Come riporta il Financial Times, si completa l’inversione a U degli eurocrati nell’atteggiamento sull’immigrazione. Dopo aver propagandato la politica delle porte aperte e aver dato del razzista a chi predicava un po’ di buonsenso, l’UE ha ormai dato mandato alla sua agenzia Frontex di bloccare i migranti con ogni possibile mezzo, e non esita ad accusare le ONG di collaborare coi trafficanti di esseri umani. A prescindere dalla fondatezza delle accuse, è ormai chiaro che sulla pelle dei disperati africani si gioca a Bruxelles una partita tutta politica, che pretende di decidere dove collocare centinaia di migliaia di esseri umani, a seconda della convenienza del momento.

 

Di Duncan Robinson, 16 dicembre 2016

 

L’agenzia delle frontiere dell’Unione Europea ha accusato le Organizzazioni Non Governative operanti nel Mediterraneo di collusione coi trafficanti di persone, secondo informazioni confidenziali pervenute al Financial Times.

Le accuse di Frontex portano alla ribalta la lunga controversia tra i funzionari dell’UE e le ONG riguardo a come risolvere una crisi migratoria che ha causato la morte di 4.700 persone solo quest’anno.

Frontex ha inserito le sue preoccupazioni in un rapporto confidenziale del mese scorso, suggerendo l’idea che agli immigrati erano state date “chiare indicazioni, prima della partenza, sulla direzione precisa da seguire per raggiungere le barche delle ONG”.

La settimana scorsa, l’agenzia aveva formulato esplicitamente l’accusa in un altro report, che diceva: “Segnaliamo il primo caso in cui le reti criminali hanno contrabbandato i migranti direttamente su una barca di una ONG”.

Le ONG che lavorano nella zona hanno negato fermamente di collaborare con i trafficanti.

In altre parti dei report, che circolano tra i diplomatici e i funzionari della UE, Frontex ha detto che le persone salvate dalle barche delle ONG spesso “non erano per niente disponibili a cooperare con gli esperti” e alcuni di loro sostenevano che “erano stati avvertiti [dalle ONG] di non cooperare con le forze militari italiane o con Frontex”.

Il numero di salvataggi attivato da una richiesta di soccorso è sceso da circa i due terzi di tutti gli incidenti di quest’estate a neanche 1 su 10 nel mese di ottobre, secondo le cifre di Frontex. Questo calo è coinciso con un drastico aumento del numero di salvataggi effettuati su iniziativa delle ONG nel Mediterraneo centrale. Queste si sono occupate di più del 40 per cento dei salvataggi in ottobre, rispetto al solo 5 per cento dell’inizio dell’anno.

Frontex ha anche suggerito che questo cambiamento potrebbe essere dovuto al fatto che le ONG operano ora più vicine alle acque territoriali libiche, o anche alle luci utilizzate dalle imbarcazioni di salvataggio, che — dice l’Agenzia — funzionano “come un faro per i migranti”.

Le ONG operanti nella regione hanno reagito con rabbia alle accuse. Dicono che la diminuzione delle chiamate di soccorso delle barche che trasportano migranti è dovuta ai maggiori sforzi nelle operazioni di salvataggio, ossia che le persone sono state prelevate prima che la loro situazione peggiorasse.

Aurelie Ponthieu, un consigliere umanitario di Medici Senza Frontiere, che gestisce due imbarcazioni di soccorso, ha detto: “stiamo attivamente cercando barche in difficoltà. Le identifichiamo in anticipo. Si tratta di una risposta ai bisogni che vediamo in mare. Se questa è collusione, io non sono d’accordo.”

Finora quest’anno più di 170.000 persone hanno tentato di attraversare il Mediterraneo dalla Libia all’Italia, circa il 15 per cento in più dell’anno scorso, secondo l’UNHCR, l’agenzia ONU per i rifugiati. Il numero di morti è aumentato di un quarto dopo i 3.800 dello scorso anno.

Gli operatori delle ONG attribuiscono l’aumento del numero di morti al cambiamento delle tattiche dei trafficanti e all’utilizzo di navi sempre più insicure — una tendenza che addebitano al giro di vite sui trafficanti da parte delle autorità dell’Unione Europea. “La cosa importante non è se c’è collusione tra le ONG e i trafficanti: il problema è il motivo per cui così tante persone muoiono, è su questo che Frontex dovrebbe concentrarsi,” ha detto Ms Ponthieu. “Frontex dovrebbe guardare alle proprie azioni.”

MSF quest’anno ha detto che rifiuterà i finanziamenti dell’UE in segno di protesta contro la gestione della crisi dei rifugiati da parte dell’Unione.

Fondata nel 2004, Frontex ha aumentato il proprio personale, il proprio budget e i poteri di cui dispone in corrispondenza dei tentativi  dell’UE di venire a capo del problema crescente dell’immigrazione irregolare. L’UE quest’anno ha riformato l’agenzia, che ha un budget di 250 milioni di euro, trasformandola in una vera e propria guardia di frontiera capace di impiegare 1.500 persone per dare aiuto a uno Stato membro che si trovi sopraffatto dagli arrivi.

Frontex ha anche criticato le ONG per il mancato aiuto riguardo alle indagini sul traffico di esseri umani, a causa del loro rifiuto di raccogliere le prove rimaste sulle barche da cui i migranti vengono tratti in salvo. “Abbiamo il dovere di aiutare a salvare le loro vite, non di svolgere le funzioni delle agenzie di sicurezza,” ha detto Save the Children, che ha salvato 2.400 persone in ottobre e novembre.

La Commissione Europea sta esaminando se sia necessario un controllo più rigoroso delle missioni di salvataggio non governative, anche se i funzionari hanno sottolineato che un provvedimento in materia è improbabile.

Secondo la Commissione le ONG hanno svolto un ruolo cruciale nel salvare migliaia di vite umane nel Mediterraneo centrale,  e hanno “agito in stretto coordinamento e a supporto” dei governi.

Ruben Neugebauer, di Sea Watch, un ente di beneficenza tedesco che svolge operazioni di soccorso, ha detto che l’UE sta tentando di criminalizzare gli sforzi delle ONG nel Mediterraneo. “Non meraviglia che queste accuse arrivino ora. C’è un peggioramento della situazione nel Mediterraneo centrale e numerosi sforzi compiuti dall’UE per arrestare la migrazione. Stanno cercando di arrestarla con tutti i mezzi necessari”.