Come riporta l’emittente televisiva Deutsche Welle, il governo tedesco avrebbe “censurato” alcune parti dell’annuale Rapporto sulla Povertà (non ancora ufficialmente pubblicato). Le parti in questione riguardano la mancanza di rappresentanza e di influenza politica delle fasce più povere della popolazione tedesca. Il dato di per sé ci pare ovvio, ma il fatto che il governo tedesco possa essersi attivamente impegnato per oscurarlo ci sembra un’ulteriore conferma della problematicità della situazione sociale nella “ricca” Germania.

 

di Jefferson Chase, 15 dicembre 2016

Le cronache dei giornali riportano che il Ministero del Lavoro avrebbe cancellato alcune parti potenzialmente controverse dell’annuale Rapporto sulla Povertà e la Ricchezza in Germania, che sarà pubblicato a breve. Queste notizie gettano delle ombre sulla credibilità del rapporto.

Secondo un resoconto del giornale Süddeutsche Zeitung (SZ), il governo tedesco avrebbe stemperato alcuni passaggi della quinta edizione del suo Rapporto sulla Povertà e la Ricchezza. Questo rapporto non sarà pubblicato ufficialmente fino al 2017, ma una sua bozza è trapelata alla stampa all’inizio di questa settimana [s’intende verso il 12-13 dicembre, NdT].

I passaggi incriminati riguarderebbero affermazioni sul fatto che le persone più abbienti in Germania hanno maggiore influenza politica rispetto ai meno abbienti. L’articolo del SZ è destinato a gettare benzina sul fuoco delle critiche mosse contro il rapporto, il quale comunque conclude che il numero dei poveri in Germania sta crescendo.

Il SZ sostiene che il seguente passaggio è stato stralciato da una versione precedente del documento: “È significativamente più probabile che dei cambiamenti politici avvengano quando sono sostenuti dalle categorie a maggior reddito“.

Il documento originariamente avvertiva di una possibile “crisi della rappresentanza politica“, e concludeva che “le persone con un reddito più basso rinunciano alla partecipazione politica perché, secondo la loro esperienza, quando devono prendere delle decisioni i politici tengono in minor considerazione le loro opinioni “.

Un altro passaggio che è stato cancellato afferma che “non solo accade, in Germania, che persone con livelli di reddito diversi prendano parte alla politica in misura diversa, ma c’è anche, chiaramente, una disparità di condizioni, a detrimento dei più poveri,  nel processo decisionale in  politica“.

I riferimenti alla “influenza del lobbismo e alla rappresentanza di interessi speciali” sono stati altresì omessi.

I passaggi cancellati disponibili online

Il rapporto è basato su degli studi esterni commissionati dal Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali. Uno degli autori dello studio da cui sarebbero poi stati espunti dei passaggi è il ricercatore Armin Schäfer dell’Università di Osnabrück.

Armin Schäfer ha detto a Deutsche Welle di non avere informazioni sul motivo per il quale alcuni passaggi possano essere stati esclusi dalle bozze del rapporto, e non vuole fare congetture in merito.

Siamo stati incaricati di produrre uno studio, ed è quello che abbiamo fatto“, ha detto Schäfer. “Il Rapporto sulla Povertà e la Ricchezza è un rapporto del governo, per cui possono includere o escludere quello che vogliono. Presumibilmente ci sono delle discrepanze tra le varie versioni, ma io non sono l’autore del rapporto stesso, e non mi sono occupato della scelta su cosa includere“.

Schäfer ha fatto notare che lo studio che lui e i suoi coautori hanno consegnato al governo lo scorso giugno, paradossalmente, è disponibile su una pagina web del governo che si occupa proprio del rapporto sulla povertà.

Se ci date un’occhiata, potete cercare di giungere voi stessi a una spiegazione sul perché alcuni passaggi non siano poi stati inclusi nell’ultima versione del rapporto“.

Un circolo vizioso di esclusione politica

Il Rapporto sulla Povertà e la Ricchezza viene pubblicato dal governo tedesco ogni quattro anni. Nel 2015 il ministro del lavoro Andrea Nahles ha annunciato che per la prima volta il rapporto avrebbe preso in considerazione anche l’influenza delle élite e dei più ricchi sulle decisioni politiche.

Come ha detto Schäfer, i passaggi omessi citati da SZ sono brani riportati testualmente nel suo studio, che è intitolato “Decisioni sistematicamente distorte? La responsività nella politica tedesca dal 1998 al 2015“.

La sezione che riguarda la disparità di condizioni in politica, per esempio, prosegue così: “Ne deriva dunque la minaccia di un circolo vizioso tra diseguaglianza nella partecipazione e diseguaglianza nella responsività politica. I gruppi socialmente più svantaggiati vedono che i loro problemi non trovano ascolto  e perciò smettono di occuparsi di politica, e di conseguenza la politica si concentra ancora di più sugli interessi dei più ricchi. Questo schema decisionale sistematicamente distorto, che  si è già manifestato negli Stati Uniti, si applica anche alla Germania“.

Rispondendo alla domanda posta da Deutsche Welle, la portavoce del ministro del lavoro, Simone Stelten, ha scritto in una dichiarazione che il ministro ha reso pubbliche le informazioni raccolte per il rapporto. Ha poi aggiunto che il documento citato da SZ era una “prima bozza interdipartimentale” che rappresenta solo “una fase preliminare della stesura del rapporto“.

Il fatto che vengano apportati dei cambiamenti in questa fase non riflette solo la natura delle discussioni interdipartimentali, ma è proprio il loro obiettivo“, è scritto nella dichiarazione del Ministero del Lavoro.

Ciò che già sappiamo

Cionondimeno, l’articolo di SZ ha immediatamente sollevato delle critiche da parte delle opposizioni.

Dobbiamo parlare apertamente dei problemi della nostra democrazia – tutto il resto è solo acqua portata al mulino dei populisti“, ha detto a SZ la portavoce del Partito dei Verdi, Brigitte Pothmer.

Anche i colleghi di Nahles nel Partito Socialdemocratico (SPD) si sono preoccupati all’idea che alcuni passaggi della bozza iniziale siano stati cancellati in nome di interessi specifici all’interno dell’attuale governo, sebbene un portavoce abbia cercato anche di scaricare la colpa sui conservatori.

Sarebbe spiacevole, ma non sorprendente, scoprire che dietro questa mossa c’è l’ufficio della Cancelliera“, ha detto il vice capogruppo parlamentare della SPD, Karl Lauterbach, al Berliner Zeitung. “I passaggi in questione si limitano a descrivere ciò che già sappiamo. Uno dei problemi più evidenti della povertà è che i poveri non hanno voce“.