Macron fischiato e deriso dagli operai della sua città dopo l’”agguato” della Le Pen

La crisi di una fabbrica Whirlpool nella periferia di Amiens consente di distinguere i tratti fondamentali dei due candidati alle elezioni francesi, come riporta Zerohedge. Mentre l’ex banchiere di Rothschild Macron incontra a porte chiuse i vertici dei sindacati, la Le Pen si confronta direttamente con i lavoratori. Le politiche di libero mercato rivelano i loro effetti in occasioni come questa: le multinazionali chiudono i battenti nei paesi sviluppati per riaprirli là dove possono sottopagare gli operai, mentre i sindacati cercano di raccattare qualche briciola inchinandosi alle multinazionali. È il neoliberismo made in UE, bellezza.

 

26 aprile 2017

 

Si sono viste scene caotiche, durante la visita del candidato dato per favorito alle elezioni presidenziali francesi, Emmanuel Macron, ai lavoratori della fabbrica in sciopero nella sua città natale, Amiens.

Mercoledì scorso Macron è stato accolto con sberleffi, fischi e cori inneggianti alla  rivale di estrema destra, Marine Le Pen, durante una visita – finita nel caos – a questa fabbrica situata nel Nord della Francia, avvenuta in seguito a quella che Bloomberg ha definito “un’imboscata” da parte della sua rivale nazionalista Marine Le Pen, che lo ha costretto a confrontarsi con alcuni dei di lei più ferventi sostenitori.

Precedendolo, la Le Pen aveva fatto una visita a sorpresa all’impianto Whirlpool della periferia di Amiens, mentre il rivale Macron si incontrava con i leader del sindacato dell’azienda nel centro della città. La Le Pen ha dichiarato ai giornalisti, incontrandoli davanti ai picchetti,  che la decisione di Macron di incontrare i rappresentanti dei lavoratori a porte chiuse mostrava il suo “disprezzo” per la loro difficile situazione, e ha così costretto il suo rivale a modificare i piani e affrontare i manifestanti in diretta televisiva.

Durante questa visita, organizzata frettolosamente, alcuni tra la folla hanno gridato “Marine presidente!” e hanno fischiato mentre l’ex banchiere trentanovenne se ne stava in piedi fuori dalla fabbrica, nella periferia in disarmo di Amiens.

“Sono qui per parlare con voi”, ha detto l’ex ministro dell’economia – sempre schierato dalla parte degli industriali – circondato da un’orda di cameramen e giornalisti.

Lo stabilimento della Whirlpool è diventata un simbolo delle discussioni sul libero mercato che dominano la campagna elettorale francese, perché 280 posti di lavoro verranno tagliati quando l’azienda, il prossimo anno, trasferirà la produzione in Polonia.

Secondo la descrizione di Bloomberg: “Mentre il fumo nero dei pneumatici bruciati turbinava nel vento freddo, e le grida “Marine Presidente” interrompevano le sue dichiarazioni, Macron ha tentato di difendere il regime europeo di libero mercato, nel parcheggio della fabbrica, mentre i dimostranti furenti gli si affollavano intorno”.

“Quando lei vi racconta che la soluzione è riportare indietro la globalizzazione, vi sta mentendo” ha detto Macron ai lavoratori, mentre i microfoni di più di cento giornalisti registravano l’accaduto. “Non possiamo impedire i licenziamenti. Dobbiamo lottare per trovare un compratore”.

A giudicare dalla risposta, i lavoratori locali non lo hanno trovato granché convincente.

In precedenza, Macron era stato nella cità dove è nato, Amiens, per cercare di respingere le accuse secondo cui aveva iniziato la campagna elettorale per il 7 maggio in tono minore, dopo essere passato in vantaggio al primo turno di domenica, davanti alla Le Pen. Ma il suo viaggio in città è passato in secondo piano quando la Le Pen ha annunciato per il giorno stesso la sua visita alla fabbrica, ed è arrivata mentre lui incontrava altrove i rappresentanti sindacali. La Le Pen si è fatta fare selfie con i lavoratori e ha salutato i suoi sostenitori, secondo la AFP.

“Tutti sanno da che parte sta Emmanuel Macron – sta dalla parte delle multinazionali” ha dichiarato la Le Pen, “io sto dalla parte dei lavoratori, qui nel parcheggio, non nei ristoranti di Amiens”.

Dopo la visita della Le Pen, Macron ha detto che avrebbe anche lui visitato la fabbrica. Ha dichiarato ai lavoratori arrabbiati che l’unica ragione per cui lei era venuta era perché “io ero qui”. Come si può vedere dalle immagini (qui sotto), non è stata una buona idea.

https://twitter.com/ChassNews/status/857223870872473602

Macron ha parlato ai lavoratori in sciopero per quasi un’ora, alcuni l’hanno solo fischiato, ma altri hanno discusso con lui, mentre l’inviato speciale di France 2 metteva in piedi un set improvvisato per l’intervista.

Patrice Sinoquet del sindacato CFDT, che si era in precedenza incontrato con Macron, afferma che il 90% dei suoi iscritti voteranno per la Le Pen. “Macron rappresenta il peggio delle politiche di libero mercato”, dichiara Clement Pons, disoccupato di 32 anni, che aspettava fuori dall’incontro in centro. “È un globalista che vuole uccidere la classe lavoratrice. Mi fa venire da vomitare. Non capisco le sue idee”.

Chantal Flahaut, 57 anni, operaia alla  catena di montaggio, che partecipa al picchetto, dice di essere in sciopero per tutta la settimana e di essere così stufa della situazione in Francia che domenica non andrà nemmeno a votare. La sua maglietta ha una scritta: “Whirlpool fabbrica disoccupazione”.

“Sono talmente disgustata” dice, “Macron sta dalla parte delle grandi imprese come la nostra. Dovete smetterla di aiutare miliardari multinazionali, e darci i nostri soldi”.

Il dramma è poi continuato su Twitter, dove Macron ha dichiarato che la Le Pen ha passato “dieci minuti con i suoi sostenitori in un parcheggio di fronte alle telecamere”, mentre lui ha dedicato “un’ora e mezza ai rappresentati dei sindacati e senza giornalisti”. “Quando il 7 di maggio arriverà, ognuno farà la sua scelta”, ha aggiunto.

Benjamin Griveaux, assistente di Macron per la campagna elettorale, dichiara che la Le Pen si sta concentrando sulle acrobazie politiche anziché preoccuparsi dei problemi degli elettori. “Se pensa solo ai tweet e ai selfie, significa che non ha capito che cosa c’è in gioco”, commenta Griveaux. “Sta alimentando le sue ambizioni politiche con la miseria e la sofferenza. Che cosa propone? Nulla. Noi cerchiamo di confrontarci con i problemi”.

Macron, che ha creato lui stesso il suo movimento centrista, voleva tenere un comizio più tardi nella vicina Arras, una città dell’area in decadenza del Nord dove la Le Pen lo ha battuto al primo turno. Lunedì si era attirato critiche per quello che era stato visto come un discorso trionfale e una cena celebrativa in un bistrò di Parigi, domenica sera.

Il capo del partito socialista J. Cristophe Cambadelis ha dichiarato alla radio francese: “Era compiaciuto. Ha pensato a torto di avercela già fatta”.

Macron è stato ministro dell’economia per il governo socialista, dopo avere lavorato come bancario nel settore “Fusioni e acquisizioni” presso Rothschild, ruolo che ha lasciato ad agosto per lanciare la sua campagna presidenziale.

 

Categories Fonti Nazioni Voci dall'estero