Il Wall Street Journal prevede un futuro nebuloso per l’eurozona. Nei sofferenti mercati azionari europei, le azioni che si riprendono sono quelle tipicamente speculative. Le azioni delle aziende più solide, che sono più legate alla situazione economica complessiva, vengono invece trascurate dagli investitori: si tratta dell’ennesimo segnale di sfiducia riguardo alle già deludenti prospettive economiche dell’area valutaria comune.

 

Di Jon Sindreu, 11 maggio 2016

 

Ecco qui un chiaro segnale che gli investitori non credono alla ripresa dei mercati azionari europei: non stanno accaparrandosi le azioni sottocosto.

Anche se i mercati europei si sono in parte ripresi dai crolli di inizio anno, le azioni delle aziende con una quotazione bassa rispetto ai profitti o al patrimonio netto sono in discesa.

Queste azioni sono spesso chiamate “Value Stocks” perché tipicamente gli investitori danno per scontato che il loro valore si alzerà non appena l’economia ricomincia a crescere.

Ma nell’eurozona, sono le azioni che risultano sopravvalutate in questi termini, meglio note come “growth stocks” che stanno salendo di valore. L’andamento di queste aziende di solito è abbastanza indipendente dalle condizioni economiche generali, perché il loro prezzo non si basa sui guadagni registrati in passato, ma sul loro potenziale di generare profitti nel prossimo futuro.

Anche i mercati USA hanno mostrato una tendenza simile rispetto ai “Value Stocks”, ma non a un livello così pronunciato come quelli dell’eurozona.

“I “Value Stocks” europei sembrano stranamente attraenti” rispetto ai dati storici, ha dichiarato Luiz Sauerbronn, direttore degli investimenti alla società per investimenti Brandes Investment Partners.

Questo potrebbe essere un sintomo del pessimismo degli investitori riguardo l’eurozona, dato che il destino di queste aziende è più strettamente legato all’andamento generale dell’economia.

“Queste azioni sono davvero a buon mercato, ma quel che manca è la crescita” ha detto Emmanuel Cau, stratega del mercato azionario per J.P Morgan Chase & Co.

La situazione è emblematica anche dell’attuale situazione di tassi ultra-bassi. Secondo gli analisti i tassi bassi di solito spingono gli investitori a caccia di profitti verso i “Growth Stocks” anziché i “Value”. Ecco perché i “Growth” sono andati bene dal 2011.

Quindi, per i “Value”, le prospettive sono negative.

Gli economisti prevedono il perdurare nel prossimo futuro dell’attuale situazione di stagnazione economica e tassi di interesse ultra-bassi.

Pochi settori ne sono più colpiti delle banche, che sono attualmente una buona parte dell’universo dei “Value Stocks”. La debole crescita economica, gli interessi ultra-bassi, e curve di interesse piatte le mettono in difficoltà nel trovare opportunità interessanti nel concedere credito, e la situazione probabilmente non cambierà nel prossimo futuro.

“In Europa in particolare, il valore ti porta ai dati finanziari“ ha detto David Vickers, senior portfolio manager presso Russell Investments.

E se i profitti delle banche europee sono in grande sofferenza da un anno a questa parte, i loro valori di mercato sono collassati perfino più velocemente, come mostrano i numeri del provider FactSet.

Borse europee fig 1

Il fatto che gli investitori non stiano correndo ad accaparrarsi queste azioni non lascia presagire niente di buono per l’economia.