticicliche non sarebbero più disponibili.

I ribassi nei mercati finanziari sono amplificati

L’abbondanza di liquidità messa in circolazione dalle banche centrali (Grafico 3b sopra, Grafico 4) ha aumentato la dimensione dei flussi di capitale sugli acquisti o le vendite delle varie categorie di attività.

flash 4

Questa potenziale dimensione dei flussi di capitale significa che in caso di un aumento dell’avversione al rischio o di un rallentamento economico, i mercati finanziari della zona euro tendono a crollare. Questo è stato visto chiaramente a partire dalla primavera del 2015 con la caduta dei corsi azionari e l’allargamento degli spread creditizi legati all’aumento dell’avversione al rischio (Grafici 5A e B).

flash 5

Questo drastico calo dei mercati finanziari ovviamente aggraverebbe una recessione nella zona euro.

Comportamento prociclico delle banche

Il passaggio da un regime di salvataggi pubblici a un regime di bail-in (perdite per azionisti e obbligazionisti delle banche) per le banche della zona euro ha reso molto più rischiosi i titoli emessi dalle banche (azioni, obbligazioni junior e senior). Quindi, nel caso di una recessione (o di un aumento dell’avversione al rischio), i premi al rischio su tali attività ora aumentano notevolmente, come si è potuto vedere all’inizio del 2016 (Grafici 6A e B).

flash 6

Il forte aumento dei costi di finanziamento delle banche nel caso di una recessione quindi porterà ad una forte contrazione dell’offerta di credito bancario, amplificando la recessione.

Conclusioni: nella zona euro vi sono dei fattori altamente prociclici

Abbiamo dimostrato che nella zona euro:

– le politiche anticicliche sono esaurite;

– Il ruolo prociclico della reazione dei mercati finanziari è amplificato per l’abbondanza di liquidità;

– Il ruolo prociclico del comportamento delle banche è rafforzato dal passaggio al bail-in.

Questi fattori prociclici rischiano di rendere molto più grave la prossima recessione nella zona euro.