In Germania tira aria di crisi di governo, a causa della contrapposizione tra il ministro dell’Interno Horst Seehofer, presidente del partito democratico-cattolico bavarese CSU, e la cancelliera Angela Merkel. Oggetto dello scontro è la politica sugli immigrati: Seehofer, in vista delle elezioni di ottobre in Baviera – confine meridionale della Germania su cui convergono le rotte mediterranee e quelle balcaniche – vorrebbe il totale respingimento alle frontiere dei rifugiati già registrati in altri paesi UE; la Merkel cerca un approccio più morbido per non esacerbare gli animi nei paesi europei sul confine esterno, ed ora si trova nella difficile posizione di dipendere da accordi bilaterali con gli italiani e con i greci per la sua sopravvivenza politica. Probabilmente cercherà di offrire in cambio larghe concessioni, ma in ogni caso non farebbe che rimandare la resa dei conti: l’immigrazione continua ad essere il potenziale deflagratore dei traballanti equilibri europei. Da Eurointelligence.

 

 

della Redazione, giovedì 14 giugno 2018.

 

Le crisi degli immigrati sono per natura degli eventi trans-frontalieri, ma adesso ci sono altri inquietanti paralleli tra gli sviluppi in Germania e in Italia. In Germania c’è una rivolta aperta contro Angela Merkel, che ora vuole disperatamente trovare una soluzione europea in un lasso di tempo molto breve.

 

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa tedesca DPA, la Merkel la scorsa notte ha incontrato Horst Seehofer, presidente della CSU e ministro degli interni, e ha proposto un compromesso. L’idea è che la Germania concluda degli accordi bilaterali con l’Italia e la Grecia, sotto l’ombrello o almeno con l’acquiescenza della UE. Questi accordi renderebbero quindi possibile alla Germania respingere alla frontiera  gli immigrati che sono già stati registrati nei due paesi. Questa è la principale richiesta di Seehofer e della CSU: il respingimento totale alla frontiera di qualsiasi rifugiato che sia già stato registrato in un altro paese membro della UE. La principale preoccupazione della Merkel, a parte il suo proprio futuro politico, è la coesione della UE se la Germania dovesse agire unilateralmente.

 

Quel che la storia riportata dalla DPA non dice è cosa la Merkel intenda offrire in cambio a Italia e Grecia. Forse che la Grecia non chiederebbe la riduzione del debito? E l’Italia non vorrebbe il pieno sostegno tedesco alle proprie politiche sull’immigrazione, magari a scapito di Spagna e Francia? L’Italia non domanderebbe il tacito consenso tedesco a un’inevitabile trasgressione fiscale? E la concessione non provocherebbe una ribellione nel Bundestag? O pensiamo davvero che i greci e gli italiani continueranno nella tradizione consolidata  di negoziare dei pessimi  accordi a loro sfavorevoli?

 

Non si registra nessuna risposta da parte della CSU, se non mezze frasi sul fatto che non cambieranno la propria linea, cosa insensata considerato quello che sta proponendo la Merkel. Non abbiamo dubbi che, se il  compromesso della Merkel venisse accettato dagli altri stati membri, e se ricevesse il nulla osta dal Consiglio europeo, Seehofer acconsentirebbe.

 

Come Theresa May, la Merkel potrebbe solo guadagnare un po’ di tempo, ma il momento della verità arriverà. È un problema binario: o si respingono gli immigrati alle frontiere o non lo si fa. E il tempo sta scadendo: la Baviera terrà le elezioni statali a ottobre, e non crediamo che la CSU accetterà un compromesso che non porti a un risultato sicuro l’anno successivo. Alla Merkel serve un accordo politico con Giuseppe Conte e Alexis Tsipras, e relativamente presto.

 

Per dare un’idea della ribellione in corso, abbiamo preso in considerazione un articolo sul Die Welt. Non è un giornale che citiamo di solito perché non sempre lo riteniamo affidabile. Ciò premesso, segnaliamo una storia secondo la quale un parlamentare della CDU ha parlato di un voto di sfiducia alla Merkel, mentre un altro ha detto che c’è una larga maggioranza all’interno del gruppo CDU nel Bundestag a favore delle posizioni di Seehofer. Questo significa che è probabile che in questo stallo Seehofer condurrà le danze.

 

Nel frattempo, Seehofer continua la sua ricerca di alleati europei che lo sostengano nella sua difficile posizione. Ieri ha tenuto un incontro con Sebastian Kurz a Berlino, al termine del quale Seehofer ha parlato di un’alleanza tra lui, Kurz e Matteo Salvini, il nuovo uomo forte italiano. Ha parlato di un “asse dei consenzienti” (axis of the willings), una metafora cupa e densa di pesanti significati.

 

Kurz ha detto che la priorità dell’Austria per la sua imminente presidenza della UE è il rafforzamento di Frontex, la polizia delle frontiere esterne, in termini di personale, fondi e mandato. Ha fatto presente che si è aperta una nuova rotta dei rifugiati  – attraverso la Grecia, via Albania. La chiusura della rotta balcanica occidentale ha messo fine alla crisi del 2015/2016, ma questo sta diventando un nuovo corridoio alternativo. Secondo la FAZ, ci sono proposte per un accordo “rifugiati in cambio di denaro” con l’Albania, sulle stesse linee di quello concluso con la Turchia. Non ne saremmo sorpresi.