Più del 95% dei “salvataggi “ della Grecia sono finiti in tasca alle banche

Il sito Press Project ci aiuta a ribadire un concetto che ogni tanto pare sfuggire nel dibattito europeo. I soldi usati da UE e FMI per i “salvataggi della Grecia” sono serviti quasi unicamente a salvare le banche greche e le loro creditrici, ossia quelle del centro Europa (Francia e Germania). I contribuenti europei hanno salvato incauti istituti di credito privati, secondo il solito schema della socializzazione delle perdite, a fronte della privatizzazione dei profitti e degli stipendi del top management.

 

4 maggio 2016

 

La “European School of Management and Technology” (scuola europea di gestione e tecnologia ndVdE), dopo aver analizzato i primi due programmi di salvataggio della Grecia, ha concluso che più del 95% dei 215,9 miliardi di euro usati per pagare i vecchi debiti, sono serviti a pagare interessi e a ricapitalizzare le banche greche.

Secondo Handelsblatt , questa nuova ricerca prova che meno del 5% dei soldi ricevuti dalla Grecia nell’ambito dei due programmi di salvataggio sono in effetti finiti nelle casse dello stato. La European School of Management and Technology ha sede a Berlino, fondata da 25 compagnie e istituzioni globali.

“I pacchetti di aiuto sono stati usati anzitutto e per la maggior parte per salvare le banche europee” ha detto il presidente dell’ESMT Jörg Rocholl, “I contribuenti europei hanno salvato gli investitori privati”, ha aggiunto.

Solo 9,7 miliardi di euro della somma totale sono finiti davvero nel budget statale, ossia meno del 5% mentre, per il resto, 86,9 miliardi sono serviti per restituire i debiti e 52,3 miliardi per pagare interessi.

37,3 miliardi di euro totali di aiuti sono stati usati per salvare le banche greche, che hanno perso all’incirca il 98% del loro valore di mercato rispetto al 2013.

Lo scorso anno la Grecia ha ricevuto un altro programma di aiuti dai paesi membri dell’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) di circa 90 miliardi di euro. Durante le scorse settimane, la Grecia ha faticato a completare la prima revisione del terzo salvataggio, necessaria per ricevere la trance successiva di aiuti necessaria a pagare i suoi debiti a Luglio. I creditori internazionali, e specialmente il FMI, si sono impuntati sostenendo che la Grecia deve impegnarsi in un ulteriore giro di austerità, rispetto a quanto già sottoscritto lo scorso anno per poter partecipare al programma di aiuti.

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