Un articolo di Reuters riassume lo studio di un economista della BCE che espone lo stretto e preoccupante rapporto tra politica e banche in Germania. Lo studio evidenzia come, dopo che un’elezione locale in uno stato tedesco determina un capovolgimento dell’orientamento politico precedente, le banche provinciali controllate dal partito rivale aumentino i propri acquisti di titoli di debito di quello stato, in una forma di lobbying finalizzato a compiacere il nuovo potere insediatosi (anziché, ovviamente, a fare investimenti produttivi). L’articolo è stato segnalato e commentato da Alberto Bagnai in un recente video su Goofynomics, ed è particolarmente rilevante perché lo studio di cui riferisce è stato pubblicato sul sito della BCE.

 

 

di Reuters, 11 gennaio 2018

 

 

Francoforte – Le casse di risparmio tedesche controllate dalla politica starebbero utilizzando gli acquisti di titoli del debito per condizionare i propri governi locali nel momento in cui un partito rivale sale al potere. Questa è la conclusione di uno studio condotto da un economista della Banca Centrale Europea, pubblicato giovedì.

 

Lo studio, che considera la relazione tra i 16 stati federali della Germania e le banche gestite ai livelli di governo inferiori, arriva in un un momento in cui i conservatori della cancelliera Angela Merkel e i Socialdemocratici (SPD) sono bloccati nelle trattative per il rinnovo della loro coalizione di governo.

 

Lo studio ha appurato che le casse di risparmio, che per quasi la metà sono nelle mani dei conservatori oppure della SPD, acquistano un maggior numero di titoli di debito dal proprio stato dopo che l’esito di un’elezione porta al governo un partito avversario.

 

L’autore dice che questa forma di acquisto di titoli costituisce una sorta di “lobbying” che può sottrarre risorse a usi più produttivi e rafforza un circolo vizioso tra i governi e le banche.

 

Sosteniamo che, sulla scia della perdita dei legami politici coi partiti nel post-elezioni, le banche locali controllate dal governo usano gli acquisti di titoli sub-sovrani per mantenere aperti i canali di comunicazione con i politici locali, in un meccanismo simile a quello delle lobby“, afferma Alexander Popov nell’articolo.

 

Popov ha scoperto che la tipica cassa di risparmio tedesca aumenta del 2% i propri depositi di titoli dello stato locale di appartenenza sul totale dei propri attivi nel corso dei tre anni successivi a una elezione che porta a un “disallineamento politico” tra il governo statale e quello provinciale, mentre l’aumento è dell’1% prima del voto.

 

Di contro, le banche nelle provincie governate dallo stesso partito che governa anche lo stato mantengono i loro portafogli più o meni stabili.

 

Questo suggerisce chiaramente che i politici in carica negli organi di vigilanza delle banche controllate dai governi locali spingono le banche in questione ad acquistare un numero maggiore di titoli emessi dal proprio stato come reazione alla perdita di vicinanza politica al governo statale“, ha detto Popov.

 

I 16 stati federali della Germania generalmente vendono i propri titoli direttamente alle banche tramite collocamenti privati, il che secondo Popov consente ai banchieri di avere accesso diretto ai responsabili politici ed eventualmente di offrire loro dei termini preferenziali.

 

Lo studio si basa sui dati raccolti su 455 banche controllate dai governi, e riguarda un totale di 32 elezioni per i parlamenti degli stati e 600 elezioni per i consigli provinciali, tenutisi tra il 2005 e il 2013. (Questo report è stato scritto da Francesco Canepa, con editing di Gareth Jones.)