Come scrive Tom Luongo, è chiaro che la Merkel sta tentando di formare una coalizione di cui i tedeschi sono stufi. Il vero obiettivo è tentare di impedire un altro giro di elezioni, che darebbe ancor più peso al partito nazionalista AfD. Con le elezioni italiane alle porte che potrebbero portare al governo una coalizione battagliera con Berlino e Bruxelles, il peso di AfD potrebbe essere decisivo per innescare la disgregazione dell’eurozona.

 

 

Di Tom Luongo, 20 febbraio 2018

 

L’ultima volta che ho dato un’occhiata allo squallore delle trattative per la formazione della coalizione di governo tedesca, il dato importante era che il vento soffiava contro i Social Democratici (SPD). Oggi l’ultimo sondaggio conferma che più la Merkel prova a formare una coalizione con Martin Schultz e la SPD, più la coalizione perde consensi.

 

DI recente ci sono stati due sondaggi, e uno di questi,  finito su tutte le prime pagine,  mostra Alternative for Deutschland (AfD), il partito anti-immigrazione ed euroscettico,  davanti all’SPD a livello nazionale, con il 16% contro il 15,5%. Un altro mostra AfD che guadagna due punti portandosi al 14%, ma ancora 4 punti sotto l’SPD. Il dato importante di questi sondaggi non è se AfD sia più o meno popolare della SPD, a questo punto. Combinando questi risultati con l’incremento sorprendente del partito di Angela Merkel, di 2 punti in entrambi i sondaggi, emerge un chiaro segnale dall’elettorato tedesco.

 

I tedeschi vogliono che venga formato un governo, perché non sono abituati a stare senza, ma non vogliono un’altra “Gross Koalition” tra la Merkel e l’SPD.

 

Si tratterebbe del classico governo amorfo, allergico alle opinioni, di cui i tedeschi sono stufi. L’hanno avuto negli ultimi quattro anni e tutto quello che hanno ottenuto è un ulteriore asservimento a Bruxelles e a Washington.

 

Da quando la Merkel ha fermato il flusso di migranti in Germania – per favorire la sua campagna elettorale – la sua leadership è, al momento, accettabile allo scopo. Ma quello che i tedeschi stanno dicendo a tutti è che vogliono che lei si sposti ancor più a “destra”, anziché spostarsi a sinistra per far contenta l’SPD.

 

E questo significa una coalizione con AfD, che, naturalmente, è impossibile data l’attuale leadership politica tedesca. Ed ecco perché AfD continua a prendersi una fetta sempre più grande della torta elettorale.

 

Non credete ai numeri

 

Un nuovo articolo sull’”American Conservative” di Doug Bandow entra nel dettaglio delle dinamiche in gioco. Sottolinea correttamente che i tedeschi sono insoddisfatti dell’attuale status quo.

 

“Anche se nessuno mette in discussione la leadership della Merkel, questa è al servizio di obiettivi che sono in contrasto coi desideri dei tedeschi. Il rifiuto tedesco di Schultz, apertamente pro-Bruxelles, ne costituisce una prova evidente. Il fatto che Schultz ottenga significative concessioni dalla Merkel nelle trattative per la coalizione può essere un vantaggio per i politici dell’SPD solo a breve termine.

 

Otterranno miliardi da distribuire in programmi governativi con cui comprarsi dei voti. Ma tutto questo avverrà al prezzo di cedere un maggior controllo a Bruxelles sul futuro della Germania, dal momento che Schultz è risolutamente a favore del modello degli Stati Uniti d’Europa.”

 

Allo stesso tempo però, penso che Bandlow faccia l’errore di prendere alla lettera gli attuali sondaggi. Come detto, parte del sostegno alla Merkel deriva dalla sua volontà di creare una qualche forma di governo di maggioranza.

 

Pertanto, se questo tentativo fallisce perché l’SPD vota contro il governo di coalizione, non aspettiamoci che il 30-32% della CDU possa essere confermato. Altri sondaggi hanno mostrato che più di due terzi dei tedeschi vogliono che la Merkel rinunci al mandato di Cancelliere.

 

Secondo Bandow i tedeschi non otterranno quello che vogliono con nuove elezioni, perché i sondaggi indicano dei risultati simili a quelli che abbiamo già visto. Io non sono d’accordo.

 

Perché non credo che i poteri che stanno dietro le quinte in Europa permetteranno che la Merkel si faccia da parte. Continueranno a proporre ai tedeschi scelte fasulle, nella speranza che possano arrivare a un risultato accettabile.

 

Questa è stata la strategia del 2017, quando  Schultz, che era già detestato, è stato usato come sparring partner della Merkel per aiutarla ad arrivare al traguardo di un consenso appena sufficiente per confermarsi come Cancelliera. Ha quasi funzionato. Il problema è stato che AfD e gli altri partiti di minoranza hanno assorbito le perdite della SPD, non l’Unione dei Cristiani Democratici (CDU).

 

E oggi assistiamo allo stesso trend.

 

Pertanto, il risultato più probabile è che il consenso per AfD aumenterà di almeno 3 o 4 punti (se non di più), mentre il sostegno per la CDU collasserà. E questo è il minimo. Se la Merkel non si farà da parte, il travaso di consensi sarà ancora maggiore, con AfD che viaggerà tranquillamente sopra la soglia del 20%, erodendo consensi all’Unione.

 

L’Unione Divisa

 

A questo punto il leader della CSU (affiliato Bavarese alla CDU, NdVdE) e Governatore della Baviera, Horst Seehofer, dovrà prendere una decisione importante. Potrebbe separare la CSU dalla CDU e potrebbe avvenire un’importante riorganizzazione del comitato direttivo.

 

Stiamo andando incontro all’iceberg delle elezioni italiane, che avrà un’enorme influenza sulla dinamica politica tedesca. I tedeschi non vogliono salvare l’Italia, né nessun altro. E in Italia tra due settimane il risultato delle elezioni potrebbe facilmente portare al potere una coalizione determinata a un confronto serrato con la Germania sulla situazione del debito italiano, che è insostenibile.

 

Come ho detto un mese fa:

 

“Pertanto, a meno che esista la volontà politica di consolidare tutto il debito dell’Europa sotto un unico tetto, questo problema è interamente sulle spalle della BCE, della Bundesbank e della farsa che è la politica tedesca.

 

Ciò mette nelle mani della Troika –  BCE, FMI e Commissione Europea  –  la decisione se procedere direttamente a un salvataggio o buttare l’Italia fuori dall’euro. E questa è una mossa politica intelligente. Far apparire Bruxelles come il poliziotto cattivo. E Salvini sta già interpretando perfettamente la parte. Se sono davvero svegli, avranno pronta da impiegare la Lira se le cose si mettessero davvero male.

 

Quindi, un secondo giro di elezioni che rafforzi i nazionalisti tedeschi è esattamente quello che la Merkel e Schultz stanno tentando di evitare, con la farsa della grande coalizione. E il popolo tedesco sta cominciando a capire chiaramente come stanno le cose.