Il prof. Sapir spiega i dati dei sondaggi francesi, che mostrano l’avanzata dei candidati “sovranisti” per le elezioni presidenziali del prossimo anno, tanto a “destra” quanto a “sinistra”, con un totale che potrebbe facilmente superare la metà dei voti francesi. Dall’altra parte, però, domina un fronte in declino ma ancora compatto: quello dei sostenitori dello status quo e della subalternità, il fronte dei cosiddetti “europeisti” e moderati di entrambe le parti, che per Sapir rappresentano la vera destra estrema in Francia.

 

di Jacques Sapir, 18 settembre 2016

I sondaggi sui candidati, effettivi o potenziali, alle elezioni presidenziali dell’aprile 2017 si susseguono a ritmo ormai rapido. Per quanto si possano avere dei dubbi o legittimi sospetti su questo argomento, a causa del modo in cui vengono poste le domande e al fatto che possano essere un po’ costruite, ad esempio per il fatto che si menziona poco la categoria dell’incertezza, questi sondaggi riflettono un’atmosfera politica particolare che sembra destinata a radicarsi nelle prossime elezioni. Questa atmosfera permette di capire certi spostamenti politici, certe manovre da bassa cucina come si usa dire, che ora tendono ad accelerare.

I sovranisti in maggioranza?

Il primo punto che traiamo da questi sondaggi è che c’è una maggioranza di francesi, forse la maggioranza assoluta, che al primo turno si appresta a votare candidati che si possono definire “sovranisti”.

C’è Jean-Luc Mélenchon, che intende trasformare le elezioni presidenziali in un “referendum” sui trattati europei, ed è ormai accreditato al 13-15 percento nelle intenzioni di voto, e si può ritenere che abbia ancora del potenziale. Nicolas Dupont-Aignan dovrebbe ottenere attorno al 6-8 percento (o più), e anche lui sembra avere ancora un potenziale significativo. Per quanto riguarda Marine Le Pen, è accreditata tra il 26 e il 31 percento. Mettendo tutti insieme, sarebbe un’intenzione di voto tra il 45 e il 54 percento. Naturalmente c’è poi il problema del trasferimento dei voti al secondo turno; si può pensare che una parte dei voti distribuiti tra i vari candidati siano, essenzialmente, voti “sovranisti”. Ma è ormai chiaro che c’è forse più del 50 percento dei francesi a favore delle “tesi sovraniste”, a dispetto di tutti gli attacchi e delle caricature fatte tanto dal Partito “Socialista” quanto dai “Repubblicani”.

Conviene dunque prendere le misure di ciò che si profila essere un cambiamento profondo nelle intenzioni di voto. Ciò significa che la maggioranza dei francesi propende ora per quel clima politico che si è creato nell’estate 2015 a seguito del confronto tra Grecia e autorità europee. Questa inclinazione è stata certamente accelerata dalle conseguenze degli attentati del novembre 2015 e del luglio 2016, dal flusso dei rifugiati, e molto probabilmente dalla mobilitazione contro la legge sul lavoro nota come “El-Khomri”, che ha spalancato gli occhi a molti e ha fatto prendere coscienza degli effetti distruttivi delle istituzioni europee. Dopo l’estate 2015 siamo entrati in un “momento sovranista” [1], e questo momento politico, che implica la questione della preminenza della sovranità e della nazione, proseguirà certamente fino alle elezioni presidenziali.

Il Partito “Socialista” vota Juppé?

Il questo contesto i cambiamenti che si verificano all’interno delle altre forze politiche diventano estremamente rivelatori. Il discorso del dell’8 settembre del Presidente della Repubblica presso la Salle Wagram, discorso di cui ho già parlato altrove [2], rivela la strategia adottata da un partito già largamente screditato. Il presidente si è messo in difesa dell’Unione Europea contro il “nazionalismo”. Questo significa mettere i puntini sulle “i”.

Ma questa UE è in agonia, come abbiamo appena visto al vertice di Bratislava, vertice che doveva decidere sul futuro della UE senza il Regno Unito [3]. La lettura del comunicato finale mostra quanto i paesi siano divisi [4]. Da questa riunione non è uscito nulla di serio, e questa non è una sorpresa. I mali di cui la UE soffre, sia in economia che sulle questioni politiche, sono la conseguenza stessa delle ragioni per cui essa è stata costruita.

Bisogna quindi interrogarsi sulla posizione di François Hollande. Difendere l’UE, lui che è il presidente più odiato nella storia della Quinta Repubblica, ora che quasi l’88 percento dei francesi non lo vorrebbe vedere ricandidato alle prossime elezioni, può avere un solo significato: preparare la strada a un candidato dei “Repubblicani”, facendolo passare come il male minore.

È così che funziona la squadra presidenziale, e ha fatto una scelta precisa preferendo Alain Juppé a Nicolas Sarkozy. Ne abbiamo avuto prova dal comportamento alquanto indegno (ma a dire il vero alquanto frequente) di certi giornalisti dell’emittente France-2, a L’Emission Politique di giovedì 15 settembre [5]. Ma non è detto che questo remake di un classico dell’orrore, vale a dire de Il Ritorno della Mummia, riscontri il successo sperato. Qui la differenza la potrebbe fare la combattività di Nicolas Sarkozy, almeno alle primarie. Per questo è probabile che molti socialisti, o per meglio dire “hollandisti” o solferinisti, come li aveva chiamati Jean-Luc Mélenchon, andranno a disturbare le primarie per far passare Alain Juppé. Ma che si tratti di Sarkozy o di Juppé, entrambi sono colmi di devozione verso le istituzioni europee.

La truffa delle primarie

È stato detto tutto il male possibile su questo meccanismo [6], denunciato con talento da Alexis Corbière in un recente libro [7]. In realtà non è un meccanismo per scegliere, ma un meccanismo per eliminare i candidati meno graditi allo stato maggiore. Così funziona tanto a “sinistra” quanto tra i “Repubblicani”. Il fatto che chiunque possa andare a votare, lasciando solo una piccola somma e firmando una “carta” o una lista di valori che non impegna assolutamente il firmatario, tanto nelle primarie dei “Socialisti” quanto in quelle dei “Repubblicani”, distorce completamente il presunto aspetto “democratico” di queste primarie. Lo vediamo a “sinistra”, dove se ci attenessimo strettamente al voto espresso dagli elettori aderenti a questa parte politica dovremmo decretare la vittoria di Jean-Luc Mélenchon. Il meccanismo delle primarie è distorto a causa della sua apertura agli elettori dell’altra sponda politica. I sondaggi Odoxa lo mostrano bene [8], dato che indicano una preferenza per Emmanuel Macron se si considera il voto di TUTTI i francesi. La stessa cosa avviene per le primarie dei “Repubblicani”, dove Alain Juppé può vincere solo grazie agli elettori di sinistra, che si muoveranno a votare per lui.

Vediamo dunque il lato perverso del meccanismo delle primarie, che è solo un meccanismo di pseudo-legittimazione di una scelta determinata in maniera non democratica. E dunque capiamo e approviamo la decisione di Jean-Luc Mélenchon di non presentarsi alle primarie, così come capiamo e approviamo la decisione di Nicolas Dupont-Aignan di non presentarsi alle primarie del “centro-destra”.

Per chi non votare

Ad ogni modo, le “primarie” avranno il vantaggio di stabilire i potenziali candidati per cui non si potrà, in logica e in coscienza, votare. Si tratta di tutti i candidati “europeisti”, tanto Nicolas Sarkozy quando François Hollande (posto che si ripresenti), tanto di Alain Juppé quanto di Emmanuel Macron, che ci promettono, uno alla vecchia maniera e l’altro alla nuova, esattamente lo stesso programma, o anche che si tratti di François Fillon o di Bruno Le Maire.

Questi candidati hanno in comune lo stesso programma di cessione e di resa verso la finanza internazionale e verso le istituzioni europee. Sono portatori dello stesso programma di austerità, di de-industrializzazione e di criminalizzazione delle lotte sociali. Non ci sbagliamo su questo: oggi sono loro a rappresentare, in Francia, la vera destra estrema.

 

[1] Così ho scritto in: Sapir J., Souveraineté, Démocratie, Laïcité, Parigi,edizioni Michalon, gennaio 2016.

[2] Sapir J. « Qu’il est fâcheux d’avoir un président fâché », nota su RussEurope, 09/09/2016, https://russeurope.hypotheses.org/5226

[3] http://www.lepoint.fr/monde/l-italie-pas-prete-a-faire-semblant-quand-l-ue-ne-fonctionne-pas-17-09-2016-2069149_24.php

[4] http://www.entreprise.news/sommet-de-bratislava-texte-de-declaration-finale/

[5] http://tvmag.lefigaro.fr/programme-tv/l-emission-politique-lea-salame-depassee-par-nicolas-sarkozy_bcc8a84c-7bf4-11e6-9ef5-d234889e3a0a/

[6] Sapir J., « Primaires primaires », nota su RussEurope del 02/09/2016, https://russeurope.hypotheses.org/5214

[7] Corbière A., Le piège des primaires, Parigi, Le Cerf, settembre 2016.

[8] http://www.capital.fr/a-la-une/actualites/sondage-odoxa-macron-meilleur-candidat-de-la-gauche-pour-2017-1165878