Secondo quanto riportato da KeepTalkingGreece, il governo greco sta varando nuovi pesanti aumenti di tasse sui consumi, ovviamente per raggiungere gli impossibili obiettivi fiscali voluti dalle istituzioni dell’Unione Europea. Questi sforzi di cavare sangue dalle pietre evidenziano solamente l’accanimento ideologico per la distruzione totale delle economie dei paesi sconfitti, e l’incapacità di qualsiasi difesa da parte delle classi politiche di questi ultimi.

 

di KeepTalkingGreece, 16 maggio 2016

Un nuovo pacchetto di tasse indirette e tasse sui consumi speciali, per un totale di 1,8 miliardi di euro sarà presentato in parlamento martedì o mercoledì per essere approvato in modo da presentarlo alla riunione dell’Eurogruppo del 24 maggio. Il pacchetto si può paragonare a niente meno che a un uragano, uno tsunami o l’esplosione di un vulcano, che farà letteralmente esplodere l’austerità, quindi la recessione, per l’ennesima volta dal 2010, mentre l’economia reale è di nuovo in recessione, la disoccupazione è bloccata sul 24-25 percento, e i salari medi sono di 600-700 euro.

Le tasse riguarderanno l’IVA, i carburanti, caffè, tabacchi e sigarette, alcool, automezzi privati, linee del telefono fisso, televisione via cavo e industria del turismo.

Gli aumenti da giugno-luglio 2016

La parte più tremenda della nuova tornata di tasse è l’aumento dell’IVA dal 23 al 24 percento, che dovrebbe partire il primo luglio 2016. Sarà il quinto aumento dell’IVA dal 2010. Si calcola che debba portare introiti fiscali per 450 milioni di euro. L’aumento dell’IVA colpirà qualsiasi bene di consumo e i servizi, inclusi i biglietti per il trasporto pubblico. I prezzi dei biglietti ad Atene sono già saliti da 1,20 a 1,40 euro all’inizio dell’anno. Per molti beni di consumo, tra cui beni alimentari, l’IVA era già salita dal 13 al 23 percento nel luglio 2015.

Sappiamo tutti che l’aumento dell’IVA non si trasferisce sui prezzi reali per la stessa percentuale, ma certe volte anche di più…

Veicoli privati: Ci saranno modifiche nel calcolo delle tasse di immatricolazione dei veicoli. Queste saranno calcolate secondo il prezzo di vendita e non più seconda la cilindrata. Trovate qui ulteriori dettagli in greco.

Prezzi dei carburanti: Ci saranno aumenti di tasse sui consumi speciali. Cinque centesimi al litro di benzina diventeranno 3-4 centesimi in più sul prezzo finale, considerando anche l’IVA. Otto centesimi al litro di gasolio diventeranno 10 centesimi in più sul prezzo finale.

Non è ancora chiaro se ci saranno aumenti anche sul GPL – informazioni non confermate parlano di 0,25 centesimi in più al litro – mentre il Ministero delle Finanze considera la possibilità di aumentare le tasse sul gas naturale usato nell’industria.

Il 15 ottobre 2016 entrerà in vigore un aumento di 6 centesimi al litro di olio combustibile.

TV via cavo: Da giugno 2016 ci sarà un aumento del 10 percento sul prezzo, escludendo l’aumento dell’IVA.

Birra: I prezzi al consumo saranno aumentati (non è stato chiarito in quale percentuale) – Perché la birra? Immaginiamo sia per il fatto che ci sono molti produttori di birra locali, i quali ovviamente dovranno pagare il prezzo di voler fare impresa in Grecia.

Bevande alcoliche: La riduzione speciale del 50 percento per il gruppo di isole del Dodecaneso sarà cancellata.

Eliminazione delle detrazioni IVA per le isole: Sono previsti ampi aumenti del prezzo di beni e servizi sulle isole (Syros, Thassos, Andros, Tinos, Karpathos, Milos, Skyros, Alonnisos e Sifnos) dal 1° luglio 2016, dato che le detrazioni del 30 percento sull’IVA saranno cancellate. In questo caso si tratta di un impegno già preso dal governo verso i creditori nell’estate dell’anno scorso.

A partire dal 1° luglio 2017

Caffè: Ci saranno aumenti da 2 a 4 euro al chilo sul caffé importato, a seconda del tipo. Dato che la Grecia non produce caffè, il prezzo della bevanda preferita dai greci esploderà. Si prevede che i prezzi al consumo per il caffè nei bar e nelle mense aumenterà di oltre il 20 percento.

Sigarette, sigarette elettroniche e tabacchi: Ci saranno aumenti di tasse sui consumi speciali: le stime parlano di aumenti di 30-50 centesimi per pacchetto di sigarette, di 26-30 centesimi per 20 grammi di tabacco, e di 10 centesimi per millilitro di liquido per le sigarette elettroniche.

Telefoni fissi: Aumenti di tasse del 5 percento sulle linee di telefono fisso al netto dell’IVA, che riguarderà anche segreteria telefonica e accesso a internet.

Dato che agli aumenti si sommerà pure l’aumento dell’IVA, immaginiamo una crescita delle bollette dal 5 al 10 percento.

A partire dal 1° gennaio 2018

Hotel e camere in affitto: Si aggiungerà una tassa speciale sul prezzo dell’alloggio a seconda delle “stelle” della struttura. Per strutture a 1 o 2 stelle ci saranno aumenti di 0,50 euro, per strutture a 3 stelle aumenti di 1,5 euro, per strutture a 4 stelle aumenti di 3 euro e per strutture a 5 stelle aumenti di 4 euro. Gli aumenti si intendono per camera o alloggio al giorno.

Camere in affitto: Categoria 1 o 2: aumento di 0,25 euro, categoria 3: aumento di 0,50 euro, categoria 4: aumento di 1 euro.

Fonti: in.gr, capital.gr

L’ovvio risultato sarà che quando aumentano i prezzi del carburante, questo impatterà tutti gli altri settori.

Si può tentare di calcolare quale sarà realmente il costo reale, ma penso che ci darebbe le vertigini…

Valdis Dombrovskis, della Commissione Europea, sabato ha detto a un giornale greco che “non abbiamo chiesto ulteriori tasse” e che questa è stata “la decisione del governo greco stesso“. Certo. I creditori vogliono licenziamenti di massa nel settore pubblico e tagli drastici di stipendi e pensioni. Queste misure porteranno a raccogliere 5,4 miliardi di euro di qui al 2018? Non sappiamo, ma sinceramente ne dubitiamo.

Il fatto è che il governo Syriza ha fatto un gran pasticcio con le trattative della primavera 2015, e anche se i funzionari del governo tra di loro ammettono pure che “gli accordi del luglio 2015 sono stati la cosa peggiore che potessimo fare“, a pagarne il prezzo saremo io, te, gli anziani, i disoccupati e i malati. Non solo, ovviamente, per gli errori di Syriza, ma anche per la pessima gestione del Pasok e di Nuova Democrazia nel corso degli anni.

E nonostante si possano giustificare tutte le critiche immaginabili verso il governo Syriza-Anel, non abbiamo ancora sentito delle proposte costruttive per una soluzione sostenibile da parte dei partiti di opposizione, a parte “Syriza deve andarsene a casa“. Siamo condannati a vivere con questo populismo. Bah!

A proposito: il 30-35 percento degli introiti fiscali previsti di solito si perde nei corridoi scuri dell’evasione, cioè 8-10 miliardi di euro all’anno.

PS. Penso di dover riattivare al più presto quella vecchia stampante di euro che ho a casa.