Ecco la seconda parte della lunga e approfondita inchiesta investigativa in cinque puntate sulle più famose organizzazioni non governative, la maggior parte delle quali sono finanziate dal grande capitale in quanto utilissimi strumenti  all’interno delle cosiddette Psy Operations.  Sfruttando con grande perizia tecnica la rete e i social network, esse diventano potenti veicoli di diffusione della propaganda e manipolazione del consenso, pur coperte da una  illusoria facciata di democrazia e partecipazione diretta dei cittadini. In questa parte l’attenzione è focalizzata specialmente su Occupy Wall Street, con le sue diramazioni europee, sulle inquietanti connection di Wikileaks e sul potentissimo Change.org

Qui la prima parte

 di Cory Morningstar, 10 settembre 2012

Traduzione di Margherita Russo

Dopo il successo di TckTckTck, Havas (agenzia pubblicitaria internazionale) si è sbarazzata degli intermediari (le stesse ONG), e ha creato una propria ONG chiamata One Young World. One Young World si potrebbe definire come un modello capitalistico di pedofilia predatoria. Nel sito TakingItGlobal, sotto il titolo How to Mobilize Youth Globally to Support the Goals of the Rio 2012 Summit [l’illusoria economia “verde”], un evento RSVP dell’IYY HLM (INTERNATIONAL YOUTH YEAR – HIGH LEVEL MEETING) viene descritto con le seguenti parole:

“La vasta rete costituita da AVAAZ, Taking IT Global, Peace Child e One Young World rappresenta un ottimo strumento per rilanciare la campagna iniziata da IYY per promuovere gli obiettivi di Rio+20 attraverso social network, canali pubblicitari e di pubbliche relazioni – e con la propaganda in vecchio stile…. Il Summit Rio+20 è la migliore opportunità per marcare questo spartiacque: i giovani – per il tramite della scuola, delle loro associazioni e reti online, hanno tutte le carte in regola per aiutare l’ONU ed i suoi stati membri a spiegare questa transizione e radicarla nei cuori e nelle menti del grande pubblico. Questo meeting collaterale aumenterà la visibilità e l’importanza del meeting Rio+20 agli occhi dei partecipanti dell’IYY HLM – e li manderà a casa con nuove competenze e nuove ispirazioni per aiutare l’Onu ad ottenere uno strepitoso successo a Rio il prossimo giugno 2012.”

Fra i relatori erano David Jones (fondatore/presidente di One Young World; presidente di Havas Global Advertising) e Jeremy Heimans (fondatore/membro del comitato esecutivo di AVAAZ.org; presidente di Purpose Inc.). One Young World ha iniziato a creare organizzazioni partner in tutto il mondo a ritmo serrato (H. W. Bush è uno dei sostenitori di One Young World Pittsburgh org). Ha anche siglato una partnership con l’Association Internationale des Étudiants en Sciences Économiques et Commerciales (AIESEC); presente in oltre 110 paesi e territori e con oltre 82,000 membri, AIESEC è l’organizzazione studentesca più grande al mondo.

Il commercio della fiducia

Bisogna tenere a mente che l’industria del non-profit, proprio come l’oligarchia, mantiene il proprio potere grazie al flusso costante di denaro dalle grandi società (per il tramite delle fondazioni). Quando una ONG diventa ricca quanto le società che l’hanno finanziata, non è più necessario canalizzare finanziamenti tramite le fondazioni. Fra gli esempi più recenti troviamo la partnership tra Coca-Cola ed il World Wildlife Fund per $3 milioni e la fusione di Nature Conservancy con Dow Chemical per la bellezza di $10 milioni. Tutto ciò senza tenere minimamente in conto il denaro distribuito dall’amministrazione USA alle ONG sotto il pretesto dell’“umanitarismo.” [Agenzia stampa PR, WASHINGTON, 24 maggio 2012, “Le ONG accolgono favorevolmente il ruolo guida del Senato negli aiuti umanitari internazionali; il progetto di legge di stanziamento statale per le gestioni estere del Senato per l’esercizio finanziario 2013 prevede $52.1 miliardi di spese discrezionali per il Dipartimento di Stato, la U.S. Agency for International Development ed altri programmi di sviluppo internazionale ed assistenza umanitaria….”]

Nel 2012, dopo aver invaso e distrutto “legalmente” la Libia, che prima dell’invasione della NATO aveva il tenore di vita più elevato dell’Africa, le potenze imperialiste iniziavano a sbavare di fronte alla prospettiva di invadere/occupare la Siria, sempre con il pretesto sapientemente orchestrato dell’“intervento umanitario.” Nei paesi ricchi di risorse, l’imperialismo deruba e saccheggia ogni singola goccia del patrimonio – sia economico che culturale, oltre che ecologico. È altresì importante per le potenze imperialiste arginare la decadenza del dollaro e dell’euro e mantenere in povertà i paesi ricchi di risorse mediante il debito. (Esempio emblematico: La Libia non era indebitata. Inoltre Gheddafi stava pianificando l’introduzione del dinaro aureo, una moneta unica Africana che avrebbe dovuto consentire “un’autentica condivisione di ricchezza” per il popolo africano, permettendo così al petrolio di non essere quotato in valuta americana o in euro, per liberarsi almeno in parte dalle catene dell’imperialismo.) Osservando attentamente, si nota una progressiva, già ben avviata trasformazione dei ben oliati e minuziosamente dettagliati  ingranaggi dell’apparato propagandistico – un apparato in costante perfezionamento. La sfocatura della linea divisoria tra multinazionali, media corporativi, l’industria del non-profit e le Nazioni Unite continua ad accentuarsi, mentre parallelamente la verità inizia a venire alla luce.

Il segreto svelato

In un articolo della Strategic Culture Foundation del 21 dicembre 2011, “A Third-Rate Intelligence Agency for a Failing Super-Power: The CIA’s Global Demise”, l’autore concludeva con queste parole:

“Ogni giorno nuove ingerenze politiche della CIA a livello globale vengono rivelate. I tentativi della CIA di fomentare rivolte mediante ‘rivoluzioni a tema’ e brogli elettorali, gestiti in collaborazione con il finanziere internazionale George Soros tramite la sua rete di organizzazioni non governative (ONG) e fondazioni senza scopo di lucro, vengono sempre più allo scoperto, e per ironia della sorte proprio grazie ai mezzi di comunicazione più ardentemente sostenuti da Soros e dalla CIA – i social network. I segreti sono ormai sotto gli occhi di tutti, dalle strade dell’Egitto e della Siria, dove il coinvolgimento della CIA e di Soros in insurrezioni create artificialmente è ormai palese, fino in Russia, Venezuela, Bielorussia e Cina, dove l’ingerenza politica della CIA con la sua squadra di ‘buoni samaritani’ prezzolati da Soros incontra ormai una ferma opposizione.

“Mentre per decenni la CIA ha potuto godere del lusso di celarsi dietro ONG, missionari, cooperanti e giornalisti, Internet ha permesso di scoprire le reti d’influenza della CIA ed identificare i suoi agenti, lacchè e gonzi. Time magazine ha nominato ‘Persona dell’anno’ per il 2011 il tipico ‘manifestante.’  Tuttavia, man mano che le attività della CIA nel mondo vengono sempre più a galla, il ‘manifestante’ decantato dal Time non sarà più un provocatore prezzolato al servizio della CIA e di Soros – che riceve ordini e denaro da Human Rights Watch e Global Witness – ma qualcuno che protesta davvero contro l’interferenza e le aggressioni degli Stati Uniti. Questo tipo di manifestante lo si potrà trovare tanto al Cairo, Mosca, Caracas e Beirut che a New York, Washington, Chicago e Los Angeles.”

L’Open Society Institute (che nel 2011 ha cambiato il nome in Open Society Foundations) è una fondazione privata a scopo operativo e di erogazione di aiuti, fondata e tuttora presieduta da George Soros. Soros è conosciuto come un multimiliardario speculatore in valute divenuto famoso come “l’uomo che ha fatto saltare la Banca d’Inghilterra” guadagnando un miliardo di dollari di utili in un solo giorno, il 16 settembre 1992. Soros è un ex membro del consiglio di amministrazione del Council on Foreign Relations (CFR), creato nel 1924 dalle fondazioni Rockefeller e Carnegie. Il CFR è essenzialmente il braccio promozionale delle élite dominanti statunitensi, e praticamente tutta la politica USA è decisa per iniziativa e disposizione dei componenti esclusivi del CFR.   Soros ha legami profondi con la Trilateral Commission, controparte internazionale del CFR creata nel 1973 da David Rockefeller, Zbigniew Brzezinski (che ha cooperato con l’agente della CIA Gloria Steinman) e da McGeorge Bundy.  Soros ha anche accesso all’esclusivo Bilderberg Group, che opera a porte chiuse. Il Bilderberg Group è una diramazione del CFR, fondata da David Rockefeller; Dean Rusk, ex direttore della Rockefeller Foundation; Joseph Johnson, direttore del Carnegie Endowment; John J. McCloy, presidente della Ford Foundation, ed alcuni esponenti dell’oligarchia europea. Significativamente, Soros è un convinto fautore di Occupy Wall Street.

New York City Occupy Wall Street sposa Otpor e Bombing for Peace

“È davvero meraviglioso come si lascino catturare così facilmente al minimo solletico delle loro fantasie. Commedie, pagliacci, spettacoli, gladiatori, bestie esotiche, medaglie, immagini ed altri simili narcotizzanti sono stati, fin dall’antichità, le lusinghe per indurre i popoli in schiavitù, il prezzo della loro libertà, gli strumenti della tirannide. Tramite tali pratiche di adescamento gli antichi dittatori riuscirono ad indurre i sudditi a sottomettersi talmente bene che le plebi inebetite, affascinate dagli svaghi e dai vani piaceri balenati sotto i loro occhi, impararono ad assoggettarsi con la stessa innocenza, ma non con pari merito, dei bambini che imparano a leggere guardando le figure dei libri.” — Étienne de La Boétie, Discorso sulla servitù volontaria (Discours de la servitude volontaire), c. 1553

Murray N. Rothbard si chiedeva, “Dal momento che il dispotismo va contro gli interessi della maggior parte della popolazione, come è possibile che questa le dia il suo consenso? Ancora una volta, La Boétie sottolinea come tale consenso sia creato artificialmente, in gran parte tramite la propaganda diffusa tra le plebi dai governati e dai loro apologeti intellettuali. Le tecniche utilizzate oggi dai governanti – panem et circenses, mistificazione ideologica – allo scopo di ingannare le masse ed ottenerne il consenso, sono ancora le stesse dei tempi di La Boétie. L’unica differenza è la crescita esponenziale del numero degli esperti al servizio dei potenti.”

Non c’è dubbio che, se fosse ancora vivo, Étienne de La Boétie considererebbe l’industria del non-profit parte integrante, se non addirittura l’apologeta intellettuale, dell’oligarchia. La Boétie scriveva: “Si tratta della creazione, dell’acquisto per così dire permanente e costante, di una gerarchia di alleati subordinati, un codazzo di fedeli servitori, guardaspalle, e burocrati.” La Boétie riteneva che ciò fosse “la molla principale ed arma segreta del predominio, sostegno e fondamento della tirannia.”

L’articolo che segue contiene informazioni/prove fattuali che susciteranno sicuramente in molti ostilità e risentimento. Tuttavia, analizzare queste informazioni è essenziale se si vuole intravedere la luce attraverso il velo delle illusioni che permettono ad eventi, orchestrati con false apparenze per servire interessi corporativi ed imperialisti, di avere reale influenza ed esito. Le stesse forze che andrebbero contrastate riescono continuamente a riassorbire l’uomo in un sistema distruttivo – lo stesso sistema che invece dovrebbe essere isolato, combattuto e smantellato. In ciò consiste l’attuale fallimento. Continuando a negare questi fatti invece di affrontarli, l’indifferenza collettiva diviene lo strumento per assicurare la distruzione globale.

Ciò non vuol dire che non esistano settori legittimi di Occupy Wall Street (OWS) che si siano distanziati dal movimento OWS centrale, finanziato e dominato dalle ideologie neoliberali.

Ma proprio per questo è essenziale individuare i finanziamenti privati (tramite le fondazioni), oltre ad avere una ferrata consapevolezza storica. Per scavalcare le barriere di filo spinato che ci riducono in schiavitù è necessario capire come i grandi avvenimenti degli ultimi anni siano stati finanziati, progettati e controllati da poteri che andrebbero contrastati, e ricostruire la sequenza degli eventi che hanno portato la società al suo stato attuale.

Non dovrebbe dunque stupire che MoveOn.org, uno dei fondatori di Avaaz insieme a Res Publica, sia fra i più convinti sostenitori di Occupy Wall Street. (MoveOn e Res Publica saranno discussi ed più avanti in questa inchiesta.)

Immagine: Il logo di Otpor/Canvas logo come appariva in evidenza nel sito della New York City General Assembly

“Giovani affascinati da nobili ed ingenui concetti di ‘libertà’, venduti loro da ONG al soldo dei poteri fascio-capitalisti, sono stati mandati per le strade a creare caos e divisioni, per poi essere sfruttati in occulte manovre politiche e persino militari dall’occidente e dai poteri a cui fanno capo.”–2011-Year of the Dupe

Da: 2011-Year of the Dupe: 17 febbraio 2011 “Il Fronte nazionale di salvezza libico (NFSL), con base a Londra, indice un “Giorno della rabbia” in Libia [da notare l’appropriazione del termine dal movimento autenticamente rivoluzionario dei Weather Underground] per adeguarsi alla retorica di destabilizzazione utilizzata in Tunisia ed in Egitto. Il NFSL era appoggiatodalla CIA-MI6 fin dagli anni ’80 ed aveva già più volte tentato di rovesciare il governo di Gheddafi con attentati terroristici ed insurrezioni armate.

Notare i cartelli “EnoughGaddafi.com”. Il webmaster di EnoughGaddafi.com è nella lista del Dipartimento di Stato su Movements.org come account “Twitter” da seguire.

“Alcuni gruppi ed individui coinvolti direttamente nelle rivolte e riforme diffuse nella regione, fra cui il “Movimento giovanile 6 aprile” in Egitto, il Centro per i diritti umani del Bahrain ed attivisti locali come Entsar Qadhi, giovane leader yemenita, hanno ricevuto addestramento e finanziamenti da gruppi come l’International Republican Institute, il National Democratic Institute e Freedom House, un’organizzazione umanitaria non-profit con sede a Washington.

“Riguardo il National Endowment for Democracy USA (NED), l’articolo aggiungeva: “Le organizzazioni repubblicane e democratiche sono genericamente affiliate ai partiti repubblicano e democratico. Sono state create dal Congresso e finanziate attraverso il National Endowment for Democracy, istituito nel 1983 per destinare fondi alla promozione della democrazia nei paesi in via di sviluppo. Il National Endowment riceve circa $100 milioni l’anno dal Congresso. Anche Freedom House riceve gran parte del denaro dal governo americano, soprattutto dal Dipartimento di Stato.

“Non ci vuole dunque molta fantasia per capire che le rivolte erano parte di un’immensa campagna geopolitica concepita in occidente, condotta per procura con l’assistenza di fondazioni in malafede, organizzazioni varie, e la scuderia di ONG da queste sostenute globalmente. Come vedremo, i preparativi per le “primavere arabe” e per la campagna globale che avanza verso la Russia e la Cina, come previsto in “The Middle East & then the World” nel febbraio 2011, sono partiti non con l’inizio dei disordini, ma già da anni prima che il primo “pugno” fosse stato alzato, all’interno di seminari a Washington e New York, in strutture di addestramento finanziate dagli USA in Serbia, ed in campi tenuti nei paesi confinanti, non all’interno dello stesso mondo arabo.

“3-5 dicembre 2008: Diversi attivisti egiziani dell’oramai famigerato Movimento 6 aprile si trovavano a New York per il summit inaugurale Alliance of Youth Movements (AYM), noto anche come Movements.org. In quell’occasione poterono usufruire di training, opportunità di networking, e sostegno da parte dei numerosi sponsor dell’AYM provenienti dall’industria e dal governo americani, incluso lo stesso Dipartimento di Stato. Nel Rapporto del Summit AYM 2008 (pagina 3 del pdf) si legge che erano presenti sia il sottosegretario di Stato per la diplomazia e gli affari pubblici, James Glassman, che Jared Cohen, membro dello staff di programmazione politica dell’ufficio del Segretario di Stato. Altri sei tra membri dello staff e consulenti del Dipartimento di Stato presenziavano al summit, insieme ad una lunghissima lista di rappresentanti dell’industria, dei media e delle istituzioni.

“Poco dopo, esponenti del Movimento 6 aprile si sarebbero recati in Serbia per un addestramento presso CANVAS, sovvenzionata dagli USA, ufficialmente una ONG con fondi americani chiamata ‘Otpor’ che nel 200 contribuì a spodestare il governo serbo. Otpor, come riportato dal New York Times, era un ‘movimento ben funzionante sostenuto dagli Stati Uniti con diversi milioni di dollari.’ Dopo il suo successo avrebbe cambiato nome in CANVAS ed iniziato ad addestrare attivisti da utilizzare in altre operazioni di cambio di regime finanziate dagli USA.”[Fonte:2011-Year of the Dupe]

Il Foreign Policy Magazine (organo principale del Council on Foreign Relations nella promozione della globalizzazione) riferiva in un articolo, “Revolution U”, che CANVAS ha assistito i rivoltosi della ‘rivoluzione rosa’ in Georgia, la ‘rivoluzione arancione’ in Ucraina, e collabora attualmente con diverse reti in Bielorussia, Myanmar (Birmania), in tutto il Medio Oriente ed in Nord Africa, oltre che con attivisti in Corea del Nord, ed in altri 50 paesi.”

Immagine sopra: Screenshot di Occupy Wall Street che mostra la campagna di destabilizzazione di Avaaz contro il governo siriano. Si noti il logo rosso di Otpor (il pugno).

Immagine del Earth.350.org.blog: per quanto riguarda il movimento Occupy del 15 ottobre 2011, fra i patroni di 350.org dei Rockefeller troviamo Ivan Marovic, fondatore dell’americana Otpor (22 settembre 2011), Srdja Popovic, socio fondatore di Otpor, e Slobodan Dinovic, uno degli organizzatori originari di Otpor (29 settembre 2011).

Come per la “Rivoluzione” egiziana, il cambio di scenario e gli avvicendamenti dei protagonisti principali cui si assiste oggi non ha avuto nulla di spontaneo. E per quanto sia tragico che praticamente l’intero pianeta sia stato ingannato, il peggio è che l’intera società globale, in primis “la sinistra”, continui a credere ed a perpetuare la fandonia che le continue “rivolte” nei paesi presi di mira per la destabilizzazione siano rivoluzioni spontanee. Secondo questo ragionamento, se le rivoluzioni sono spontanee, anche il movimento Occupy deve essere spontaneo, nato dalla gente comune, non orchestrato dalle classi dominanti. “La sinistra, in un gesto di folle negazione, si è impegnata a sostenere dei “rivoluzionari”  in stati sovrani sotto invasione strategica, inquadrati come tali dalle classi dirigenti per il tramite dei media e di una rete di ONG finanziate da Soros, mentre, in realtà, questi cosiddetti rivoluzionari non sono altro che ribelli/terroristi appoggiati da potenze straniere, come la cellula terroristica creata dalla CIA Al-Qaeda, con la quale oggi gli USA pubblicamente riconoscono di avere collaborato.

La “sinistra progressista”, per salvare la faccia, si è schierata al fianco dell’1% che pretende di contrastare – moltissimi di loro sicuramente senza esserne coscienti. Cittadini ben intenzionati che si definiscono ideologicamente come progressisti e si reputano mediamente intelligenti, restano aggrappati a queste posizioni quando una mole di prove ha già sfatato il mito che Gheddafi abbia tradito il suo popolo. Se in decine di migliaia devono morire per permettere agli euro-americani di “sinistra” di sentirsi a posto, be’, pazienza.  A nessuno piace ammettere di essersi fatto fregare. L’oligarchia lo ha capito chiaramente. Così, mentre Occupy predicava le virtù delle iniziative non-violente dal basso, le potenze imperialiste acceleravano la loro opera di destabilizzazione, le loro invasioni ed occupazioni in Medio Oriente ed in Africa – assassinando nel contempo, secondo alcune stime, fino a 100,000 cittadini libici. Il silenzio del dissenso è stato assordante. Pochissimi di noi si sono angosciati per questa complicità; la maggior parte ha preferito semplicemente chiudere gli occhi dinanzi alla realtà, per non sentirsi in colpa ad aver prestato il proprio consenso sulla base di chiacchiere da bar.

Il dominio del “movimento” Occupy Wall Street, www.15October.net,  è stato registrato ed acquistato il 12 luglio 2011 da Paulina Arcos, moglie di Francisco Carrión Mena, il Rappresentante Permanente dell’Ecuador alle Nazioni Unite.

Questo vuol dire che già il 12 luglio 2011 c’era gente che era al corrente, progettava e puntava su occupazioni globali “spontanee” che si sarebbero verificate il 15 ottobre 2011 – mentre tutti gli altri non ne sapevamo ancora nulla. L’indirizzo del dominio October15.net è identico a quello dell’indirizzo presso l’ONU di Francisco Carrión Mena. È lecito immaginare che la carta di credito utilizzata per acquistare il dominio fosse una corporate card delle Nazioni Unite; se fosse stata la carta personale della Arcos, il registro del dominio avrebbe mostrato l’indirizzo del suo domicilio e non l’indirizzo dell’ONU.  Il 19 ottobre 2011, il registro del dominio 15October.net è stato modificato con un livello di privacy che protegge i dati relativi al titolare registrato ed altre informazioni pertinenti. [13 ottobre 2011, Occupation & Infiltration: Questions Regarding15October.nethttp://thewrongkindofgreen.wordpress.com/2011/10/13/pertinent-questions-regarding-the-websitecampaign-www-15october-net/]

Le WikiLeaks Connection

Santiago Carrión è fondatore, partner, o è in altro modo collegato alle seguenti organizzazioni:

  • 15 M

  • 15October.net

  • EuroRevolution.net

  • Future Press

  • Roar Magazine

  • Take the Square

  • The Global Square

  • United for Global Change (Maggio 12)

  • US Day of Rage

  • WikiLeaks Central

  • WikiLeaks World

Il figlio della Arcos e di Carrión si chiama Santiago Carrión, ed è socio/collaboratore dell’europea TakeTheSquare.net, socio/associato di Roar Magazine (Reflections on a Revolution), fondatore di EuropeanRevolution.net, FuturePress, 15October.net, United for Global Change (noto anche come May 12), The Global Square, e pubblicista specializzato nell’analizzare i cablogrammi di WikiLeaks.

[Da WL Central (il sito di informazione avallato da Wikileaks ): “Siamo Pedro Noel e Santiago Carrión Arcos, due laureati in filosofia di diversa origine, ci siamo conosciuti studiando all’università in Spagna. Da sempre ci interessiamo di politica e diritti umani, quindi quando Wikileaks è entrato in scena abbiamo deciso di contribuire scrivendo analisi dei cablogrammi…. Dal novembre 2010 lavoriamo regolarmente ed anonimamente in vari campi di attivismo Internet e di giornalismo.  Adesso però abbiamo deciso di uscire allo scoperto. Ciò per molte ragioni,  fra cui la principale è la nostra sicurezza personale…. Di recente abbiamo anche collaborato alla gestione dell’account Twitter @wlfind, con l’ambizione di creare un archivio completo delle rivelazioni nell’ultima iniziativa di crowdsourcing intrapresa da Wikileaks, #wlfind.

Il socio di Santiago Carrión, Pedro Noel, è un attivista brasiliano dei mezzi di comunicazione online, noto nei media rumeni come “l’uomo che ha portato in strada 700 mila spagnoli.” Nel 2011, insieme ad altri attivisti, ricercatori e volontari online, Pedro Noel ha fondato il progetto The Global Square in partnership con la Delft University of Technology ad il suo progetto Tribler. Il sito Roarmag.org elenca i fondatori di The Global Square come volontari delle seguenti organizzazioni: Take the Square, United for Global Change, 15october.net, European Revolution, e Reflections on a Revolution (ROAR). Si noti che tutte queste organizzazioni sono fondate da o affiliate a Carrión.

Il 5 novembre 2011 alle 22:04 WikiLeaks lancia questo tweet: “The Global Square: una piattaforma online per il nostro movimento”, citando il link: http://wlcentral.org/node/2328.

Il 16 febbraio 2012, Truth-out announcia che Wikileaks adesso “bazzica” i social media: “Wikileaks si cimenta con i social network. A marzo, il sito “gola profonda” lancerà il progetto “Global Square” – definito da Wikileaks come il “primo grande social network decentralizzato nella storia di Internet.”

Malgrado la “decentralizzazione” in realtà sono solo 2 le persone, chiaramente identificabili (che sino a tempi recenti lavoravano in completo anonimato), alla guida della trasformazione dell’intero “movimento” globale Occupy in una piattaforma perfetta per accumulare, coordinare e disseminare informazioni. Una piattaforma “in cui persone di tutti i paesi possono incontrarsi come eguali e partecipare al coordinamento di azioni collettive e alla formulazione di aspirazioni ed obiettivi comuni” (grassetto aggiunto).

Tra la folla di seguaci di Wikileaks, diventati ancora più forti dopo l’attacco al suo fondatore, Julian Assange, è raro trovare qualcuno, nell’intero arco della sinistra, che non abbia piena fiducia  nel progetto Global Square di Carrión,  Noel e Wikipedia. Per aver fermamente sostenuto quegli ideali perduti che la sinistra vorrebbe difendere, Assange è stato diffamato dagli stessi poteri a cui la sinistra si oppone.  In tal modo, Assange ha finito con l’impersonare la figura dell’eroe misterioso, se non addirittura del martire. Siamo davanti alla psyop più geniale mai condotta su Internet, che utilizza i principali tecnocrati e social network globali – oppure Wikileaks è stata semplicemente infiltrata? Sarà The Global Square a dare il colpo di grazia ad una società manipolata e drogata dal complesso industriale non-profit? Vale la pena notare che questa infrastruttura segue alla lettera la strategia che sta dietro il Climate Action Network (CAN), co-fondato da Michael Oppenheimer (Environmental Defense Fund) nel 1988, che è riuscita a dominare e presiedere la rete mondiale di organizzazioni ambientali, impedendo così a qualsiasi altro movimento di minacciare la crescita economica. Occupy/15M, oggi superata da The Global Square, si sta rapidamente affermando come la camera di decompressione ufficiale per ogni dissenso, orientamento, comunicato – come un colosso tecnologico globale di ingegneria sociale e di destabilizzazione persuasiva, e meccanismo regolatore per mantenere il pubblico passivo e sotto controllo.

Uno dei temi principali tra le suddette organizzazioni è il persistente inquadramento di destabilizzazioni imperialiste come rivoluzioni e rivolte, prima e durante la distruzione ingiustificata della Libia, e la destabilizzazione, pesantemente finanziata, ora in corso in Siria. [Un caso esemplare: Il 15 giugno 2012, Take the Square postava l’articolo Syria Sectarian Divide Takes Alarming Turn, dichiarando: “Una guerra perpetua e ripugnante rischia di rimpiazzare le aspirazioni collettive verso eguaglianza, libertà e democrazia che hanno fomentato le rivolte non-violente quasi 15 mesi fa.”] La demonizzazione di Gheddafi, Assad, e di altri governi di nazioni sovrane e ricche di risorse, in Africa, in Medio Oriente ed in America Latina, è stata fondamentale, rispecchiando ed amplificando così le posizioni stesse del Dipartimento di Stato americano. Sul sito di WikiLeaks Central si possono trovare diverse petizioni di Avaaz.  Colpiscono in particolare i titoli: Stop al Massacro – Salviamo i libici e Al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, entrambi postati il 22/3/2011. Il secondo poneva in evidenza la petizione di Avaaz per richiedere l’imposizione di una no-fly zone in Libia.

Carrión e Noel potrebbero essere considerati la versione europea di Marovic e Popovic (Otpor/Canvas). Poco importa se le intenzioni di Santiago Carrión e Pedro Noel (insieme a tanti altri) fossero o siano tuttora sincere, se siano ingenui capri espiatori o operatori della CIA. Il movimento globale Occupy era la psyop che serviva, ed è stata eseguita magistralmente, allo scopo di creare il silenzio coeso della sinistra nei confronti della deliberata destabilizzazione in corso in Medio Oriente e in Africa. Perché i “rivoluzionari” non possono sbagliare. I “rivoluzionari” sono uniti in un sol blocco. Ammettere che le rivoluzioni siano state strategicamente fomentate e finanziate dai plutocrati al potere significa riconoscere che siamo stati cooptati dalle stesse forze che diciamo di contrastare – ancora una volta, il tiranno ha vinto.

E la necessità degli imperialisti e del grande capitale di accrescere sempre più il loro branco di adepti, inquadrati da straordinari professionisti  dei social e del marketing, non è mai stata più grande:

“Con il sua impegno per una incontrastata egemonia nell’emisfero occidentale, Washington mantiene i regimi populisti in America Latina sotto pressione permanente. A parole, l’amministrazione USA si impegna a non ricorrere alla forza militare per soppiantare  i governi ALBA in Venezuela, Ecuador, Bolivia, Nicaragua, o Cuba, ma in realtà i tentativi di Washington per sabotarli sono costantemente sullo sfondo del quadro politico continentale. Tali interventi sono iniziati sotto il presidente Bush e non hanno dato segno di placarsi sotto il presidente Obama. Presumibilmente, alla Casa Bianca si stanno elaborando piani per far scoppiare una serie di rivoluzioni colorate in tutta l’America Latina nel 2013-2014 e sabotare il progresso del continente verso un’integrazione più stretta nel campo della sicurezza ed in altre sfere. Come mostrato molto chiaramente dalla recente esperienza libica, questo nuovo tipo di rivoluzioni colorate di Washington – contrariamente ai precedenti colpi di stato, che erano accompagnati da un turbinio di retorica pacifista – implicheranno lotte feroci ed enormi perdite di vite. — 4 febbraio 2012: Arsenali destabilizzanti nascosti nelle ambasciate USA. Grassetto nell’originale.]

Durante lo streaming dell’OWS coordinato da Avaaz nel 2011, forse un solo tweet la dice lunga più di tanti altri.

Un “tweet” inviato da OWS ad oltre 86,000 follower il 20 ottobre 2011 esclamava: “Auguri Libia! La guerra contro il regime di #Gheddafi è finita [sic]. Speriamo in un futuro radioso di #solidarietà.” @OccupyWallSt dichiara di essere “l’account ufficiale” di https://occupywallst.org, seguito da allora da 86,347 followers (155,565 il 26 marzo 2012). Questo “tweet” echeggiava il sentimento dei paesi imperialisti e di “leader” come Hillary Clinton, ed illustrava bene il caos ideologico totalmente stravolto del cosiddetto movimento “di sinistra”. Questo messaggio di “auguri” per il raccapricciante omicidio del Colonnello di uno stato sovrano che rifiutava di abbandonare il suo popolo è stato “retwittato” da più di 100 “followers.” Yoshie Furuhashi ha sintetizzato il concetto molto bene su Twitter: “Secondo me i capitalisti non hanno nulla da temere da #OccupyWallStreet, che non sa neanche capire la differenza tra un cambio di regime ed una rivoluzione popolare.”

Facciamo un passo avanti. In un articolo del 6 luglio 2012 intitolato SYRIA: Wikileaks – a lavoro per la NATO, Jorge Capelán scriveva:

“Con la sua decisione di commettere questa azione di guerra psicologica contro la Siria, lo stesso Assange potrebbe aver fatto nascere dubbi sulla plausibilità della sua richiesta di asilo politico. Pubblicare 2 milioni di email non è cosa da poco. Ci vogliono settimane se non mesi di preparazione, senza tener conto del tempo necessario per stabilire opportuni contatti con i media internazionali.

Sarebbe un errore scartare la possibilità che la CIA lavori al fianco delle Nazioni Unite (Carrión) o WikiLeaks quando è ormai documentato che Kofi Annan, il “Peacekeeper” delle Nazioni Unite, era stato selezionato dalla stessa CIA (30 marzo 2012, Kofi Annan: black skin, white mask].

Si tenga conto che nel giugno 2011 LulzSec aveva rivendicato un attacco ai siti sia dell’FBI che della CIA. Nel marzo 2012 si verrà a scoprire che il leader del gruppo di hacker LulzSec (affiliato ad Anonymous) si è rivelato essere un operatore dell’FBI.

Video: Pubblicato il 1 agosto 2011, Anonymous sostiene la manifestazione globale Occupy che si terrà il 15 ottobre 2011:

http://youtu.be/RPd25yDiOwU

Veterans Today, Military and Foreign Affairs Journal, 23 gennaio 2011:

“È interessante come nessuna delle rivelazioni di documenti fatte da Assange abbia svelato scandali degni di nota riguardanti la Gran Bretagna o Israele. Non c’è una singola personalità americana che sia stata costretta a dimettersi per qualcosa che Wikileaks abbia rivelato. Non è stata rivelata nessuna importante operazione segreta tuttora in corso, né si è smascherato alcun agente altolocato di rilievo. Dopo tutto questo tempo, non esiste ancora nessuna imputazione da parte USA nei confronti di Assange, nonostante sia ben noto che una giuria americana non esiterebbe a condannare un paracarro se glielo chiedesse la Procura. Se alla CIA avessero davvero voluto mettere a tacere Assange, avrebbero potuto assoggettarlo al classico tipo di rapimento conosciuto come “arresto internazionale”, ovvero sarebbe stato picchiato, drogato, e portato via a forza, per poi risvegliarsi in una prigione segreta in Egitto, Polonia, o a Guantanamo. Altrimenti, la CIA avrebbe potuto far ricorso al solito lavoretto extralegale [eufemismo per omicidio o assassinio]. Si deve anche presumere che il Cybercom americano, con le sue vaste risorse, non avrebbe problemi a bloccare i siti mirror di Wikileaks, a prescindere da quanti essi siano. Lo stesso vale per Anonymous ed altre organizzazioni al fianco di Wikileaks. Ma queste sono considerazioni puramente fantasiose. Assange oggi si profila come il beniamino preferito del New York Times, Der Spiegel, The Guardian, El Pais – insomma, dell’intero juke-box dei media ufficiali anglo-americani. Lui se ne sta bello comodo come un baronetto nella casa di campagna di un ufficiale britannico in pensione ben introdotto, che meriterebbe di essere messo al torchio dai media per i suoi legami con i servizi segreti di Sua Maestà. Tutto il mondo radical-chic, da Bianca Jagger a Michael Moore, è ai piedi di Assange.” — Webster Griffin Tarpley, in Nihilists of The World Unite: Wikileaks Is The “Cognitive Infiltration” Operation Demanded by Cass Sunstein

Freedom of Speech” per tutte le stagioni

iNEWP – Freedom of Speech (costituito nel 2010) è un altro dei canali di “news” altamente sospetti in cui troviamo in evidenza una recente campagna di destabilizzazione di Avaaz contro il governo di Morales (MAS) in Bolivia. Tra i suoi affiliati si trovano Anonymous, The Occupy Movement (Si noti il pugno rosso di Otpor/Canvas sopra la campagna Avaaz che appare nel precedente screenshot), The Sun Maker, TesfaNews, e VVVPR (VVV Public Relations: BPR + Guerrilla Marketing). Queste informazioni (che erano ancora accessibili il 30 marzo 2012) nel frattempo sono state rimosse dal sito di iNEWP. Viene da chiedersi come un’organizzazione come iNEWP – Freedom of Speech mantenga e rafforzi i suoi legami con un gruppo di Anonymous (ossia Anonymous stesso), e come mai Occupy Movement si sia alleato con questa organizzazione senza una consultazione democratica con la sua base, dato che l’Occupy Movement rivendica di non avere vertice. Ci si potrebbe anche chiedere perché iNEWP – Freedom of Speech utilizzi un servizio privacy del suo dominio web che protegge le informazioni del titolare registrato, non mostri i cognomi del suo staff internazionale, e tralasci volutamente di fornire informazioni sui suoi sponsor. Infine, si dovrebbe chiarire senza ambiguità se esistano soggetti, all’interno o all’esterno dell’Occupy Movement, che pagano VVV Public Relations per i suoi servizi. L’unico dato interessante indicato nella registrazione del dominio di iNEWP è che il suo indirizzo è registrato come 666 NY, New York. Potrebbe essere uno scherzo con il quale si prendono gioco delle masse. Si permettono anche di prenderci in giro.

“Una delle funzioni dello stato, se fosse completamente privatizzata a livello mondiale, genererebbe profitti tali che al confronto quelli di altre funzioni essenziali come sanità ed istruzioni sembrerebbero noccioline. Si tratta della funzione fondamentale ed essenziale dello stato, di fatto l’intera raison d’etre dello stato: la sicurezza.” – Dan Glazebrook

Laddove il consumismo ha arricchito i plutocrati del 20° secolo, i miliardari del 21° secolo si concentreranno tutti nell’industria della sicurezza privata. È lecito presumere che l’Occupy Movement (promosso soprattutto dal Partito Democratico e dalle ONG di Rockefeller/Soros come MoveOn – un’organizzazione analoga ad Avaaz) batterà sull’“imperativo” di accrescere la sicurezza privata [Si veda, dal Council on Foreign Relations: Armies Without States: The Privatization of Security] e sulla “necessità” di bypassare le libertà ed i diritti civili con l’introduzione della censura e di leggi fasciste; un esempio eclatante è l’introduzione della legge marziale nella stessa America. I programmi oggi svelati sotto i nostri occhi sono in preparazione da anni, se non addirittura decenni. Non c’è nulla di casuale.

15M – Occupy in Europa

In Europa troviamo il “movimento rivoluzionario” 15M che si definisce come “Movimento globale Occupy/15M.” Riceve generose sovvenzioni da una sfilza di ONG della rete di Soros (una delle quali è Global Voices, fra i cui finanziatori spiccano la Ford Foundation e l’Open Society Institute di Soros) fino a Take the Square, fra i cui alleati troviamo US Day of Rage (una terminologia incontrata già precedentemente in questa inchiesta; la stessa terminologia che vediamo cooptata, ad esempio in Libia, dalle ONG finanziate da globalisti).  US Day of Rage (un’organizzazione che sostiene le riforme finanziarie fondata da Alexa O’Brien che fa opera di distrazione indirizzando la sua base a riporre fiducia nel corpo politico, con lo slogan One citizen. One dollar. One vote. O’Brien è anche indicata come uno dei fondatori di Occupy Wall Street sia da Wired che da un collaboratore di WikiLeaks Central.) US Day of Rage elenca i seguenti partner, tutti sostenitori di 15M: EuroRevolution (oltre 30,000 follower su Facebook), Anonymous (oltre 300,000 follower su Twitter, e il cui logo somiglia in modo inquietante al logo delle Nazioni Unite), Roar Mag, WikiLeaks Central, e Take the Square – tutti fondati da e/o affiliati con (con la possibile eccezione di Anonymous, il cui scopo principale è di mettere in evidenza e promuovere #OWS) Santiago Carrión. Vale la pena di ricordare che questo movimento è anche noto come Rivoluzione Spagnola. Il creatore di questa piattaforma web è niente meno che Chris Moya, software developer ed autore del Global Voices network di Soros.

E da dove è venuto fuori il movimento 15M? È forse un’altra delle campagne fondate almeno in parte da Santiago Carrión, o, come è spesso il caso, si tratta di un approccio, inizialmente legittimo, cooptato già dalla sua fase iniziale per essere imbrigliato ed assorbito nella matrix delle ONG, dove può essere tenuto sotto controllo? I fatti che seguono parlano chiaro.

15M.cc è stato lanciato nel settembre 2011 con l’intento non di rappresentare il movimento, ma piuttosto di servire da centro di coordinamento per informazioni/storia/progetti (passati, presenti e futuri), a favore della dimostrazione e rivolta di massa organizzata il 15 maggio 2011 da Democracia real YA! (Democrazia Reale ORA! o DRY!). È di dominio pubblico che i 3 personaggi principali dietro l’iniziativa 15M.cc siano: un imprenditore/developer che si auto-definisce il “padre fondatore” dei social network P2P o peer to peer, (Pablo Soto), un regista (Stéphane M. Grueso) ed un’esperta in marketing, design e giornalismo (Patricia Horrillo).

Il 25 maggio 2011 l’Huffington Post di AOL/Time Warner  “spiegava” il 15M (si veda lo stralcio più avanti), mentre il 17 maggio 2011 Global Voices di Soros dava rilievo al 15M. La dimostrazione di massa è stata anche designata da questi canali con l’hashtag #spanishrevolution.  Il 5 luglio 2011, il canale di spicco dei “media progressisti di sinistra” e complice di Soros, Democracy Now! la presenta così in un’intervista con il fondatore di DRY Olmo Gálvez a Madrid, in Spagna. Amy Goodman usa continuamente espressioni specifiche come “movimento popolare” e “piattaforma di crowd-funding” – termini che suscitano l’impressione che l’idea delle rivolte spontanee sia credibile e fondata piuttosto che essere il frutto di una progettazione e gestione da parte del grande capitale. [Per ulteriori informazioni su Democracy Now!si legga: DEMOCRACY NOW! AND “PROGRESSIVE ALTERNATIVE MEDIA”: CHEERLEADERS FOR IMPERIALISM AND WAR.]

La vaga descrizione dell’Huffington Post su chi sta dietro la #spanishrevolution, per quanto patetica, è comunque rivelatrice:

“#spanishrevoution è un movimento online partito da figure di spicco di internet, come top blogger ed imprenditori della rete, per trasformare in attivismo il disagio della popolazione spagnola,  prima delle elezioni.

 

Fra i più importanti esponenti/fondatori del movimento 15M sono Fabio Gándara (che ha fatto parte del movimento dai suoi inizi), Jon Aguirre Such (portavoce di DRY) ed Olmo Gálvez (definito da El País come un “fenomeno” dei social network). È interessante segnalare che tutti e tre sono piuttosto giovani, tra i 26 e i 30 anni, e fino a poco prima del 15M non si conoscevano neanche….

Come già detto, buona parte degli organizzatori all’inizio non si conoscevano e si sono incontrati personalmente solo un paio di settimane prima della manifestazione 15M. Le piatteforme che hanno permesso loro di unire le forze sono state principalmente social come Facebook e Tuenti, oltre ovviamente a Twitter e centinaia (o addirittura migliaia) di blog che sostenevano il movimento e hanno fatto divulgazione. Il sit-in a Plaza del Sol ha persino un canale TV dedicato, con qualcosa come 11 milioni di visualizzazioni finora. La popolazione residente in Spagna è di circa 45 milioni.” (Enfasi aggiunte)

RoarMag.org ha divulgato il nome di uno dei protagonisti, precisando che l’altra figura chiave preferiva mantenere l’anonimato:

“Fabio Gándara, l’uomo che è all’origine di tutto, un avvocato di 26 anni, ha iniziato il processo di mobilitazione sociale con due amici: Eric Perez e un’altra persona che preferisce rimanere anonima.”

Nonostante l’articolo dell’Huffington Post ci dica che era “partito da figure di spicco della rete, come top blogger ed imprenditori internet,” l’autore si limita a fare tre nomi: Fabio Gándara, Aguirre Such e Olmo Galvez. Gándara è un militante di Change.org – una ONG for-profit. Gándara dichiara:

“Prima di unirmi a Change.org come organizzatore di campagne, lavoravo come avvocato nel prestigioso studio legale Cuatrecasas, Gonçalves Pereira, nel settore del diritto pubblico spagnolo ed europeo. Ho operato anche come attivista in un’associazione di base spagnola, Democracia Real Ya, che ha piantato i semi per la #Spanishrevolution.”

La mercificazione dello sfruttamento: Change.org

“Ma nessuno fa più soldi dalle petizioni online di Change.org. Chissà quanti fra quelli che visitano le petizioni di change.org sanno che, a dispetto della sua denominazione punto-org, questa organizzazione è un’attività a scopo di lucro per la generazione di lead. Basta gettare un’occhiata alla pagina dei suoi partner , e si capisce subito di cosa si occupano…. Change.org è deliberatamente ingannevole nell’utilizzare la denominazione change.org. Immagino che l’utente tipico di change.org non sappia che Change.org è un’azienda a scopo di lucro, e che utilizza le informazioni fornite per produrre utili. — Clay Johnson, Information Diet

Change.org (che ha sede a San Francisco, CA), fondata nel 2005, è stata varata il 7 febbraio 2007 dall’attuale direttore generale Ben Rattray (con una formazione in economia), in collaborazione con l’attuale direttore tecnico Mark Dimas e Adam Cheyer (co-fondatore di Siri direttore per la tecnologia ed il software del settore iPhone presso Apple). Nel febbraio 2012 il sito impiegava 100 persone con uffici in 4 continenti. Già per la fine del 2012, Rattray intendeva “aprire sedi in 20 paesi ed operare in molte altre lingue, come l’arabo ed il cinese. Il 5 aprile 2012 è stato reso noto che Change.org ha raggiunto i 10 milioni di iscritti, ed è attualmente la piattaforma online di azione sociale in più rapida crescita. Al momento riceve ogni giorno circa 500 nuove petizioni. [Fonte: Wikipedia]

Il team di consulenti costitutivo di Change.org include Darren Haas, developer di software di trading finanziario ed operazioni valutarie presso Euronet Worldwide; Sundeep Ahuja, fondatore/product manager/consulente di marketing/stratega/investitore/co-fondatore/presidente presso blissmo, Kiva.org, indiegogo, DailyFeats, Sparked.com, richrelevance, friendput, MySpace, nonché attore; e Joe Greenstein, sviluppatore di software e co-fondatore/direttore generale di Flixster.

Change.org fa parte del Media Consortium di George Soros.  Change.org è trasparente, con discrezione, riguardo le proprie affiliazioni. L’ampia copertura mediatica fornita dai partner e dai siti social/tecnologici del Media Consortium non trascura quasi mai di far menzione delle altre organizzazioni affiliate – Avaaz.org, Sumofus.org, e 38degrees.org.uk.

Sulla pagina degli associati di Change.org si legge che l’azienda ha centinaia di partner, ma solo 5 sono resi noti. Eppure non fanno mistero che il loro impero sia in espansione:

“Cerchiamo collaboratori!: Change.org è un’impresa con finalità sociali in rapida espansione ed altamente remunerativa, che cresce di oltre un milione di nuovi iscritti al mese, dando a individui in tutto il mondo il potere di vincere battaglie di impegno sociale su un’ampia gamma di questioni come diritti umani, povertà globale e protezione ambientale. I nostri partner attuali includono centinaia fra le maggiori organizzazioni nonprofit al mondo, tra cui Amnesty International, Sierra Club, Human Rights Campaign, e la United Nations Foundation.”

Change.org è la prediletta del gigante mediatico corporativo TIME magazine, che ha compreso il suo fondatore, Ben Rattray, nella classifica delle 100 persone più influenti del 2012 e creato un profilo di Olmo Gálvez nel TIME Magazine’s 2011 Person of the Year – Il Manifestante. Goodman (di Democracy Now!) descrive Gálvez come “giovane imprenditore con esperienza in vari paesi….”

Questi organismi controllati dal mondo delle grandi imprese forniscono credibilità e legittimità a “leader”, movimenti ed ideologie che garantiscono e proteggono il grande capitale. Questi ben oliati ingranaggi svolgono un ruolo essenziale per elaborare il consenso collettivo verso l’egemonia dell’oligarchia dominante. Tra gli altri esempi recenti di “leader” di ONG sponsorizzati da grandi società che vengono encomiati da media “progressisti” finanziati dalle fondazioni del calibro del TIME, troviamo il capitalista “verde” Al Gore, anche lui considerato dal TIME tra i 100 personaggi più influenti, mentre Bill McKibben, il protetto dei Rockefeller, sembra aver preso simbolicamente residenza negli studi di Democracy Now! In una società patriarcale, individui carismatici come Gore e McKibben sono componenti essenziali di un’élite manageriale artificiale che costruisce il consenso dell’opinione pubblica globale verso un’illusoria economia verde – che prima era semplicemente chiamata capitalismo industriale –, allo scopo di proteggere il capitalismo, e dunque le sue attuali sovrastrutture, a tutti i costi, in qualunque modo sia necessario, e con ogni mezzo.

Francisco Polo è oggi il direttore di Change.org Spagna, dopo aver fondato Actuable, una piattaforma di azione sociale spagnola poi fusa con Change.org nel 2011. Polo era precedentemente stato coordinatore di Amnesty International a Barcellona. Il 7 ottobre 2011, un articolo intitolato Change.org’s International Move riportava quanto segue:

“Si è trattato di una notte cruciale per i manifestanti auto-proclamatisi ‘indignados,’ che avevano invaso la Puerta del Sol il 15 maggio con l’intenzione di restarci fino alle elezioni politiche spagnole. Frustrati da un sistema politico che ritengono non li rappresenti, molti fra loro disoccupati, hanno continuato a manifestare nonostante il divieto della legge elettorale di discutere di questioni elettorali a ridosso delle elezioni. Ma è stata una notte cruciale anche per Actuable, piattaforma di petizioni online che allora aveva solo pochi mesi. I manifestanti volevano rivendicare con l’organismo elettorale spagnolo, la Junta Electoral Central, il loro diritto ad essere ascoltati. Mentre si radunavano a Madrid malgrado le norme elettorali, contemporaneamente agivano online – su Actuable, dove una petizione per asserire il loro diritto a manifestare, nonostante le imminenti votazioni, raccoglieva 200,000 firme….

“Il co-fondatore di Actuable Francisco Polo in una recente intervista  ha dichiarato: ‘Si è trattato di una manifestazione di autonomia popolare senza precedenti.’ Per quanto sia difficile valutare l’effettivo impatto della petizione, la visibilità data dall’essere utilizzata dagli indignados ha rappresentato per Actuable il suo momento di gloria. Fondata un anno fa, Actuable è stata sempre concepita come un’operazione nello stile di Change.org – che infatti ha recentemente acquisito la piattaforma basata a Madrid. Oggi è una delle nuove realtà internazionali di Change.org, nel quadro dei progetti dell’impresa per un’espansione globale.…

“Polo dirige oggi Change.org Spain, e nei prossimi mesi Actuable verrà ribattezzata con il logo di Change.org….

“Un portavoce ha dichiarato che le due piatteforme saranno completamente fuse nel 2012, con personalizzazione di lingua e campagne per ciascun visitatore. I circa 720,000 iscritti di Actuable saranno aggregati alla base utenti di Change.org, che già guadagna – così sostiene l’impresa – circa 400,000 utenti al mese.

“La fusione di Actuable con Change.org coincide con l’emergere di ‘indignados’ anche a Città del Messico, mentre uno dei nostri commentatori ci fa notare l’esistenza di proteste studentesche in favore di riforme dell’istruzione in Cile.”

Ci si dovrebbe domandare se queste associazioni europee fondate da Carrión, con profondi legami all’ONU, siano coinvolte nella campagna di US Day of Rage. Adbusters (artefice di Occupy Wall Street, come annunciato il 12 giugno 2012, un giorno prima della registrazione – sempre per il tramite dell’ONU – del sito 15Octber.net) pubblica un servizio speciale su 15M nell’edizione del giugno 2012, un articolo intitolato Spain’s Indignados, scritto da Marta Sánchez per, tanto per cambiare, ROARmag.org. L’articolo è incentrato esclusivamente sul movimento 15M. Fin dai suoi inizi, www.15October.net è stato pubblicamente affiliato con Adbusters nei video (25 settembre 2011:http://www.youtube.com/watch?v=4y3X2VFruLM) ed in altre campagne d’immagine e di marketing, ed è anche stato attivamente promosso da Anonymous (15 agosto 2012:http://www.youtube.com/watch?v=RPd25yDiOwU). Nel link del sito Adbusters “Get Involved,” Adbusters raccomanda di visitare il sito Takethesquare.net “per avere una prospettiva internazionale.”

I fondatori di US Day of Rage (e di Occupy Wall Street) citano quattro principi:

  1. Non-violenza

  2. I principi prima del partito – US Day of Rage non presterà sostegno, finanziamenti, né il proprio nome a nessun candidato o partito politico.

  3. Volontariato – Ciascun comitato organizzativo di US Day of Rage a livello statale, locale, e federale deve essere completamente auto-finanziato, e rifiutare contributi esterni da parte di partiti, associazioni, o candidati. US Day of Rage non ha scopo di lucro. Siamo dei volontari.

  4. Indipendenza, tranne per questioni che riguardano tutti – Ad esempio, non tolleriamo deroghe al principio di non-violenza. USDayofRage.org è disponibile ad assistere per facilitare le organizzazioni a livello locale e statale, e per coordinare la manifestazione federale all’US Capitol.

Nonostante i volontari di US Day of Rage non potrebbero ufficialmente accettare finanziamenti esterni, ciò non ha impedito al progetto ad esso associato, Occupy Wall Street ed i suoi affiliati, di accettare $3.6 milioni da George Soros. E se alcuni media hanno trovato questo fatto abbastanza degno di nota da occuparsene, ciò non ha destato tuttavia alcun interesse nello stesso movimento Occupy, che ha minimizzato o del tutto ignorato il nesso. Soros ha anche dato $1.1 milioni a MoveOn.org (fondatori di Avaaz) e passato $8,900.00 a Rockefeller per la sua 350.org. [14 ottobre 2011]

Quando un’organizzazione crea un account Twitter, è sempre significativo vedere chi viene aggiunto come primo “follower”, perché questo ci dice chi sono i suoi affiliati più vicini. Per quanto riguarda 15M, è importante notare come Take the square (@takethesquare) è stato il sesto account ad essere “followed” da @15M_cc twitter immediatamente dopo la registrazione, mentre i primi tre scelti per il follow sono quelli dei fondatori del progetto originario di 15M : (1) Pablo Soto, @pabloMP2P (2) Patricia Horrillo, @patrihorrillo (3) Stéphane M. Grueso, @fanetin (4) Acampada Sol TL, @acampadasolTL (5) tomalosbarrios, @tomalosbarrios (6) Take the square @takethesquare: “Twittiamo dalla #spanishrevolution per unire la nostra lotta alla lotta di tutto il mondo. Problemi globali, rivolte globali. https://takethesquare.net

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