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Mozione del Parlamento Europeo Contro la “Propaganda Russa Anti-UE” (Leggi: “Fonti di Notizie Alternative”)

Un post rilanciato da Zero Hedge commenta la mozione di questa settimana del Parlamento Europeo contro la presunta “propaganda anti-UE” di matrice russa che sarebbe portata avanti da fonti come Russia Today, Sputnik news, o altre non specificate. L’obiettivo sarebbe contrattaccare le presunte “false notizie” che la Russia diffonderebbe per diffamare la UE e creare divisioni negli elettorati europei. Additare nemici esterni nel vano tentativo di ammansire un’opinione pubblica sempre più ostile è l’ultima spiaggia delle screditate élite occidentali. I cittadini chiedono verità e varietà di informazione, non opinioni preconfezionate, e fare mozioni per contrastare le fonti di notizie alternative non risolverà i problemi.

 

di Tom Luego, via Zero Hedge – 24 novembre 2016

Il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di legge di una parlamentare polacca per contrastare la “propaganda” delle fonti giornalistiche russe. Tra le fonti citate ci sono Russia Today (RT) e Sputnik news. Questo è l’ennesimo esempio della reazione da parte delle élite occidentali alla sconfitta nelle elezioni presidenziali americane e alla prospettiva di un disgelo tra Russia ed Europa, che potrebbe avvenire sotto l’amministrazione Trump.

La legge è passata con meno della maggioranza dei 691 membri del parlamento UE a causa di 208 astenuti. La proposta di legge è stata approvata infatti con soli 304 voti.

Il presidente russo Vladimir Putin ha redarguito la UE su questo punto, ricordando a tutti come l’Europa dia regolarmente “lezioni” di democrazia alla Russia, sebbene in realtà essa stessa non ne rispetti alcuna.

Ricordate che fu il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, a dire nel 2015 la famosa frase:

Non può esserci scelta democratica contro i trattati europei

Secondo RT, la stessa proposta di legge si sarebbe basata su un report volto a contrastare la propaganda proveniente da fonti terze:

Il report, scritto da Anna Fotyga, membro parlamentare polacco del gruppo Conservatori e Riformisti Europei, asseriva che Mosca stesse cercando di “distorcere la verità, provocare dubbi, dividere l’Unione Europea e i suoi partner nord-americani, paralizzare il processo politico decisionale, screditare le istituzioni UE e indurre sentimenti di paura e incertezza tra i cittadini UE”.

In altre parole sarebbe imperativo soffocare ogni e qualsiasi discussione che contravvenga alle necessità dell’Unione Europea e degli Stati Uniti di attuare i propri piani. Possano gli dèi perdonare la plebe di tutta Europa se questa dovesse mai scoprire cosa accade a Bruxelles.

Il “contro-colpo di stato” dei media

Questa è solo un’estensione dell’argomento di discussione iniziato questa settimana riguardo le “fake news” [notizie false, bufale]. Come riportato dal mio collega Joe Jankowski all’inizio di questa settimana, nientemeno che il New York Times ha messo in discussione il servizio fatto da Planet Free Will sulla controversia del cosiddetto “Pizza Gate”, che è sorta attorno a Comet Ping Pong.

I mezzi di stampa ufficiali stanno cercando a tutto campo di marginalizzare le fonti di notizie alternative, in una sorprendente rivelazione di quanto le élite culturali occidentali siano repressive. Il dissenso e la tolleranza possono stare nell’ordine del giorno nella misura in cui voi dissentite o tollerate nella maniera approvata.

Tutto il resto è “notizia falsa“, “propaganda” o “danno per la democrazia“.

Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Date un’occhiata alla “crisi” del giorno, la crescita dei suprematisti bianchi di “Alt-Right” negli Stati Uniti.

Oooh, ecco che si rigiocano la carta razziale!

L’obiettivo è quello di dipingere, nel modo più ampio possibile, chiunque abbia sostenuto la candidatura di Donald Trump come membro di Alt-Right.

Ma chiunque sappia qualcosa di Alt-Right sa dove è iniziata e dove si trova ora. Sono al più una dozzina di neo-nazisti, bravi disegnatori di meme, che su Twitter si dedicano a trollare ciò che resta della giustizia sociale.

Ecco, più o meno, la sostanza e l’estensione del problema.

Tutto il resto che è stato fatto passare è un’invenzione dei media o della giunta Soros-Clinton per cercare di sovvertire l’amministrazione Trump prima ancora che possa insediarsi.

È anche importante cercare di scongiurare qualsiasi possibile cambiamento nelle relazioni UE/Russia e avvelenarle per bene prima di consegnarle al presidente eletto Donald Trump.

La fine dei vecchi media

Questa mossa del Parlamento Europeo è, in ultima analisi, priva di senso. Tutto ciò che potrà fare sarà di determinare un altro trasferimento di ricchezza dai contribuenti europei a qualche think-tank tecnocratico in cerca di sede.

Apparentemente inizieranno con appena un milione di euro. È abbastanza, comunque, per fare grandi titoli.

Buona fortuna, allora, nel contrastare la “enorme” audience che RT ha nel mondo. Questa invidiabile audience è stata costruita alla solita vecchia maniera: essendo unici sul mercato.

Sì, RT ha una certa inclinazione pro-Russia e non lo nasconde affatto.

RT spiega gli eventi globali in un modo che è l’opposto delle storie che vengono promulgate in Occidente. A giudicare da quanto duramente le leadership europee si stanno scagliando contro RT, va detto che quest’ultima sta funzionando alquanto bene.

Le regole per il successo imprenditoriale sono sempre le stesse, non importa in quale mercato vi troviate: offrire al consumatore un prodotto unico, servire quelli che non sono attualmente soddisfatti dall’elenco dei prodotti disponibili.

RT lo ha fatto nel momento stesso in cui ha iniziato a trasmettere. E così all’inizio anche Fox News. Entrambi venivano odiati per questo. Oggi Fox è diventato indistinguibile rispetto a CNN e MSNBC. I suoi indici di ascolto e, cosa più importante, le tariffe per gli annunci pubblicitari, sono in caduta libera.

RT invece si è mantenuta sulla sua linea e, così facendo, sta crescendo di giorno in giorno.

Il Parlamento Europeo ha dimostrato solo di non avere contatto con la realtà di un panorama mediatico che sta cambiando. Il modello dei giornali aziendali sta morendo. Il pubblico vuole informazione vera, non informazione preconfezionata in argomenti di discussione da ripetere all’infinito, alla maniera goebbelsiana, con la complicità degli organi di stampa.

Trump ha iniziato il processo di neutralizzazione dei media statunitensi rivolgendosi direttamente alla gente via YouTube la scorsa settimana. Come prossimo passo aspettatevi le “fireside chat” [conversazioni informali tra un moderatore e un ospite seduti uno di fronte all’altro].

La vittoria di Trump, come la Brexit, ha dimostrato quanto poco controllo si possa esercitare tramite il vecchio modello. E non c’è legislazione non vincolante che possa cambiare questa situazione.

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