Un bellissimo appello della presentatrice radio Hartley-Brewer sul Telegraph, va dritto al cuore della questione-Brexit. La domanda che devono porsi i cittadini è se hanno il coraggio di prendere in mano il governo della propria Nazione democratica e di credere nei loro concittadini, oppure se preferiscono consegnare tutti i poteri nelle mani degli eurocrati di Bruxelles, sperando che questi agiscano nell’interesse del popolo inglese. Consegnare la propria sovranità a dei “tecnici” che operano “al riparo dal processo elettorale” è l’errore più grande che un popolo possa fare.

 

Di Julia Hartley-Brewer, 22 giugno 2016

 

Se siete tra i milioni di britannici ancora indecisi su come votare al referendum sulla UE, c’è una sola parola a cui dovreste pensare prima di votare giovedì: fiducia.

Di chi vi fidate per governare questo Paese? Di chi vi fidate, perché prenda le migliori decisioni per la vostra famiglia, la vostra azienda, la vostra comunità? Perché sotto sotto questo referendum è tutto qui.

Non si tratta di decidere di quali politici vi fidate o di quali esperti o di quali affaristi. Si tratta di decidere se vi fidate di voi stessi.

Che ci sia l’economia, il commercio, il lavoro, l’immigrazione o la sicurezza in cima alla lista delle vostre preoccupazioni, in questo referendum dovrete dire se vi fidate di voi stessi e degli altri britannici per guidare questo Paese, o se pensate sia meglio consegnare i nostri poteri democratici a qualcun altro.

Non importa quali politici vi piacciono o chi dovrebbe guidare un particolare partito. Il referendum va ben al di là di ogni singola personalità e perfino al di là di qualsiasi partito politico.

Il referendum riguarda il futuro del nostro Paese: consegneremo un numero sempre maggiore dei nostri poteri democratici fondamentali a una Bruxelles priva di vagli democratici o ci fideremo di noi stessi?

In qualunque modo voteremo, per molti di noi venerdì la vita continuerà normalmente . Ma ci sarà stato un cambiamento fondamentale che influenzerà il futuro delle generazioni a venire.

Se avremo votato di rimanere, immediatamente la UE ricomincerà a testa bassa la sua spinta verso un’inevitabile unione politica in un disperato tentativo di salvare la morente eurozona, compreso un programma che prevede un esercito a livello UE, una tassazione UE e una libera circolazione di milioni di persone dalla Turchia all’Europa.

Oppure, avremo votato di lasciare e riprenderci il potere di decidere come governare il nostro Paese, con chi commerciare e chi può venire qui a vivere e lavorare, e chi deve essere lasciato fuori.

Magari non avete deciso come votare perché avete paura degli apocalittici scenari di miseria e devastazione che vengono da chi sostiene il “Remain”?

Potete stare tranquilli: l’Inghilterra non sprofonderà in recessione, con la perdita di milioni di posti di lavoro. La Terza Guerra Mondiale non sta improvvisamente arrivando e non saremo costretti a tornare al baratto, in futuro.

Non abbiamo bisogno della UE perché la nostra economia prosperi. Quella inglese è la quinta economia mondiale, e una grande economia aperta. Non sono i politici a decidere quante persone ci vendono i loro prodotti o acquistano i nostri: sono i clienti a farlo. E a loro non interessa se siamo dentro o fuori dalla UE. Dopo tutto, 15 dei 20 membri del G20, le più ricche nazioni del pianeta, non sono membri della UE e non sembrano risentirne. Perché dovremmo risentirne noi?

Avete forse paura che non potremo più essere un attore principale sulla scena mondiale se lasciamo la UE? Non abbiamo bisogno della UE nemmeno per questo. Già ora il nostro peso va al di là delle nostre dimensioni grazie alla nostra potenza economica, alle nostre capacità militari e alle nostre capacità persuasive. Nulla cambierebbe se dovessimo lasciare la UE.

Forse temete per la vostra salute e sicurezza se dovessimo uscire? Ma non abbiamo bisogno della UE nemmeno per tenerci al sicuro dai terroristi e dai dittatori guerrafondai. E’ invece l’ombrello della Nato, il nostro potere militare e la nostra rete di intelligence a farlo. Sono legami che ci hanno tenuto (insieme al resto dell’Europa) al sicuro nei decenni del dopoguerra e non cambieranno che siamo o no all’interno della UE.

E cosa dire della protezione per i normali lavoratori dell’UE? Indovinate un po’, non abbiamo bisogno della UE per dare i diritti fondamentali, come il congedo di maternità o le vacanze, ai lavoratori. Questi diritti sono stati conquistati duramente qui in Inghilterra, non a Bruxelles, e nessuno ce li porterà via.

O forse è solo che non volete sentirvi chiamare da David Cameron “codardi”, che se ne vanno non appena il gioco si fa duro?

Be’ alle volte, quando hai provato con tutte le tue forze di far funzionare le cose ma la tua controparte proprio non vuole essere ragionevole, allora la cosa buona e giusta da fare è andarsene. Chiamereste “codarda” una moglie molestata che finalmente trova il coraggio di lasciare il suo marito violento? O chiamereste “codardo” un eroinomane che finalmente rompe i legami col suo spacciatore? Io non lo farei.

E forse avete paura di essere considerati xenofobi o razzisti, o dei Piccoli Inglesi che vogliono votare per poter controllare i propri confini? Be’, rasserenatevi: qui milioni di persone che voteranno “Brexit” il 23 di giugno non sono brutti, cattivi e vecchi razzisti che vogliono tornare al mondo degli anni ’50. Non si tratta di chiudere le nostre frontiere e girare le spalle al mondo. Al contrario, si tratta di spezzare le catene col passato e aprirsi a una visione positiva del futuro nell’economia globale del 21mo secolo. Non c’è niente di xenofobo o razzista nel preoccuparsi della pressione esercitata da anni di immigrazione di massa incontrollata sulle condizioni abitative, scolastiche, sanitarie, sui trasporti pubblici e su strada e sulla coesione della comunità.

Se siete preoccupati dai rischi di lasciare la UE, posso capirlo. Ma la realtà è che neanche uno degli spauracchi messo in campo dal “Remain” si rivelerà vero. Vogliono solo spaventarci facendoci pensare che non siamo in grado di governare il nostro stesso Paese. Ma non dovete credergli, credere ai cosiddetti esperti, o a chiunque altro. Non dovete nemmeno credere a me. L’unica persona di cui dovete fidarvi, siete voi stessi.

Quindi abbiate fiducia che gli Inglesi saranno in grado di tenersi in piedi con le loro gambe in questo mondo. Abbiate fiducia che gli Inglesi sapranno come meglio governare il loro stesso Paese. Ma più di qualunque altra cosa, abbiate fiducia che voi stessi potrete riprendere il controllo, e votare perché il Regno Unito esca dalla UE.