HuffPost: il vicepresidente della Clinton vuole banche ancora più deregolamentate

L’HuffPost riporta le posizioni assolutamente pro-libero scambio e pro-deregolamentazione bancaria di Tim Kaine, il vice-presidente scelto dalla Clinton per il proprio ticket presidenziale. La scelta di Kaine segnala che non ci sarà nessuna discontinuità rispetto alle politiche economiche di deregolamentazione iniziate da Reagan e continuate da Bill Clinton (fu lui ad abrogare il Glass-Steagall Act del 1933) e che le istanze progressiste dei sostenitori di Bernie Sanders saranno del tutto ignorate, per lo scorno dei suoi sostenitori. Si conferma insomma un ticket presidenziale democratico spostato, sia in politica economica che estera, decisamente più a destra di Trump.

di Zach Carter, 20 luglio 2016

[Nota del traduttore: l’articolo, scritto il 20 luglio, presenta Kaine come uno dei candidati alla vice-presidenza; Hillary Clinton ufficializzerà la sua nomina due giorni più tardi, il 22 luglio]

Il senatore della Virginia Tim Kaine è nella lista ristretta di potenziali candidati alla vice-presidenza di Hillary Clinton. Kaine sta anche attivamente spingendo per la deregolamentazione bancaria nella campagna per la candidatura, questa settimana.

Kaine ha firmato due lettere lunedì sollecitando i legislatori federali ad andarci piano con le banche – una lettera per aiutare le grandi banche a evitare le regole di gestione del rischio, e l’altra per aiutare le piccole banche a sfuggire alle norme a tutela dei consumatori.

Si ritiene che Hillary Clinton, la candidata democratica alla presidenza, stia valutando Kaine tra una manciata di altri potenziali scelte per la vice-presidenza. La sua scelta è ampiamente vista a Washington come un segno delle sue intenzioni in materia. L’ex segretario di Stato ha speso settimane nel tentativo di corteggiare i sostenitori progressisti del suo sfidante sconfitto nelle primarie, il senatore Bernie Sanders. Scegliendo uno dei pochi nomi sulla sua lista ristretta – i senatori Elizabeth Warren, Sherrod Brown o Jeff Merkley, per esempio – darebbe il segnale che il suo campo sta prendendo sul serio le preoccupazioni dei progressisti.

Kaine, al contrario, sta impostando la propria immagine come personalità pronta a dare battaglia all’ala progressista del partito. Si è battuto per l’accordo commerciale TPP (Trans-Pacific Partnership) a cui sia Sanders che la Warren si oppongono, ed è ora pubblicamente schierato con i sostenitori della deregolamentazione bancaria, al culmine della competizione per la vicepresidenza della Clinton.

La lettera per le grandi banche aiuterebbe le maggiori banche, tra cui Capital One, PNC Bank e U.S. Bank, che controllano centinaia di miliardi di dollari in patrimoni. “Banche regionali” di questa grandezza, scrive Kaine, vengono discriminate unicamente sulla base del fatto che sono così grandi.

In una lettera al governatore della Federal Reserve Janet Yellen, al direttore dell’OCC (Office of the Comptroller of the Currency) Thomas Curry e al presidente del FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation) Martin Gruenberg, Kaine sostiene che è ingiusto che queste grandi banche siano tenute a calcolare e riportare quotidianamente la liquidità – una misura critica del rischio. Kaine vuole cambiare la notifica rendendola mensile. Kaine, insieme ai senatori Mark Warner, Gary Peters e Robert Casey, sostiene che le banche più grandi non comportano necessariamente rischi più grandi, e quindi non dovrebbero affrontare un controllo più stringente.

“Questa distinzione viene applicata in modo non uniforme tra le istituzioni regionali nonostante profili di rischio simili, semplicemente in virtù di una soglia patrimoniale” si legge nella lettera. Traduzione: solo perché sono grandi, non significa che dovrebbero essere regolamentate più attentamente.

Kaine e i suoi coautori disegnano una deroga al principio delle banche di “rilevanza sistemica” – un termine che di solito individua le sei più grandi banche del paese: JP Morgan Chase, Bank of America, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Wells Fargo e Citigroup. Queste dovrebbero essere regolate attentamente. Le imprese che controllano oltre 400 miliardi di dollari, non tanto.

Dal punto di vista delle piccole banche, Kaine ha pressato il direttore del Consumer Financial Protection Bureau [l’Ufficio di Protezione Finanziaria dei Consumatori, ndT], Richard Cordray, a esentare “le casse di risparmio e le cooperative di credito” dalle nuove regole. Questo lascerebbe queste istituzioni, che includono banche con patrimoni fino a 10 miliardi di dollari, regolate in modo più leggero di quanto non fossero prima della crisi finanziaria. La lettera, inviata lunedì, è stato firmata da altri 69 senatori.

Le piccole banche per la maggior parte non sono state coinvolte nella crisi dei mutui subprime. Ma molte commettono altri abusi alla tutela dei consumatori. Queste violazioni non innescano massicce flessioni finanziarie, ma possono costituire dei seri problemi per le famiglie che vengono frodate.

Mentre Kaine si unisce alla lotta per la deregolamentazione, molti altri legislatori stanno spingendo il CFPB nella direzione opposta. Mercoledì scorso, 28 senatori hanno inviato una lettera all’agenzia esortandola a irrobustire le nuove regole contro i prestiti del giorno di paga [prestiti a brevissimo periodo di piccole somme, generalmente inferiori a 500 dollari, da restituire solitamente entro il primo giorno di paga del salario, ndT]. Kaine non l’ha firmata.

Un portavoce di Kaine ha detto all’HuffPost che Kaine sta lavorando su una propria e differente lettera, “concentrata sulla situazione della Virginia”, per i prestiti del giorno di paga, a sostegno della regola CFPB che spera uscirà prima delle elezioni.

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