Mentre in campagna elettorale il partito al governo millanta un’economia in ripresa,  i dati commentati sul Financial Times ci descrivono “l’anomalia” del mercato immobiliare italiano, che continua a crollare pesando anche in maniera significativa sulle sofferenze di un sistema bancario fortemente provato dalla crisi.  In questo quadro, l’UE sta preparando per il dopo elezioni le nuove regole sui cosiddetti Non Performing Loans, i crediti in sofferenza nei bilanci delle banche, che già a partire da quest’anno imporranno alle banche di aumentare le coperture.  Un’accelerazione che mette alle strette il sistema bancario italiano.

 

 

 

Mentre il Partito Democratico al governo, in vista delle elezioni del 4 marzo, cerca di vendere agli elettori la notizia di una ripresa dell’economia, il prezzo  degli immobili in Italia continua a scendere in modo anomalo rispetto al resto della UE.  I dati nazionali pubblicati questa settimana hanno mostrato un ulteriore peggioramento dei prezzi delle case nel terzo trimestre – e in un paese in cui oltre il 72% delle famiglie possiede la casa, il malcontento cresce. Secondo l’Eurobarometro, oltre l’80% degli italiani ritiene che la situazione economica sia negativa.

 

Inoltre, i mali del mercato immobiliare italiano rappresentano un freno per il sistema bancario in difficoltà, che sta ancora lottando per riprendersi dalla crisi finanziaria. Secondo gli ultimi dati di Eurostat, l’agenzia di statistica dell’UE, nel secondo trimestre dello scorso anno l’Italia è stato l’unico paese dell’Unione in cui i prezzi delle case si sono contratti. Al contrario, quasi i due terzi dei paesi dell’UE segnalano una crescita dei prezzi delle case di oltre il 5%.  In termini reali, i prezzi reali delle case in Italia sono diminuiti costantemente dal 2007 e sono ora inferiori del 23 per cento, un crollo che ha messo in ginocchio i settori dell’edilizia e della proprietà immobiliare.

 


Secondo i dati di Cerved, una società italiana che opera come Information Provider, il settore delle costruzioni si è quasi dimezzato rispetto al livello precedente alla crisi. Nel 2016, il 4,4% delle imprese di costruzioni è fallito, un numero inferiore rispetto al 5,5% del 2013, ma sempre molto superiore al 2,6% medio dell’industria.

 

 

 

E per quanto riguarda i mutui immobiliari, la proporzione dei prestiti in sofferenza è il doppio rispetto a quella del settore manifatturiero, e pesa sui 173 miliardi di crediti in sofferenza delle banche.  Il sistema bancario italiano sta migliorando: lo stock dei crediti inesigibili si è ridotto di 28 miliardi di euro nei 12 mesi fino a novembre 2017, a causa della crescente cartolarizzazione – la parcellizzazione dei prestiti – e perché tra i nuovi prestiti si hanno meno sofferenze. Ma i prestiti legati alla proprietà rimangono un freno.

 

 

Anche la cessione dei crediti in sofferenza è stata più lenta che per gli altri settori. Le banche sono più disposte a svalutare i crediti in sofferenza delle imprese sin dalla fase iniziale, avendo poche speranze che possano andare a buon fine, afferma Massimo Massimilla, amministratore delegato di Algebris Italia, società di gestione del risparmio. Al contrario, le banche continuano a nutrire maggiori speranze di ripresa sui prestiti garantiti alle imprese edili e alle società immobiliari. Di conseguenza, questo tipo di  prestiti è rimasto nel limbo più a lungo.

 

 

 

Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma, un think tank italiano, afferma che i proprietari di case si sono mostrati riluttanti a riconoscere la realtà dei prezzi più bassi, così che si è venuta a creare una scorta crescente di alloggi invenduti che ha ritardato il rimbalzo.

 

In un circolo vizioso, anche le vendite degli immobili recuperati dalle banche stanno contribuendo alla prolungata contrazione dei prezzi delle abitazioni. Il numero delle unità immobiliari vendute all’asta – il metodo di vendita delle banche – è aumentato del 25% negli ultimi due anni.

 

Una ripresa significativa degli investimenti immobiliari potrebbe riportare a crescere i prezzi delle case. Una decina di anni fa gli investimenti immobiliari rappresentavano una transazione su cinque, ma ormai sono assenti dal mercato.  Matteo Renzi, leader del partito democratico, spera di mantenere il suo partito al potere e puntare a un’accelerazione della crescita, a un miglioramento del reddito disponibile delle famiglie e una maggiore creazione di posti di lavoro. Ma il mercato immobiliare moribondo non aiuta a diffondere fiducia.