Anche il sito Zero Hedge si occupa delle prossime elezioni politiche in Italia, dove la Lega viene definita come una nuova forza politica radicale uscita dal suo recinto locale e secessionista,  che ha assunto su di sé i problemi del paese arrivando a posizioni molto chiare e dirette sull’euro e sulle politiche dell’immigrazione, e con il suo leader Salvini che sembra ben lontano dall’essere quell’utile idiota che è stato Tsipras in Grecia. Ora l’Italia rappresenta il peggior incubo dell’Unione Europea e le idee portate avanti da Salvini non faranno fatica ad attecchire in un paese duramente colpito dall’austerità e dalle frontiere aperte.   

 

 

 

di Tom Luongo, 22 gennaio 2018

 

Per anni la Lega Nord italiana se ne è stata sulle sue, concentrandosi sulla secessione piuttosto che su una sua riforma interna. Questo cambiamento è iniziato già dallo scorso anno, con i referendum non vincolanti in cui si chiedeva a Roma una maggiore autonomia fiscale. Ora, con le elezioni parlamentari in vista, la Lega Nord fa politica.

 

E la fa bene.

 

In coalizione con Forza Italia di Silvio Berlusconi e due piccoli partiti di centro-destra, la Lega Nord è ora in buona posizione per vincere le elezioni. Il suo leader, Matteo Salvini, ha totalmente abbracciato il populismo e si pone ora in aperta opposizione rispetto all’Unione Europea. Da un resoconto di Breitbart:

 

Questa settimana, durante una accesa intervista con il canale televisivo italiano Rete 4, Salvini ha riconfermato le sue credenziali euroscettiche, esclamando: ‘L’Europa può andare a farsi benedire!’

 

‘L’Europa ci sta punendo da 15 anni e stiamo peggio di 15 anni fa’, ha aggiunto. ‘Le regole europee sono l’ultima cosa che mi interessa.’ “

 

La posizione populista di Salvini va ben oltre. Il suo feed Twitter sembra quello di Nigel Farage dopo una lunga permanenza al pub. Sta spingendo per una flat tax del 15%, il tormento della sinistra progressista, che capisce che un sistema fiscale progressivo è il più grande ostacolo alla generazione di ricchezza. Salvini invoca il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ogni volta che può, in particolare per difendere i confini dell’Italia dalla politica sull’immigrazione della UE.

 

Se l’Italia eleggerà un governo ostile alla politica aperta in materia di immigrazione di Angela Merkel, dovrà rivedere le sue posizioni contrarie alle nazioni di Visegrad – Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia.

 

Ma la grande questione è l’euro. E in quale direzione si stanno davvero muovendo Salvini e questa nuova coalizione, portando fuori dal fallimento dell’unione monetaria una delle economie di punta europee? Onestamente, non lo sappiamo.

 

I sondaggi suggeriscono che il sentimento anti-euro non è ancora abbastanza forte da rappresentare una strategia elettorale vincente. Persino il partito in testa nei sondaggi, il Movimento cinque stelle, sta retrocedendo dalla sua posizione più radicale e definendo ora il referendum sull’euro come un’ ‘ultima spiaggia’.

 

Ma non siamo nel 2015 e Salvini non è quell’idiota senza scrupoli che si è rivelato essere Alexis Tsipras in Grecia. La Lega Nord ha delle radici veramente radicali. Comprende i problemi provocati all’Italia dalle idee punitive di austerità della Germania.

 

Ne discute in maniera diretta nei suoi discorsi e nei suoi tweet. Quindi, molto di questo ammorbidimento sull’euro è semplicemente una strategia da campagna elettorale. È anche un mezzo per contenere l’ascesa del Movimento cinque stelle e escluderlo dal governo?

 

Assolutamente. E a tale riguardo bisogna essere scettici sul fatto che questo avvicinamento al populismo sia solo uno stratagemma. Se Forza Italia di Berlusconi fosse a capo della coalizione sarei più cauto, ma viste le radici secessioniste della Lega Nord, sono portato a credere che questa sfida a Bruxelles sulle politiche fiscali e di spesa pubblica sia reale.

 

Il problema sta nei sondaggi. I Cinque Stelle sono in testa, ma come per Alternative for Germany (AfD) in Germania, nessuno vuole fare coalizione con loro. Sarebbe come se qui negli Stati Uniti i Repubblicani facessero un accordo di coalizione con i Libertari. Vista dall’esterno sembrerebbe una cosa naturale, ma non è così, perché gli outsider radicali rappresentano una minaccia per il potere consolidato.

 

E qui questa mi sembra essere la dinamica.

 

In ogni caso, la Lega, diventando una reale forza politica in Italia, crea un vero problema per l’Unione Europea e la Troika.  Salvini sta sostenendo l’opposto dei piani portati avanti dall’élite del potere in Europa.

 

Tagli alle tasse, stop all’immigrazione e rimettere in gioco la classe media italiana. Il problema è che la Germania preferisce un euro forte rispetto a un euro debole. Dà loro un enorme vantaggio sul resto dell’Europa. Sopravvaluta drasticamente la manodopera europea non tedesca sul mercato, rallentando gli investimenti e il commercio. Mentre la base industriale della Germania diventa sempre più competitiva.

 

E così, Salvini e Berlusconi, se vincono, dovranno poi convincere su questa idea che la Germania usa l’euro per intrappolare l’Italia, come la Grecia, in una spirale mortale, per tutta la prossima generazione se non di più.

 

Ed è una idea facile da vendere in campagna elettorale e sarà ancora più facile una volta eletti.