RT: “La Svezia non sarà mai più quella di prima, gli svedesi devono integrarsi con gli immigrati”

Un articolo di Russia Today ci spiega come è stato applicato il “Metodo Juncker” all’immigrazione in Svezia: le autorità hanno aperto le porte al più alto numero di immigrati per abitante di tutta l’Europa, creando condizioni di disagio sociale e ghettizzazione al limite della zona di guerra. E ora che la frittata è compiuta, il governo stesso si limita a dire ai propri cittadini che “indietro non si torna” e che non possono pretendere che gli immigrati si integrino semplicemente: saranno loro stessi a doversi integrare in una nuova società multietnica imposta dalle élite.

 

Da Russia Today, 20 Settembre 2016

 

Uno spot TV prodotto da un’organizzazione caritatevole finanziata dal governo, ha sollecitato i cittadini ad accettare il fatto che “la Svezia non sarà mai più quella di prima” e a trovare un modo di “vivere fianco a fianco” con un numero crescente di immigrati e rifugiati.

Il video – della durata di 75 secondi – che si intitola ‘Det Nya Landet’ (Il Nuovo Paese), mostra facce sorridenti di diversi profili etnici e razziali. La voce fuori campo dice “I nuovi svedesi reclameranno il loro spazio e porteranno la loro cultura, il loro linguaggio e le loro abitudini – ed è tempo di considerare tutto questo una forza positiva”, aggiungendo che “indietro non si torna”.

Il video richiede ai cittadini del Paese di “vivere fianco a fianco” coi nuovi arrivati e “costruire un Paese dove la paura e l’odio vengano messi da parte”.

Non sono solo i nuovi Svedesi a doversi integrare. Tutti devono essere integrati, anche gli Svedesi autoctoni”, aggiunge il video. “L’integrazione non significa che una delle due parti deve adattarsi all’altra, ma che ognuno deve pensare, fare e sentirsi allo stesso modo. L’integrazione è venirsi incontro, e il vero venirsi incontro si basa sulla reciprocità”.

Lo spot è stato prodotto da Individuell Manniskohjalp (aiuto individuale NdVdE), un’organizzazione svedese caritatevole, e il gruppo dice che i propri attivisti sono impegnati nel combattere e denunciare la povertà e l’esclusione sociale.

L’organizzazione è membro ufficiale del Concilio Svedese di Fundraising (SFC), e la campagna è stata finanziata con i soldi dei contribuenti, secondo l’agenzia di stampa svedese Fria Tider.

La campagna è accompagnata dall’hashtag #detnyalandet (#ilnuovopaese), con il quale gli utenti di twitter possono interagire sull’argomento.

Agli svedesi viene detto che devono integrarsi con gli immigrati e accettare la loro cultura, religione e imparare la loro lingua”.

“Questa organizzazione è la prova che i soldi della SIDA [l’agenzia governativa svedese che punta a ridurre la povertà nel mondo] finiscono in mano all’attivismo anziché all’aiuto dei poveri. C’è bisogno di una riforma” ha detto un utente.

State dicendo davvero che la Svezia dovrebbe abbandonare i propri valori e andare verso il #NuovoPaese? Quindi gli svedesi devono essere assimilati agli immigrati e non viceversa?”

“Sarebbero stati più furbi se avessero tentato di tranquillizzare la gente e convincerla che tutto tornerà ad andare bene come prima, anziché dire “indietro non si torna”.

“Il governo svedese annovera vili personaggi che odiano i bianchi, dovrebbero essere processati per il loro tradimento, e lo saranno prima o poi” dice uno dei messaggi.

L’organizzazione ha dovuto scusarsi, in seguito alle reazioni sdegnate, dicendo che non voleva chiedere agli Svedesi di rinunciare alla loro “vecchia” cultura, ma piuttosto voleva promuovere una “mutua integrazione”, che “significa che le due parti agiscano insieme per creare qualcosa di più grande”.

Lo scorso anno, più di 200.000 rifugiati e immigrati sono entrati in Svezia – la percentuale più alta per abitante rispetto a qualsiasi altra nazione europea.

All’inizio di settembre, la percentuale degli svedesi che voleva che il proprio paese accogliesse meno rifugiati era raddoppiata rispetto all’anno precedente: il 60% chiedeva alle autorità di ridurre l’immigrazione.

Solo il 13 percento della popolazione diceva che sarebbe stato opportuno accettare altri rifugiati e immigrati.

NdVdE: A completamento della situazione svedese, segnaliamo anche che in Svezia esistono ormai ben 55 zone “no-go” dove la polizia non riesce più ad entrare per far rispettare la legge, le autorità vengono prese a sassate e si limitano soltanto a spegnere i roghi di autovetture che vengono quotidianamente appiccati. Gli immigrati non si stanno integrando: si stanno richiudendo in ghetti che sono ormai terra di nessuno.

 

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