Da Bloomberg un grafico molto eloquente: al contrario delle mitiche “convergenze” delle economie che la moneta unica avrebbe dovuto favorire, i dati mostrano con chiarezza una realtà ben diversa. Come insegna la legge di Verdoorn (qui richiamata insieme a molto altro), la produttività è correlata alla crescita, ed essendo questa bloccata nei paesi periferici da una politica monetaria, fiscale e valutaria funzionale al mantenimento della moneta unica, il divario tra le economie dell’eurozona non accenna a diminuire, e anzi continuerà ad allargarsi. 

 

 

 

di Sheldon Reback, 29 Novembre 2017

 

 

Il divario di produttività tra i paesi ricchi e poveri continua ad allargarsi.

 

 

 

Secondo l’economista di Bloomberg Jamie Murray, il divario di produttività tra i paesi più ricchi e quelli più poveri della zona euro è ancora in aumento. Per restringere il divario, uno degli obiettivi del progetto della moneta unica, l’Italia e la Spagna dovrebbero conseguire una crescita della produttività tendenziale molto più rapida rispetto alle economie più grandi come Germania e Francia. Bloomberg Economics dice che ci sono poche probabilità che questo accada, e prevede che il divario rimarrà importante anche nei prossimi cinque anni.