Il blogger The Saker in un aggiornamento sull’attacco USA alla Siria porta alcune notizie che potrebbero cambiare la prospettiva: sembra che gli americani abbiano avvertito preventivamente i russi del raid su Homs e, visti i danni limitati causati, l’attacco stesso potrebbe essere stato più che altro simbolico, per allentare la tensione interna su Trump.  A dare forza a questa interpretazione ci sarebbero anche le tiepide reazioni russe e la conferma dell’incontro programmato da tempo per il prossimo 12 aprile a Mosca tra il Ministro degli Esteri della Federazione Russa Lavrov e il suo omologo americano Tillerson. Come va interpretato quanto successo in Siria in questi ultimi giorni? Sospettiamo che non si dovrà aspettare tanto per capirlo.

da The Saker, 7 aprile 2017

Ho un aggiornamento importante: sulla base di fonti russe, inclusi i filmati e le segnalazioni di un giornalista russo sul posto, Evgenii Poddubnyi, risulta chiaro che l’attacco statunitense è stato in gran parte un attacco simbolico. Ecco le prove:

  1. I russi hanno ricevuto un avvertimento che, ovviamente, hanno passato ai siriani. Gli americani dovevano sapere che sarebbe andata così.
  2. La base aerea siriana è stata danneggiata solo leggermente: qualche aereo è stato danneggiato o distrutto, ma molti di questi erano in riparazione e non potevano volare. Sono stati distrutti i serbatoi del carburante. Ha subito danni o è stato distrutto un certo numero di bunker.  Sono state distrutte anche alcune caserme.
  3. Ci sono state 6 o 7 vittime, davvero poche.
  4. Fondamentale, le piste di atterraggio non sono fuori uso [parzialmente vero, una delle due è inutilizzabile, ndVdE]

Ora, questa è la cosa veramente interessante: sembra che solo 23 dei 59 missili sparati dagli Stati Uniti abbiano colpito la base. Dei restanti non c’è traccia. Potrebbe essere dovuto a tutta una serie di motivi, incluse le difese aeree siriane e russe o i dispositivi russi per la guerra elettronica. Tendo a credere che la causa sia quest’ultima. Ma questo pone un’altra domanda: perché i russi hanno permesso ai 23 missili di colpire? Forse per placare Trump e non costringerlo a colpire di nuovo. Un’altra possibilità è che lo abbiano fatto per assicurarsi che la ricaduta politica di questo attacco stupido e sconsiderato si ritorca contro gli Stati Uniti (se li avessero distrutti tutti, questo non potrebbe accadere).

Riguardo alla reazione politica russa, la trovo piuttosto debole: la Russia ha condannato l’attacco e ha sospeso il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione degli Incidenti Aerei siglato con gli Stati Uniti per le operazioni in Siria. [il Ministro degli Esteri russo Lavrov ha invece confermato l’incontro con il Segretario di Stato USA Rex Tillerson a Mosca il 12 aprile, ndVdE]

Mah, la cosa non mi impressiona affatto.