Contrariamente al tenore dei commenti che circolano sui media italiani, generalmente critici sul debutto del nuovo governo al vertice UE,  all’estero la visione dei “populisti” italiani che circola su molti importanti media è ben diversa: dopo il riconoscimento da parte di Eurointelligence dell’assertività italiana, il positivo resoconto di Bloomberg sull’accordo raggiunto dopo una nottata di lavori,  l’articolo di Le Figaro che riconosce ai capi di governo italiano e austriaco il ruolo di nuovi leader europei,  un altro commento, ancora da Bloomberg, che questa volta esalta la tattica seguita dal nostro governo nell’affrontare il difficile scontro all’interno dell’Unione per far valere finalmente gli interessi dell’Italia. Prossima tappa a settembre, il bilancio.  

 

 

 

di  Nikos Chrysoloras, 30 giugno 2018

 

I populisti di tutto il mondo che cercano di sfidare l’establishment farebbero bene a studiare la tattica del nuovo primo ministro italiano, Giuseppe Conte, che al suo primo vertice dei leader dell’Unione europea di giovedì ha ottenuto una serie di concessioni sulla migrazione.

 

Ecco una guida rapida su come ha fatto.

 

 

Fase uno: scegli la tua battaglia

 

Nel 2015, quando Alexis Tsipras cercò di liberarsi dalle regole di bilancio dell’Unione, la Grecia arrivò a uno scontro frontale con l’UE. Quella mossa si concluse con una capitolazione umiliante e con l’economia sull’orlo del collasso.

 

Anche l’Italia e l’UE sono in lotta per i vincoli di spesa, ma Conte ha scelto di combattere prima sull’immigrazione. Questo è un settore in cui l’UE è già divisa e la tedesca Angela Merkel è sotto pressione, cosa che dà all’Italia più potere.

 

Inoltre, a dire sommessamente il vero, il peggio della crisi dell’immigrazione era stato risolto due anni fa. Quindi c’era un grosso potenziale per un successo.

 

 

Fase due: stabilire l’agenda

 

L’Italia ha fatto dell’immigrazione la questione numero uno al vertice, dato che questo mese ha respinto una nave di soccorso di immigrati provocando un incidente diplomatico con la Francia. Parte della strategia consiste nel fare cose che infrangono le pratiche consuete e le regole della diplomazia internazionale – lasciando gli avversari sorpresi e incerti su come rispondere.

 

Parigi ha giocato a favore di Conte con il Presidente francese Emmanuel Macron che è esploso, lanciando insulti verso il nuovo governo italiano. E gli eventi in Germania sono stati per Conte un colpo di fortuna, con il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer che ha scelto proprio questo momento per ribellarsi alla Merkel.

 

 

 

Fase tre: formulare una minaccia credibile

 

Quando Tsipras affrontò l’UE, la sua opzione nucleare era di uscire dall’euro. Ciò avrebbe danneggiato l’intera unione valutaria – e stroncato l’economia greca.

 

Conte ha lanciato una minaccia meno pesante, di porre il suo veto su tutte le decisioni del vertice UE. Il perdente più diretto di quella mossa sarebbe stata la Merkel, non l’Italia. Quindi questa è totalmente un’altra dinamica.

Fase quattro: essere flessibili

 

L’Italia può anche aver trascorso le settimane che hanno preceduto il vertice litigando con i francesi, ma fin dall’inizio di giovedì, Conte e Macron hanno stretto una partnership che ha portato avanti i negoziati.

 

Imprevedibili cambiamenti di virata ti permettono di sfruttare le opportunità che si presentano e possono disorientare i tuoi avversari.

 

 

Fase cinque: pianificare in anticipo?

 

Le tattiche shock-and-awe (colpisci e terrorizza, ndt) messe in atto da Conte questa settimana potrebbero non essere sostenibili a lungo termine.

 

Non puoi trattare ogni vertice come se fosse un incontro una tantum in cui non vi è accordo su nulla fino a quando non si raggiunge l’accordo su tutto; questo non è sostenibile a lungo termine“, ha dichiarato Guntram Wolff, direttore del think tank Bruegel a Bruxelles. “A lungo termine, queste tattiche hanno un prezzo di credibilità politica“.

 

La prossima volta che i leader europei si incontreranno sarà a fine settembre a Salisburgo, in Austria. A quel punto, il programma del bilancio italiano del 2019 sarà al centro dell’attenzione. E potrebbe provocare uno scontro molto più forte con l’establishment europeo.