Nigel Farage è certamente un personaggio divisivo, irritante per molti, ma quello che ha detto martedì al Parlamento Europeo —al netto di alcuni toni— sulle nuove relazioni da stabilire tra Gran Bretagna e UE, è semplice buonsenso. Lo hanno contestato e fischiato. Come ha commentato il prof. Bagnai a Omnibus, l’attuale establishment europeo riesce a far apparire come uno statista perfino un personaggio così controverso.

 

28 giugno 2016

Nigel Farage:

Bene, grazie Mr. Schultz. Be’, non fa ridere? Sapete, quando sono venuto qui al prima volta, diciassette anni fa, e ho detto che avevo l’intenzione di portare avanti una campagna per far uscire la Gran Bretagna dall’Unione Europea, mi avete tutti deriso. Be’, a quanto vedo non state più ridendo, adesso. Sbaglio? Il motivo per il quale siete così agitati si è capito benissimo questa mattina da tutti da tutte le rabbiose conversazioni. Voi, come progetto politico, state negando la realtà. State negando che la vostra moneta sta fallendo. State negando…

[vociare rumoroso]

Be’, guardate l’Europa mediterranea! No, no, no. Se l’obiettivo era imporre la povertà alla Grecia e al resto dell’Europa mediterranea, be’ allora ci siete riusciti molto bene. E state negando la realtà riguardo la Merkel, o riguardo l’affermazione dello scorso anno della Merkel, sul far entrare quanta gente volesse attraverso il Mediterraneo nell’Unione Europea. Affermazione che ha portato enormi divisioni tra i paesi e all’interno dei paesi. Il più grande problema che avete, e la ragione, la ragione principale per la quale il Regno Unito ha votato come ha votato, è perché senza mai dire la verità ai britannici o al resto dei popoli d’Europa, di nascosto, con l’inganno, avete imposto un’unione politica. Gli avete imposto un’unione politica.

Quando nel 2005 l’elettorato francese e quello olandese hanno votato contro l’unione politica, quando hanno rifiutato la vostra Costituzione, li avete semplicemente ignorati, e con il Trattato di Lisbona avete fatto rientrare dalla finestra ciò che era stato cacciato dalla porta. Quello che è successo giovedì scorso è un risultato notevole, un risultato sismico, non solo per la politica britannica ma per tutta la politica europea, forse anche per tutta la politica mondiale. Perché ciò che la umile gente ha fatto, ciò che la gente normale ha fatto, ciò che la gente che è stata oppressa, che ha visto scendere i propri standard di vita negli ultimi anni ha fatto, è stato di rifiutare le multinazionali, rifiutare le banche d’affari, rifiutare la grande politica. Hanno detto: “Rivogliamo il nostro paese. Rivogliamo le nostre acque dove pescare, rivogliamo i nostri confini. Vogliamo essere un paese indipendente, normale, che si governa da sé“. Ecco quello che abbiamo fatto, ecco cosa deve succedere.

E avendolo fatto, avendolo fatto abbiamo dato un po’ di speranza a tutti i democratici nel resto del continente europeo. Oggi faccio una previsione: il Regno Unito non sarà l’unico paese membro a lasciare l’Unione Europea.

La questione è, cosa succede adesso? Adesso sta al governo britannico invocare l’articolo 50, e il mio parere è che non debba aspettare tanto a farlo.

Sono d’accordo con voi, Mr. Juncker. Il popolo britannico ha votato. Dobbiamo assicurarci che la cosa venga portata avanti. Ma ciò che vorrei vedere è un atteggiamento maturo e ragionevole su come negoziamo un nuovo tipo di relazione.

[vociare rumoroso]

Ora, a quanto ne so, quasi nessuno di voi ha mai fatto un vero lavoro nella vita, ha mai lavorato nel business, nel commercio, ha mai creato un posto di lavoro, ma ascoltate, ascoltate bene –

[vociare rumoroso]

Martin Schulz:

Mr. Farage, aspetti un secondo. Signore e signori, capisco che vi state agitando. Ma vi state comportando nello stesso modo in cui l’UKIP si comporta solitamente  in questa camera. Per favore, non imitateli. Comunque, Mr. Farage, voglio dirle una cosa. Ciò che state affermando, che nessuno abbia mai fatto un vero lavoro nella propria vita, non avete alcuna base per dirlo, mi spiace.

Nigel Farage:

Mr. Schultz, sì, ha abbastanza ragione. L’UKIP ha sempre protestato contro l’establishment, e ora l’establishment protesta contro l’UKIP – ecco cosa sta succedendo qui. Ascoltate, per un momento, un po’ di economia semplice e pragmatica. Tra di noi, tra i vostri paesi e il mio paese, c’è un’enormità di commercio in beni e servizi. Questo commercio porta benefici a entrambe le parti. Questo conta. Se voleste tagliarvi via il naso dalla faccia, se voleste rifiutare qualsiasi idea su un accordo ragionevole, le conseguenze sarebbero assai peggiori per voi di quanto lo siano per noi.

[vociare rumoroso]

Da parte nostra, anche l’assenza completa di un accordo sarebbe meglio dell’accordo marcio che abbiamo adesso. Ma se vorrete andare al punto di reintrodurre i dazi doganali sui prodotti come le automobili, centinaia di migliaia di lavoratori tedeschi rischierebbero il proprio lavoro. Quindi cerchiamo di essere pragmatici, ragionevoli, maturi, realistici, e stabiliamo tra di noi, stabiliamo un accordo commerciale senza dazi. Quindi cercate di riconoscere che il Regno Unito è vostro amico. Commerceremo con voi, coopereremo con voi, saremo i vostri migliori amici al mondo. Ma siate ragionevoli, lasciateci andare e lasciateci perseguire le nostre ambizioni globali, il nostro futuro. Grazie.

[brusio di disapprovazione]