Zero Hedge – Secondo la Merkel “La Germania Ha Già Fatto Abbastanza” per i Migranti

Zero Hedge commenta la recente svolta della cancelliera tedesca sulla politica sui migranti. Come ci si poteva aspettare, la Merkel ha ceduto alle pressioni politiche a seguito delle ultime elezioni regionali, dichiarando che “la Germania ha già fatto abbastanza” e ora tocca agli altri. (Agli altri chi?)

 

di Zero Hedge, 25 settembre 2016

Dopo essere stata duramente colpita nelle recenti elezioni locali e nei sondaggi, Angela Merkel sembra finalmente scendere a patti con il fatto che i cittadini tedeschi non sono così entusiasti della sua politica delle “porte aperte”, che ha causato un afflusso di oltre un milione di migranti in Germania nel giro di appena un anno. In un recente discorso durante un incontro a Vienna con altri nove capi di governo, la Merkel ha affermato che “la Germania ha già fatto abbastanza“, e ha chiesto che il resto dell’UE faccia di più, dicendo che “altri paesi UE devono partecipare“.

L’incontro di Vienna ha visto la partecipazione dei capi di governo dei paesi lungo la rotta balcanica dei migranti, ed è stato indetto nel tentativo di sbloccare la situazione di discordia che sta al centro del problema dell’immigrazione. Al Sunday Express, il cancelliere austriaco Christian Kern ha commiserato la Merkel dicendo che “non riuscirete mai a chiudere completamente una frontiera, ma la Germania ne ha già avuto fin troppo e capisco le preoccupazioni“.

Per quanto riguarda l’Austria, Kern ha invocato un accordo finanziario con i paesi del Nord Africa, ma anche con l’Afghanistan e il Pakistan, sullo stampo dell’accordo già siglato tra UE e Turchia, che implica un blocco dei migranti in cambio di visti di viaggio e aiuti finanziari.

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Il controverso accordo EU-Turchia dà alla Grecia la possibilità di rimandare in Turchia i migranti siriani; in cambio, l’UE offre alla Turchia visti di viaggio per l’Europa e aiuti finanziari. Ciò detto, l’accordo ha sollevato polemiche in Europa perché la Turchia ha rifiutato di modificare la propria politica anti-terrorismo, e ha perfino rimosso le proprie guardie di frontiera che stavano presso le isole greche nel Mar Egeo. La disputa ha causato l’ammasso di migliaia di persone sulle isole greche, dopo che l’Austria e i suoi vicini hanno chiuso le frontiere bloccando così la rotta dei migranti verso l’Europa occidentale.

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A seguito delle crescenti tensioni con la Turchia, il Primo Ministro ungherese Viktor Orban, che è noto per la sua linea dura sull’immigrazione e per aver fatto costruire una recinzione rinforzata lungo il confine, ha chiesto di fare dei preparativi nel caso di un crollo dell’accordo UE-Turchia. Orban ha detto che il piano di riserva deve essere stabilito ora, perché “quando i migranti verranno verso di noi, e con loro i problemi, sarà già troppo tardi per pensare a impronte digitali, recinzioni, barriere, nuove forze di polizia e soldati“.

Tutto questo è arrivato dopo che la scorsa settimana il partito della CDU ha ottenuto un risultato disastroso nelle elezioni di Berlino, giungendo secondo con appena il 17,6 percento dei voti, e avendo perso il 5,7 percento rispetto alle elezioni del 2011. La CDU ha così ottenuto il risultato peggiore nella capitale dopo la riunificazione tedesca. Angela Merkel si è assunta la responsabilità per il disastro del suo partito nelle elezioni di Berlino, “ammettendo gli errori nella gestione della crisi dei rifugiati dello scorso anno“.

Come riportato dal Guardian, in un discorso combattivo come sempre, ma anche auto-critico, la cancelliera tedesca ha detto che stava “lottando” per assicurarsi che non si ripetessero le scene caotiche viste lungo il confine tedesco lo scorso anno, quando “per un certo periodo ci siamo trovati privi di controllo“, e ha aggiunto che “nessuno vuole che questo si ripeta, tantomeno io“.

La Merkel ha anche ammesso che in passato non è riuscita a spiegare a sufficienza la propria politica sui profughi, e che la sua frase “Wir schaffen das” (“ce la possiamo fare“) ha “provocato” alcuni che non erano d’accordo con le sue scelte politiche. Queste parole vanno interpretate come un ramoscello d’olivo per la leader del partito alleato alla CDU, il partito della CSU bavarese, la quale nei mesi recenti ha più volte preso le distanze da questo slogan della Merkel.

La cancelliera 62enne aveva anche rigettato la richiesta della CSU bavarese di un “limite massimo fisso” alla quantità di richiedenti asilo che la Germania avrebbe potuto accettare nel 2016, sostenendo che “questo non risolverebbe il problema”. Impedire alle persone di entrare nel paese in base alla loro religione, aveva detto la Merkel, sarebbe incompatibile con la costituzione tedesca e con il “fondamento etico” del suo partito.

Certo, la Merkel sembra ora iniziare a svegliarsi di fronte al fatto che la sola alternativa è quella di stare a guardare mentre il suo tasso di approvazione implode a velocità accelerata, e mentre il suo partito continua a crollare nelle elezioni.

Per quanto riguarda l’ascesa di AfD, la scorsa settimana Reuters ha riportato che il partito anti-immigrati Alternativa per la Germania oggi otterrebbe il 16 percento dei voti se ci fosse un’elezione federale, secondo i sondaggi di opinione di venerdì. Si tratta del miglior risultato, secondo i sondaggi, da quando AfD è stato fondato.

Il sondaggio, pubblicato dal canale televisivo ARD ha mostrato che il partito conservatore della cancelliera Angela Merkel otterrebbe il 32 percento dei voti, mentre i Socialdemocratici, il partito minore dell’attuale coalizione di governo, otterrebbe il 22 percento. Assieme avrebbero il 54 percento dei voti, abbastanza per far continuare la “grande coalizione”, almeno nell’immediato futuro.

AfD ha tuttavia raccolto enormi guadagni elettorali nelle due elezioni regionali di questo mese, e attualmente detiene seggi nei consigli di 10 dei 16 stati tedeschi, avendo beneficiato del contraccolpo che la Merkel ha ricevuto per la sua politica delle “porte aperte” e per l’arrivo di un milione di migranti lo scorso anno. Le prossime elezioni federali saranno tra un anno. Il partito AfD, attualmente quotato al 16 percento, otterrebbe più del triplo dei voti necessari per entrare al Bundestag, il parlamento federale tedesco, che ha una soglia del 5 percento.

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