Un articolo del Financial Times spiega come in Gran Bretagna, a feroce dispetto di tutto il terrorismo mediatico sparso prima della Brexit, la disoccupazione abbia raggiunto i minimi storici. Ciò su cui si interroga la Banca d’Inghilterra (e con essa l’articolo del FT) è perché questo non stimoli una maggiore crescita dei salari. Perché, sì, lo dicono: normalmente con la disoccupazione bassa i salari aumentano (e l’inflazione anche, come è giusto che sia).

 

 

di Chris Giles e Gavin Jackson, 13 settembre 2017

 

La disoccupazione in Gran Bretagna ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 42 anni, intensificando così il dilemma che la Banca d’Inghilterra si troverà ad affrontare nel suo meeting di giovedì [intende giovedì 14 settembre, NdT], dove dovrà valutare se alzare i tassi di interesse nonostante la stagnazione dei salari e l’incertezza legata alla Brexit.

 

Nel trimestre terminato a luglio il tasso di disoccupazione è sceso al 4,3 percento, due decimi di punto percentuale sotto il livello stimato dalla banca centrale come sostenibile nel lungo termine.

 

Insieme al dato sull’inflazione, che ad agosto è salita al 2,9 percento, questo suggerisce che ci possa essere bisogno di tassi di interesse più alti per raffreddare l’economia e interrompere l’aumento dell’inflazione.

 

Ma il dilemma della Banca d’Inghilterra è che la bassa disoccupazione non ha ancora costretto gli imprenditori ad aumentare i salari, e l’aumento dei prezzi è probabilmente destinato a fermarsi da solo dopo che le aziende avranno adattato i prezzi in conseguenza della svalutazione della sterlina avvenuta dopo il referendum, svalutazione che ha aumentato i costi di importazione.

 

I salari medi, sia includendo che escludendo i bonus, non sono aumentati più del pigro tasso annuale del 2,1 percento, confondendo le aspettative e suggerendo che la disoccupazione potrebbe scendere ulteriormente prima che ci siano pressioni al rialzo sui salari.

 

 

La sfida alla quale la Banca d’Inghilterra si trova di fronte è il principale dilemma post-crisi delle maggiori banche centrali del pianeta, visto che anche la Federal Reserve americana e la Banca Centrale Europea hanno assistito a diminuzioni della disoccupazione senza che questo innescasse una crescita dei salari o dell’inflazione.

 

La teoria economica fondamentale e il buon senso suggeriscono che l’offerta di paghe maggiori sia stimolata dalla scarsità di offerta di lavoro“, ha detto Philip Shaw, economista a Investec. “Ma una crescita salariale modesta è una caratteristica esclusiva dell’economia britannica? … [in realtà] le autorità monetarie di USA, eurozona e Giappone si trovano alle prese con sviluppi simili“.

 

I mercati finanziari e gli economisti si aspettano che la Commissione per la Politica Monetaria della Banca d’Inghilterra voti 7 contro 2 per impedire un aumento immediato dei tassi d’interesse, ma si aspettano anche, sempre di più, che la commissione mandi un chiaro messaggio che suggerisca di abbandonare la politica finora perseguita.

 

I prezzi degli indici del mercato dei cambi, che seguono i tassi di interesse ufficiali, suggeriscono che a febbraio dell’anno prossimo la Banca d’Inghilterra aumenterà il tasso di interesse allo 0,50 percento rispetto all’attuale minimo di 0,25 percento. Già alla fine della scorsa settimana gli speculatori scommettevano su un ritardo fino a novembre 2018.

 

Gli economisti sono sempre più in disaccordo col sentimento dei mercati, sostenendo che la probabilità di un aumento immediato dei tassi è molto bassa.

 

Alan Clarke, di Scotiabank, ha detto che i recenti dati contengono spunti per sostenere entrambe le tesi: “Alla fine i falchi punteranno sul fatto che il tasso di disoccupazione è inferiore alle aspettative, mentre le colombe insisteranno sulla mancanza di crescita dei salari“.

 

Molti economisti si sono innervositi di fronte a queste previsioni, perché la Banca d’Inghilterra ha avvertito per mesi che non si possono mantenere tassi d’interesse ai minimi storici se contemporaneamente c’è la disoccupazione ai minimi e alta inflazione.

 

La Federal Reserve in simili condizioni ha iniziato ad aumentare i tassi d’interesse e ci si aspetta che entro la fine del mese termini il massiccio programma di stimolo tramite acquisto di titoli.

 

L’aumento dei tassi da parte della Federal Reserve è avvenuto nonostante il mercato del lavoro americano non fosse ancora forte come quello britannico, che ha stabilito un minimo record nel trimestre finito a luglio.

 

La crescita dei salari, però, non ha rispecchiato questo andamento. L’Ufficio Nazionale per le Statistiche (ONS) ha stimato che i salari reali fossero scesi dello 0,4 percento nel trimestre finito a luglio rispetto a un anno prima, dato che i prezzi al consumo sono cresciuti più dei salari.

 

 

L’economia britannica ha oggi 2,5 milioni di posti di lavoro in più rispetto al picco pre-crisi del 2008, ma i salari restano inferiori di 15 sterline a settimana, ovvero del 3,2 percento dopo aver corretto per l’inflazione, rispetto a prima della crisi.

 

I dati appena usciti sui salari seguono gli annunci fatti martedì dal governo britannico, sul fatto che avrebbe allentato il blocco dell’1 percento sulla crescita dei salari per i lavoratori nel settore pubblico.

 

Gli ufficiali di polizia penitenziaria riceveranno un aumento della paga dell’1,7 percento, e la polizia otterrà un bonus dell’1 percento. I sindacati del settore pubblico hanno obiettato che questa offerta non è sufficiente.