L’articolo di Zero Hedge commenta il voto in Olanda per ratificare l’accordo Ue-Ucraina ancora ai primi exit poll, che già davano per raggiunto il numero minimo dei votanti e il risultato contrario al governo.  Il voto appare come un test sulla forza degli euroscettici appena tre mesi prima del referendum sul Brexit, ma come da tradizione UE, l’apparato è già  in moto per ignorare la volontà della maggioranza. 

Tyler Durden, 6 aprile 2016

Ai primi di gennaio il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker avvertiva che il referendum consultivo olandese, che ha avuto luogo oggi, sull’accordo di associazione tra Ue e Ucraina, avrebbe potuto portare a una “crisi continentale” se gli elettori avessero respinto il trattato.

In un’intervista a gennaio per il quotidiano olandese NRC Handelsblad, Juncker ha detto che la Russia avrebbe “colto i frutti” di un voto olandese contro un legame più stretto tra l’Unione europea e l’Ucraina. “Voglio che gli olandesi capiscano bene che l’importanza della questione va al di là dei Paesi Bassi,” sono le parole di Juncker citate da NRC. “Non credo che gli olandesi diranno di no, perché questo significherebbe aprire la strada a una grande crisi continentale.

Il motivo per cui Jean-Claude “quando si la cosa si fa seria, bisogna mentire” Juncker era così nervoso, è che il voto, indetto da forze politiche anti-UE, è visto come un test della forza degli euroscettici del continente appena tre mesi prima che la Gran Bretagna vada a votare sull’opportunità di rimanere nell’Unione europea.

Arrivando velocemente ai giorni nostri, ora che il voto ha appena avuto luogo, e sulla base degli exit poll iniziali, si può dire che Juncker ha avuto torto marcio. Secondo la Reuters, in opposizione al governo, che ha fatto campagna a favore dell’accordo di associazione UE-Ucraina, circa il 64 per cento ha votato “no” e il 36 per cento ha detto “sì”.

Come promemoria, va detto che il trattato politico, di difesa e commerciale, è già provvisoriamente in atto, ma deve essere ratificato da tutti i 28 stati membri dell’Unione Europea perchè possa avere piena avere piena efficacia giuridica. I Paesi Bassi sono l’unico paese che non l’ha ratificato.

E sembra, sferrando un brutto colpo a coloro che avevano tramato per l’ascesa dell’ Ucraina, che gli olandesi possano avere bruscamente interrotto questa corsa.

Gli euroscettici avevano presentato il referendum come una rara opportunità per i loro connazionali di esprimere un voto contro l’UE e il modo in cui è gestita – comprese le sue politiche di apertura all’immigrazione.

Ma qui sta il problema. Anche se è non vincolante, se l’affluenza raggiunge il 30 per cento esso sarà considerato dal governo come un referendum consultivo. In caso contrario sarebbe considerato nullo e non dovrebbe essere preso in considerazione dal governo.

E mentre secondo alcuni exit poll iniziali l’affluenza era solo del 28%, o al di sotto della soglia richiesta, i dati più recenti danno l’affluenza al 32%, sufficiente. [l’affluenza alle urne è stata effettivamente del 32,2%, ndt]

Questo numero potrebbe ancora cambiare prima che la notte sia finita, quindi manteniamo gli occhi aperti su questo voto altrimenti insignificante nei Paesi Bassi, in quanto potrebbe avere conseguenze cruciali per il paese e per l’intero progetto europeo.

L’affluenza alle urne, di gran lunga inferiore rispetto alle elezioni nazionali o locali, riflette la perplessità di molti elettori ‘per essere stati chiamati a votare su un tema così astruso’. Gli elettori che hanno votato “Sì” possono essere stati certamente confusi: “Penso che le persone che hanno chiesto questo referendum hanno fatto un’enorme confusione”, ha detto Trudy, un votante per il “sì” del centro di Amsterdam. “E’ una sciocchezza, che è costata un sacco di soldi, una cosa che nessuno capisce.”

Il che, naturalmente, è quello che dirà la maggior parte di coloro che si trovano nella minoranza.

Intanto, Geert Wilders, leader del Partito della Libertà euroscettico, ha esortato gli elettori a inviare un messaggio all’Europa dicendo “No”. “Credo che molti olandesi siano veramente stufi di più Unione europea e di questo trattato con l’Ucraina, che non è nell’interesse del popolo olandese“, ha detto ai giornalisti. “Spero che in seguito, sia nel Regno Unito che nel resto d’Europa, altri paesi seguiranno.

Come aggiunge Reuters, un chiaro voto contro il Trattato nella fase di preparazione del referendum della Gran Bretagna del 23 giugno per decidere se uscire dall’UE, potrebbe degenerare in una crisi politica nazionale o addirittura a livello europeo.

I leader olandesi dicono che votare contro il Trattato significa anche consegnare una vittoria simbolica al presidente russo Vladimir Putin.

Non è chiaro se il sentimento anti-russo abbia influenzato gli elettori in quasi due anni, ma il crescente risentimento tra gli olandesi per le conseguenze delle politiche UE di apertura delle frontiere ha spinto Wilders – che si oppone apertamente all’immigrazione musulmana – in testa sondaggi di opinione.

Per molti versi, Wilders è il Donald Trump locale.

Reuters rileva inoltre che il voto si inserisce anche in un più profondo sentimento anti-establishment, evidenziato dal rifiuto clamoroso, nel 2005, di una Costituzione dell’Unione europea, sempre in un referendum.

Tuttavia, proprio come in Grecia, l’apparato si è già messo in moto per ignorare il voto della maggioranza. Il partito conservatore VVD del premier Mark Rutte ha detto che avrebbe ignorato un voto per il “no” di stretta misura, mentre il partito Laburista della coalizione ha dichiarato che avrebbe onorato l’esito del voto, ponendo così le basi per una scissione.

Ma ignorare un chiaro “No” sarebbe rischioso per il governo già impopolare di Rutte – che ha perso ulteriore terreno sulla questione dei rifugiati – in vista delle elezioni nazionali previste entro marzo 2017.

Mentre siamo certi che alla fine la volontà degli elettori del “No” sarà ignorata, come è stato in Grecia, il risentimento verso una classe oligarchica che chiaramente può funzionare solo in un regime non-democratico, diciamo pure dispotico, di certo si diffonderà. Per quanto riguarda i Paesi Bassi, mentre per i prossimi 12 mesi potrebbe non accadere nulla, ci vorrà una manomissione del voto molto sfacciata il prossimo anno per perpetuare uno status quo che non risponde più alla maggioranza del paese.