Dal 1° ottobre in Germania è entrata in vigore la legge contro l’incitamento all’odio e le notizie false sui social network, ampiamente criticata da più parti. Facendo infatti riferimento ad un’ampia gamma di reati elencati nel Codice penale tedesco, alcuni molto vaghi, ed attribuendo l’onere dell’interpretazione alle società che gestiscono i social network, con multe molto salate in caso di inadempienza, la legge rischia infatti di forzare società come Facebook alla censura eccessiva, mettendo a rischio la libertà di espressione. E’ un anticipo di quello che si sta preparando in Italia?

 

 

 

di Evelyn Douek, 31 ottobre 2017

 

 

La Legge tedesca per Migliorare l’Applicazione del Diritto nei Social Networks (conosciuta come Legge di Applicazione del Diritto nella Rete o NetzDG), che è rivolta ai crimini di odio online e alle notizie false, è entrata in vigore il 1 ottobre 2017. Sia il ministero della giustizia che le società dei social media sono alle prese con le disposizioni del provvedimento, prima che la legge assuma piena efficacia il 1° gennaio 2018. Il NetzDG ha una notevole importanza perché si tratta di una mossa audace da parte di uno dei numerosi legislatori che in tutto il mondo stanno cercando di mitigare i problemi creati dalle nuove reti di comunicazione online. La legge minaccia pesanti sanzioni, tra cui 50 milioni di euro di multa ai social network che non riescano a rimuovere i contenuti offensivi entro le 24 ore.

 

 

Molto criticata fin dall’inizio, la NetzDG comporta il rischio che, per evitare le multe, le aziende eccedano nella censura dei propri utenti . Questo articolo descrive l’architettura di base della legge ed esamina le preoccupazioni principali su come potrebbe funzionare in pratica.

 

 

A chi si applica la legge?

 

 

La Sezione 1 della legge definisce in generale le “reti sociali“. La legge si applica a qualsiasi fornitore di servizi che gestisca “piattaforme internet che sono progettate per consentire agli utenti di condividere qualsiasi contenuto con altri utenti o di rendere disponibili al pubblico tali contenuti“. Tuttavia, esistono deroghe per alcune piattaforme: imprese non profit, editoriali e giornalistiche, e piattaforme progettate per consentire la comunicazione individuale (ad esempio le applicazioni di messaggistica) o la diffusione di contenuti specifici (ad esempio siti di incontri).

 

 

La legge esonera anche le reti con meno di due milioni di utenti tedeschi registrati. L’onere dell’applicazione della legge di conseguenza ricadrà principalmente sulle reti sociali più conosciute. Tuttavia, gli elevati costi per assicurare la conformità ai requisiti della legge e l’applicabilità della stessa sulla base del più ampio criterio degli utenti tedeschi registrati, e non degli attivi, potrebbero soffocare la competizione da parte dei social network più piccoli, poiché rendono la crescita un peso da sostenere.

 

 

Anche se in Germania la NetzDG è comunemente chiamata “legge Facebook” – forse perché il ministro della giustizia, spiegando la legge, ha specificamente parlato di Facebook nei suoi commenti – interesserà una vasta gamma di fornitori di servizi. Der Spiegel ha riferito che il ministero della giustizia controllerà reti sociali come Reddit, Tumblr e Vimeo. Stando a quel che viene riportato, anche il social network russo VK e la piattaforma di microblogging gab.ai hanno un’alta priorità nell’attività di monitoraggio della conformità, dato che hanno standard più permissivi e consentono post (come l’hate speech) che sarebbero vietati su altre piattaforme.

 

 

Quali contenuti devono essere rimossi?

 

 

I social network, entro 24 ore dalla ricezione di un reclamo da parte di un utente, devono rimuovere o bloccare l’accesso ai contenuti “manifestamente” illegali. Altri contenuti illegali devono essere rimossi entro sette giorni. Non esiste alcuna indicazione sul significato di “manifestamente“.

 

 

Qualsiasi utente può presentare un reclamo; per un social network, non riuscire a fornire una “procedura facilmente riconoscibile, direttamente accessibile e permanentemente disponibile” per presentare reclami è una trasgressione. Così, mentre le società non hanno l’obbligo di trovare di propria iniziativa contenuti potenzialmente illegali, devono rendere semplice agli utenti che intendono farlo segnalare i contenuti.

 

 

La NetzDG non crea nuove categorie di contenuti illegali, ma definisce l’ambito della legge facendo riferimento a 20 sezioni del Codice Penale tedesco. Queste disposizioni includono i divieti più chiaramente definiti sulla propaganda nazista e la pornografia infantile. Inoltre, rientrano nella NetzDG crimini più generali: insulti, diffamazione, istigazione all’odio, e la diffusione di immagini violente, così come disposizioni più vaghe come la falsificazione sediziosa e la violazione della quiete pubblica con la minaccia di commettere reati.

 

 

Notoriamente, la Germania contempla divieti di vasta portata sull’istigazione all’odio, ma l’incorporazione delle altre disposizioni mostra l’ampiezza dell’applicazione prevista per la NetzDG. Quando la proposta della NetzDG era in esame nelle commissioni parlamentari, il disegno di legge veniva presentato come diretto ai crimini che sui social media pongono “un grave pericolo alla coesistenza pacifica di una società libera, aperta e democratica” e richiamava l’attenzione sulle “esperienze nella campagna elettorale statunitense“, chiamando in causa le notizie false.  Queste preoccupazioni vanno molto oltre l’hate speech, l’apparente preoccupazione fondamentale.

 

 

La legge in pratica

 

 

La NetzDG richiede che i social network creino un semplice meccanismo di notifica attraverso il quale qualsiasi membro del pubblico possa segnalare contenuti che potenzialmente ricadono dentro le numerose disposizioni del codice penale, e le società devono rimuovere qualsiasi contenuto offensivo in un arco di tempo estremamente ristretto. In pratica, lo spazio per una decisione significativa e ponderata sul contenuto segnalato è ridotto, i costi di una censura troppo moderata sono elevati e i costi della censura eccessiva in ogni caso sono bassi, in particolare perché ogni competitore nel mercato tedesco si trova di fronte allo stesso calcolo del rischio. Come la stessa Facebook ha affermato in una dichiarazione,  “nella misura in cui i social network fronteggiano una minaccia così sproporzionata di multa, la NetzDG offre un incentivo a cancellare contenuti che non sono chiaramente illegali“.

 

Pertanto, i legislatori tedeschi hanno esternalizzato l’interpretazione del codice penale tedesco a delle società (principalmente estere e con sede negli Usa) che hanno un incentivo politico ed economico a rimuovere i contenuti. Il ricorso giurisdizionale contro le decisioni è menzionato solo una volta, nella Sezione 4 della NetzDG; può essere richiesto quando il governo cerchi di infliggere un’ammenda per non aver eliminato un contenuto illegale. Questo riflette la tendenza generale a forzare queste aziende a farsi carico della responsabilità e dei costi, sia economici che politici, della regolamentazione sulla libertà di parola. Il ministro tedesco della giustizia Heiko Maas espone questo obiettivo dicendo che nessuno dovrebbe essere al di sopra della legge, “nemmeno Facebook“, e che “l’esperienza ha mostrato che senza la pressione politica i gestori di grandi piattaforme non soddisferanno i propri obblighi“.

 

 

Parte di questa spinta alla responsabilità delle piattaforme implica l’imposizione di una maggiore trasparenza. La NetzDG prevede anche obblighi significativi di segnalazione a carico delle reti sociali. Secondo la Sezione 2, i social network interessati devono produrre dei rapporti semestrali – pubblicati sia nella Gazzetta Federale Tedesca che sui propri siti web – che specifichino nel dettaglio il loro impegno per eliminare le attività criminali sulle loro piattaforme, i criteri applicati nelle decisioni di rimozione dei contenuti, il numero di reclami ricevuti e come sono stati trattati.

 

 

Critiche

 

 

La NetzDG ha attirato diffuse critiche. David Kaye, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione, ha scritto una lettera aperta al governo tedesco affermando che il divieto di diffusione di informazioni sulla base di “criteri vaghi e ambigui“, come “insulto” o “diffamazione“, è incompatibile con l’articolo 19 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici relativo alla libertà di espressione. Kaye ha criticato i divieti come “fortemente dipendenti dal contesto, … che le piattaforme non sono in condizione di valutare“. Data questa ambiguità, le brevi scadenze e le sanzioni severe, Kaye ha sostenuto che la NetzDG potrebbe portare i social network a un eccesso di regolamentazione sulla libera espressione. Ha anche sottolineato la mancanza di controllo giudisdizionale. Anche l’osservatorio sui media dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha  espresso la preoccupazione che la legislazione “molto ampia” avrà un effetto repressivo sulla libertà di espressione.

 

 

Anche le organizzazioni non governative sono state esplicite nelle loro preoccupazioni riguardo alla NetzDG. Reporter Senza Frontiere ha ripetutamente criticato la legge e ha espresso la preoccupazione che sarà un precedente pericoloso in Europa e altrove. Ha riaffermato queste critiche quando la “legislazione draconiana” della Germania è stata utilizzata come modello per una legge in Russia.

 

 

Cosa c’è di nuovo?

 

 

I prossimi sviluppi che occorrerà monitorare si presenteranno quando la legge avrà piena efficacia, il 1 ° gennaio. Il costo di applicazione della nuova legge sarà enorme, su entrambi i lati. Il ministero della giustizia tedesco sta riunendo un team di 50 persone per lavorare sull’applicazione della legge. Questa squadra non è niente di fronte alle risorse che le società che gestiscono i social media dovranno dedicare all’attività. Le risposte iniziali da parte di Facebook indicano che entro la fine dell’anno la società avrà più di 700 dipendenti che lavoreranno a Berlino sulla revisione dei contenuti.

 

 

La NetzDG migliorerà la trasparenza, almeno in via generale (se non in casi specifici), attraverso i significativi obblighi di segnalazione che impone alle società. L’obbligo di riferire ogni sei mesi sui propri sforzi per far rispettare la NetzDG e sulle denunce ricevute rappresenterà certamente un cambiamento per un settore tipicamente opaco.

 

 

Come ha rilevato uno studio legale, una volta che la NetzDG entrerà in vigore, verranno sollevati inevitabili ricorsi presso la Corte Costituzionale Federale Tedesca o la Corte Europea di Giustizia sulla base del fatto che la NetzDG viola la libertà di espressione. Queste battaglie legali daranno una forma alla più ampia dinamica della regolamentazione dei social media – e del tuo feed di notizie.