Re Abdullah di Giordania, in visita negli USA lo scorso gennaio, ha incontrato un gruppo di parlamentari statunitensi rivelando che il premier turco Erdogan sta deliberatamente utilizzando i terroristi, Israele sta aiutando apertamente l’ISIS e reparti speciali inglesi sarebbero già all’opera in Libia per supportare il traballante governo provvisorio. E’ quello che sostengono le minute (non confermate) dell’incontro, rilasciate senza autorizzazione ed entrate in possesso del britannico The Guardian, come riporta RT. Che le esplicite accuse contro Erdogan da parte di un fedele alleato anglo-americano preannuncino un cambio di regime in Turchia?

RT, 25 marzo 2016 

Il Regno Unito ha schierato di nascosto forze speciali in Libia, Israele sta chiudendo un occhio su Al-Nusra, e la Turchia vuole che gli islamisti radicali abbiano la meglio in Medio Oriente ed entrino in Europa: sono le sconvolgenti conoscenze che re Abdullah di Giordania ha confidenzialmente condiviso con i parlamentari degli Stati Uniti .

Il capo dello stato del Medio Oriente, al potere dal 1999, ha dato questa schietta valutazione regionale ai leader del Congresso, tra cui John McCain e Paul Ryan, in un incontro a porte chiuse durante la sua visita negli Stati Uniti a gennaio. Le minute dell’incontro sono ora state ottenute dal Guardian tramite una fuga di notizie non autorizzata.

Nella rivelazione più importante, il reale ha detto che le forze speciali giordane operanti in Libia erano state incorporate in un contingente britannico di SAS più consistente per aiutare [le SAS] a superare le barriere culturali, inclusa la comprensione del “gergo giordano [che] è simile al gergo libico“.

Il Foreign Office britannico per proprie regole non rilascia commenti su dove si trovino le forze d’elite SAS e altre forze speciali.

L’agenzia di intelligence sulla sicurezza Stratfor aveva già ipotizzato il coinvolgimento del Regno Unito all’inizio di questo mese, affermando che le unità SAS stanno “scortando squadre del MI6 ad incontrare i funzionari libici per la fornitura di armi e addestramento all’esercito siriano e alle milizie in lotta contro lo Stato islamico. Anche gli aerei Sentinel delle forze aeree britanniche hanno base a Cipro per missioni di sorveglianza su [la città libica controllata dall’ISIS di] Sirte“.

Tuttavia, David Cameron ha rifiutato di fornire qualsiasi informazione su questo, anche a commissioni parlamentari ristrette, dicendo all’inizio di questa settimana che le SAS sono già “soggette al diritto internazionale, come lo è chiunque altro nel nostro paese, ma io non propongo di cambiare le modalità in base alle quali operano questi uomini incredibilmente coraggiosi“.

Ufficialmente, la Gran Bretagna posizionerà 1.000 soldati in Libia per aiutare i locali nell’addestramento e assistere il traballante governo libico nell’immediato futuro, ma finora apparentemente nessuno è stato inviato nel paese, che è nella morsa di una guerra etnica e settaria da quando Muammar Gheddafi è stato rovesciato nel 2011.

Il The Guardian sostiene che l’ufficio del primo ministro ha rifiutato di rispondere alle domande della stampa sulle ultime fughe di notizie.

Altre dichiarazioni fatte dal cinquantaquatrenne Abdullah sono per lo più pettegolezzi, ma indicative di profonde spaccature tra gli Stati Uniti e le coalizioni guidate dai sauditi col compito di eliminare lo Stato Islamico e ripristinare lo stato di diritto nella regione.

Abdullah ha detto che il presidente turco Tayyip Recep Erdogan “crede in una soluzione islamica radicale ai problemi della regione“. Ha continuato dicendo che “i terroristi che stanno andando in Europa fanno parte della [strategia] politica turca, e la Turchia continua a bacchettarli, ma sono al sicuro“.

La rivelazione arriva subito dopo l’annuncio di un accordo che la Turchia ha concluso con l’Unione europea all’inizio di questo mese per aiutarla a risolvere il problema dei profughi in cambio di miliardi di euro.

Israele è accusato di “guardare dall’altra parte” quando si tratta di al-Nusra, collegata ad al-Qaeda, che controlla ampie fasce di territorio in Siria incluso quello al confine con Israele, perché il gruppo è “una opposizione ad Hezbollah“, la milizia libanese finanziata dagli iraniani che combatte per il presidente Bashar Assad nel conflitto siriano. In precedenza sui media ci sono state accuse che sostengono che Israele sta anche dando cure mediche ai combattenti di al-Nusra prima di rimandarli di nuovo sul campo di battaglia, e che è stato stabilito un canale di comunicazione diretto tra l’esercito israeliano e il gruppo terrorista. L’IDF  [l’esercito israeliano, NdT] ha però sempre negato queste accuse.

L’avvertimento più serio di re Abdullah riguarda al-Shabaab, un gruppo jihadista dell’Africa orientale con un profilo più basso rispetto ad ISIS, Boko Haram e altri, ma che ha cominciato a “introdursi in Libia“.

La Giordania sta osservando al-Shabaab perché nessuno sta davvero ponendo attenzione al problema, e non possiamo separarlo [dal resto], e dobbiamo guardare a tutti i punti caldi sulla mappa. Abbiamo una forza di dispiegamento rapido che si schiererà con gli inglesi e il Kenya ed è pronta ad entrare in Somalia“, ha detto ai membri del Congresso.

Le ambasciate giordane negli Stati Uniti e nel Regno Unito si sono rifiutate di validare le affermazioni, mentre un membro del Congresso ha ammesso al The Guardian che la riunione c’è stata, ma non autenticherebbe i punti di discussione trattati.