Zero Hedge commenta le recenti affermazioni di Marine Le Pen sulle sue decisioni economiche nel caso dovesse vincere le elezioni presidenziali francesi, anche alla luce del programma elettorale recentemente pubblicato. Sebbene certi dettagli siano lasciati sul vago – portando alcuni a sottovalutare le reali intenzioni della Le Pen – Zero Hedge sottolinea che i punti fondamentali sul processo di uscita dall’euro le sono ben chiari.

 

di Zero Hedge, 08 marzo 2017

Mercoledì, nel fornire i necessari dettagli rispetto ai suoi piani di ridenominazione della moneta francese – cosa che avverrebbe nel caso dovesse vincere le elezioni presidenziali in Francia tra due mesi – Marine Le Pen ha detto alla radio RTL che introdurrà il nuovo franco a un tasso di cambio iniziale di uno-a-uno con l’euro, per poi lasciarlo fluttuare; questo smentisce le voci che circolavano precedentemente, secondo le quali la nuova moneta nazionale sarebbe stata agganciata a un paniere di valute. La Le Pen ha detto che probabilmente il nuovo franco francese si svaluterà “rispetto a qualsiasi moneta sia in uso in Germania“, rendendo più competitive le esportazioni di macchine francesi; ha detto però anche che questa moneta potrebbe rivalutarsi rispetto alla moneta usata in Italia, paese che, a suo dire, starebbe meglio senza l’euro.

Per inciso, molti concordano con la Le Pen, e secondo il sito di scommesse Paddy Power l’Italia avrebbe attualmente una probabilità del 50% di essere fuori dall’Unione europea entro il 2025 – una probabilità molto più alta perfino di quella di un paese perennemente depresso come la Grecia.

Ma torniamo alla Le Pen che, come scrive Bloomberg, avrebbe espresso opinioni spesso contradditorie su questo tema durante la campagna elettorale. All’inizio non avrebbe nemmeno detto di voler abbandonare la moneta unica, parlando invece di ripristinare la “sovranità monetaria”. Recentemente avrebbe parlato più apertamente di uscita dall’euro, ma senza fornire tanti dettagli su come sarebbe stato gestito questo processo. Nella sua intervista a RTL, la Le Pen non è comunque stata del tutto chiara sul fatto di prevedere un tasso di cambio completamente libero o con delle fluttuazioni controllate.

Alcuni si sono affrettati a prendersi gioco delle oscillazioni della Le Pen sul tema: “Lunedì è fuori dall’euro, martedì invece no, mercoledì aggancia la valuta, giovedì la lascia fluttuare“, ha detto Patrick Artus, capo economista di Natixis Securities. “È un nonsense e non verrà mai realizzato. Dobbiamo smetterla di prendere sul serio le sue presunte decisioni economiche“.

Sì, certo, è esattamente la stessa cosa che dicevano di Trump.

La Le Pen ha lasciato spazio all’interpretazione sull’euro quando, un mese fa, ha divulgato il suo programma composto di 144 punti. Ha detto che sarebbe “ritornata alla sovranità monetaria” senza però menzionare l’euro. Un consigliere aveva allora spiegato che il nuovo franco sarebbe stato agganciato a un paniere di valute comparabile all’ECU [“European Currency Unit”, ovvero unità di conto europea], unità che aveva preceduto l’euro. La scorsa settimana, tuttavia, in un discorso sulla politica economica, la Le Pen è stata più esplicita sul fatto di uscire dall’euro, e martedì durante una conferenza con una lobby d’affari a Parigi ha detto che la moneta unica “è insostenibile perché le divergenze” che esistono tra i paesi membri sono troppo ampie, ha riportato Bloomberg.

Ha negato che l’uscita dall’euro e l’imposizione di ciò che definisce un “protezionismo intelligente” significherebbero la fine del commercio, e ha detto che la Francia manteneva rapporti commerciali migliori prima della sua entrata nell’Unione europea. “Se vogliamo una nuova moneta nazionale è perché questa ci aiuti a partire alla conquista del mondo“, ha detto. Mercoledì non ha menzionato il debito francese, ma in precedenza aveva detto che questo sarebbe stato ridenominato nella nuova valuta. Come riportato in precedenza, alcuni hanno preso seriamente l’avvertimento dato dalla Le Pen, perché la Francia ha 1.700 miliardi di dollari di debito emesso sotto legge francese, il che permetterebbe al governo di cambiare la valuta in cui è denominato, se così volesse, cancellando di fatto gran parte del debito francese.

Inoltre, sebbene la Le Pen sia stata vaga sul regime di cambio a cui sarebbe soggetto il nuovo franco, è stata molto coerente nella sua determinazione di revocare l’indipendenza della banca centrale, il che le permetterebbe di stampare nuova moneta per finanziare le proprie scelte politiche (attenzione, comunque: questo non prelude a un lieto fine).

Secondo i recenti sondaggi, la Le Pen vincerebbe la maggioranza relativa dei voti il 23 aprile durante il primo turno delle elezioni presidenziali, ma perderebbe poi pesantemente al ballottaggio del 7 maggio contro l’indipendente Emmanuel Macron. I sondaggi divulgati martedì da Ifop la danno vincente al primo turno col 26 percento, mentre Macron prenderebbe il 25 percento; al ballottaggio, però, vincerebbe Macron con il 61,5 contro il 38,5 percento.

A RTL la Le Pen ha attaccato Macron, ex banchiere Rothschild, definendolo “un puro prodotto del sistema bancario, della globalizzazione selvaggia“.

Mercoledì, nell’intervista durata due ore, ha detto anche che avrebbe mantenuto aperto l’impianto di energia nucleare di Fessenheim e avrebbe mantenuto alcune delle agevolazioni fiscali sulle macchine diesel, affermando che l’inquinamento in Francia sarebbe dovuto soprattutto alle emissioni provenienti dalle vicine centrali a carbone della Germania. Alla domanda sulla Giornata della Donna, ha detto che la minaccia più grande contro le donne in Francia oggi è rappresentata dall’ascesa dell’Islam. Ha detto anche che se l’accanimento giudiziario contro di lei dovesse accelerare, potrebbe anche non presentarsi alle convocazioni in appello prima delle elezioni, e che si rifiuterebbe di rispondere agli inquirenti fino a dopo le elezioni presidenziali, aggiungendo che “il sistema giudiziario è attualmente manipolato al fine di influenzare le elezioni presidenziali“.