Zero Hedge riporta gli ultimi sviluppi della crisi bancaria europea. In Germania, i crediti deteriorati stanno affondando la Landesbank di Brema. Se finora questo non aveva creato allarmi sui mercati, era perché si dava per scontato che la Landesbank, al momento opportuno, sarebbe stata salvata. Ma con la normativa europea sul bail-in —alla quale la stessa Germania potrebbe decidere di sottoporsi in modo suicida— potrebbe non essere più così.

 

di Zero Hedge, 7 luglio 2016

Ieri, quando abbiamo riportato le ultime notizie sulla crisi bancaria europea, abbiamo notato un sorprendente sviluppo della situazione di Deutsche Bank, vale a dire la decisione della banca di liquidare come se niente fosse una parte dei suoi crediti verso il settore delle spedizioni commerciali [“shipping loans“]. Come riportato da Reuters, “Deutsche Bank sta cercando di vendere almeno un miliardo di crediti per alleggerire la sua esposizione verso un settore i cui creditori stanno finendo sotto scrutinio sempre più attento da parte della Banca Centrale Europea.

Stanno cercando di alleggerire il loro portafoglio, che include crediti tossici. Ha senso, dal punto di vista commerciale, cercare di liberarsi di una parte libro contabile“. Deutsche Bank, che ha dai 5 ai 6 miliardi di dollari di esposizione verso il settore delle spedizioni commerciali marittime, non ha voluto commentare l’avvenimento.

Tutto ciò conferma quello che a lungo si era sospettato, sebbene non ufficialmente, e cioè che le banche tedesche sono state tra i maggiori creditori del settore delle spedizioni marittime, settore che si è trovato in forte difficoltà in seguito al rallentamento del commercio globale.

Ora sembra che alcuni dei crediti al settore delle spedizioni si siano deteriorati al punto da diventare i catalizzatori della crisi bancaria europea e abbattere alla fine il più impenetrabile dei muri, quello tedesco.

È infatti in Germania che si trova la prossima tessera del domino destinata a cadere nel contesto della recente crisi bancaria europea: si tratta della Landesbank [banca regionale tedesca, NdT] di Brema.

Alcune settimane fa il Financial Times riportava che la Landesbank tedesca NordLB stava considerando di acquisire interamente la Landesbank di Brema, che è in difficoltà a causa del peso dei crediti deteriorati verso il settore delle spedizioni. La Landesbank di Brema, di cui la NordLB possiede già il 54,8 percento, la scorsa settimana ha avvertito che sarebbe stata costretta a svalutare 400 milioni di euro del suo portafoglio di crediti sulle spedizioni, e che di conseguenza avrebbe subito una perdita di circa mezzo miliardo di euro quest’anno.

Il Financial Times ha aggiunto che questa ammissione ha sollevato preoccupazioni sullo stato di salute della banca di Brema, che alla fine del 2015 era stimata avere un valore di 29 miliardi di euro. Di conseguenza i proprietari della Landesbank di Brema si sono impegnati in una serie di colloqui per cercare di ricapitalizzare la banca.

In una dichiarazione di un mese fa, l’amministratore delegato di NordLB, Gunter Dunkel, e il ministro delle finanze di Brema, Karoline Linnert, hanno riferito che i proprietari della Landesbank di Brema — cioè NordLB, la città di Brea, e l’associazione delle casse di risparmio della Renania Settentrionale-Vestfalia — hanno convenuto di mantenere “intatto e a un livello appropriato” il capitale della banca di Brema. “I modi e l’entità dell’incremento di capitale sono attualmente in discussione”, hanno riferito NordLB e i rappresentanti della città di Brema. “Le necessarie decisioni saranno prese entro la fine del 2016“.

I mercati hanno rapidamente ricevuto e assimilato la notizia senza problemi: dopotutto, quando c’è un importante sostenitore disposto a salvare la banca, non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Unico problema: potrebbe non essere più così.

In un articolo rilasciato poco fa dal giornale tedesco Handelsblatt, intitolato “Gli aumenti di capitale per le Landesbank in difficoltà sono discutibili“, è scritto che “i crediti deteriorati verso il settore delle spedizioni hanno creato grosse difficoltà alla Landesbank di Brema, e la banca non è più in grado di sopravvivere senza l’aiuto del governo, ma al momento attuale un’iniezione diretta di capitale da parte dello Stato della Bassa Sassonia appare improbabile“.

La battuta finale, dove si presenta uno scenario drammaticamente diverso da quello tranquillo presentato il mese scorso dal Financial Times, afferma che “secondo il presidente della Bassa Sassonia, Stephen Weil, un aumento di capitale da parte dello Stato e da parte della città di Brema in favore della banca in difficoltà è, al momento, irrealistico (…) Il metodo classico, cioè che i partner attuali forniscano essi stessi il capitale necessario, non sembra funzionare“, ha detto il primo ministro della Bassa Sassonia al Weser-Kurier. Ma, ha aggiunto, “faremo tutti gli sforzi possibili per salvare la Landesbank di Brema“.

L’improvvisa caduta della Landesbank di Brema dalle grazie del bailout sembra l’ultimo atto di un conflitto politico, perché, come nota Handelsblatt, Weil stava rispondendo ai commenti del suo collega Carsten Sieling (socialdemocratico) che escludeva un supporto di capitale per la Landesbank di Brema. In uno scenario che è diventato già troppo familiare per l’Italia, Sieling ha detto che un’azione del genere non sarebbe in accordo con le regole europee.

In altre parole, la Germania potrebbe trovarsi ora nella ironica situazione in cui la sua stessa intransigenza sui salvataggi bancari la costringe al bail-in per una delle sue banche maggiori.

A dire il vero è possibile che una soluzione si trovi. La Merkel dovrebbe concedere il salvataggio tramite bailout non solo alla Landesbank di Brema, ma anche a una banca italiana, dato che le due andrebbero mano nella mano. D’altra parte non è escluso che la Germania rifiuti perfino di salvare una propria banca.

E se il risultato finale resta incerto, il mercato ha rapidamente letto tra le righe e ha reagito preparandosi allo scenario peggiore: nel trading giornaliero i titoli di capitale della banca [prestiti obbligazionari convertibili] sono crollati di quasi la metà, da 120 a 73 in pochi minuti. Una tale variazione ha al tempo stesso allarmato i mercati globali anche a un livello più ampio.

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