Secondo un recente rapporto sulla povertà, riportato da Les Echos, anche la situazione economica del popolo francese sta rapidamente peggiorando. Anche se siamo ancora lontani dalla povertà che si registra in Italia, o negli altri paesi della periferia, la mancanza di convergenza delle economie all’interno della zona euro viene confermata anche in Francia, dove i giovani sprofondano sempre di più nella precarietà e i più anziani fanno fatica a sostenere le spese mediche.  

 

 

 

di Jean Michel Gradt, 14 Settembre 2017

 

L’undicesima edizione del Barometro Ipsos del Secours Populaire Français sulla povertà in Francia, rileva che un francese su due “ha già vissuto una situazione di povertà o teme di diventare povero”.

 

Il rapporto non è rassicurante. “In un anno, le richieste di aiuto presso i nostri 1.256 centri di accoglienza sono esplose“, ha detto Secours Populaire Français (SPF), che ha pubblicato giovedì l’undicesima edizione del Barometro Ipsos-SPF sulla povertà in Francia. I volontari dell’associazione registrano richieste che, a seconda dei dipartimenti, in un anno sono aumentate dal 15% al 50%.

 

Mentre l’INSEE conta quasi nove milioni di poveri – un milione in più di dieci anni fa – il Secours Populaire l’anno scorso ha aiutato più di 2,94 milioni di persone in difficoltà. Ancora una volta, “è circa un milione di persone in più rispetto al 2006“.

 

La situazione si sta deteriorando per i lavoratori precari, per coloro che hanno esaurito l’indennità di disoccupazione, per i giovani, gli anziani, i richiedenti asilo … E, mostra il Barometro 2017, la paura cresce. Un francese su due “ha già vissuto una situazione di povertà o teme di diventare povero” e più di otto su dieci intervistati ritengono che i loro figli siano a maggior rischio di povertà.

 

Quest’anno, la percentuale di persone che hanno vissuto un periodo di povertà è aumentata. Più di un terzo del popolo francese (37%) ha ammesso di essersi già trovato in una situazione precaria. Ormai, quasi una persona su cinque ammette di essere obbligata a vivere coi conti in rosso“, commenta Etienne Mercier, co-direttore di Ipsos.

 

Il tenore di vita dei giovani è in ristagno

 

Chi è più colpito? I giovani (dai bambini di meno di 10 anni ai “giovani adulti” fino a 29 anni) rappresentano poco più della metà della popolazione povera della Francia. Questa osservazione conferma quella sulla disuguaglianza dei redditi tra i gruppi di età elaborata da Louis Maurin, direttore dell’Osservatorio sulle disuguaglianze, in un articolo pubblicato questo giovedì sulla rivista Futuribles.

 

Nel decennio 2003-2013  il tenore di vita della fascia di età 18-29 anni si è mantenuto fermo intorno ai 20.000 euro (1.700 euro al mese) al netto di imposte e contributi”. Mentre il tenore di vita medio annuo della popolazione nel suo complesso è aumentato di più di 1.000 euro (+ 5%) e quello della fascia 60-69 anni è cresciuto di oltre 3.000 euro (+ 13%).”

 

Ma i giovani non sono le uniche vittime della povertà. “Quest’anno, lo studio indica anche delle preoccupazioni reali tra le persone di età superiore ai 60 anni. Nell’insieme della popolazione più anziana –  continua Etienne Mercier – rispetto al 2016 si nota un preoccupante aumento delle difficoltà a pagare le cure mediche, a disporre di un’assicurazione sanitaria o anche a pagare le bollette dell’energia.

 

Certamente, l’indebolimento di questi protagonisti della solidarietà intergenerazionale potrebbe, attraverso un preoccupante effetto domino, avere delle ripercussioni anche sul resto della popolazione.