Su Strategic Culture, Tom Luongo sposa la strategia di Salvini nei confronti della UE: secondo l’analista, il vice presidente del Consiglio leghista sta cercando di creare in Italia un vasto fronte popolare contro i tecnocrati di Bruxelles, mostrandoli come i “cattivi” che vogliono intimidire il paese e forzarlo in politiche fallimentari. E creando appositamente il casus belli a questo fine, come nel recente caso del bilancio respinto dalla Commissione. È questo approccio coraggioso, che parte dalla consapevolezza della pericolosità dell’euro per l’Italia e dei punti di forza del paese all’interno degli equilibri europei, che si sta dimostrando vincente, a differenza delle sfide lanciate a loro tempo da Grecia e Regno Unito. Su quest’ultimo punto, Luongo non dispensa feroci critiche alla May per la gestione della Brexit.

 

 

di Tom Luongo, 22 novembre 2018

 

 

Il totale tradimento della Brexit da parte del Primo Ministro britannico Theresa “La Signora di Gesso” May sta funzionando da campanello d’allarme per gli Italiani. Gli ultimi sondaggi in Italia mostrano che anche se la coalizione populista in Italia è sgradita a Bruxelles, è ancora molto popolare tra gli italiani.

 

E questa è una buona cosa perché quando si osservano attentamente i negoziati sulla Brexit è chiaro che tutto ciò che conta è la conservazione del potere della UE sul Regno Unito e non il miglior interesse di tutte le parti coinvolte, britannici o no.

 

I partner della coalizione italiana hanno ancora il sostegno di quasi il 60% degli italiani, sono cambiate soltanto le preferenze. La Lega adesso sorpassa nei sondaggi il Movimento Cinque Stelle (M5S) col 33% a fronte del 26%, mentre il partito di centro destra, vale a dire Forza Italia di Silvio “Uomo di Paglia” Berlusconi, è collassato (dal 14% delle elezioni di marzo ad appena il 7%).

 

E grosso modo questa stessa parte dei cittadini ora pensa che la UE stia angariando l’Italia. Questi numeri non potranno che peggiorare se l’Unione europea va fino in fondo a comminare multe all’Italia per un bilancio che non piace a Bruxelles.

 

Soprattutto, stiamo assistendo anche ad una crescita del sostegno all’uscITA. Un recente sondaggio del Politico Magazine ripreso da Zerohedge mostra una maggioranza di italiani sotto i 45 anni pronta a farlo: lasciare l’Unione europea.

 

La gente con più di 45 anni è ancora innamorata dell’ideale di un’Unione europea che riesce a tenere insieme un’Europa altrimenti in guerra, piuttosto che confrontarsi con la realtà di quello che è davvero: una distante e tirannica oligarchia guidata da tecnocrati non eletti con forti legami con i ceti altolocati al potere.

 

La fonte di questo sostegno al governo viene, credo, dal forte contrasto tra l’arrendevolezza della May di fronte alla leadership della UE, irritata per la temerarietà del popolo britannico nel voler uscire dalla loro squallida unione, e il modo in cui il vice primo ministro Matteo Salvini sta attaccando l’ipocrisia di Bruxelles sui vincoli fiscali.

 

Salvini sta facendo esattamente quello che deve fare per rinforzare i consensi e allontanare l’elettorato italiano da Bruxelles. Presentare un bilancio che soddisfa entrambe le parti della coalizione – tagli fiscali e una minore regolamentazione assieme ad un reddito universale di base – nel contempo ostentando il rispetto dei vincoli di bilancio della UE, è stato un vero colpo di genio politico.

 

Salvini e Luigi Di Maio, il suo socio nell’insurrezione, hanno creato una perfetta polpetta avvelenata da far ingoiare alla UE. Non c’è nulla di realmente eccepibile nella proposta di bilancio. Non risolverà nessuno dei problemi italiani né sostanzialmente li peggiorerà.

 

Il bilancio è stato proposto allo scopo di irritare la leadership dell’UE, ormai grassa e pigra per aver sbilanciato tutto a suo favore. E Bruxelles ha reagito in modo eccessivo, nel modo più prevedibile.

 

Pensate a quel che sta facendo la UE con questo bilancio. Stanno minacciando miliardi di multe ad un governo italiano che è indebitato fino agli occhi.

 

Questa è la definizione stessa di “dare un’impressione negativa”.

 

Considerate il modo in cui hanno gestito la Brexit. Hanno richiesto al Regno Unito il pagamento di una cifra enorme per uscire. Questo in aggiunta ai soldi che il Regno Unito già paga ogni anno al bilancio della UE.

 

E, gente, non dimentichiamo che l’unica ragione per cui la questione del debito sovrano italiano non è nei titoli di testa di tutti i giornali è che la Banca centrale europea è l’unica acquirente marginale del debito italiano. E il Presidente della BCE Mario Draghi non lo fa per la bontà del suo cuore addestrato alla Goldman Sachs.

 

Lo sta facendo perché, se non lo facesse, l’intero sistema bancario europeo collasserebbe.

 

Quindi tutta questa faccenda non è niente più che teatro Kabuki. E Salvini lo sa.

 

Comprende che l’euro è una trappola mortale per l’Italia. Sa anche di avere il coltello dalla parte del manico a causa dell’ammontare del debito.

 

E tuttavia, la UE oggi si comporta esattamente come quando gestiva i colloqui sul debito greco nel 2015.

 

Hanno rifiutato di negoziare. Hanno fatto richieste irragionevoli. Nel caso della Grecia c’era un elettorato greco inconsapevole che non avrebbe sostenuto la Grexit e non avrebbe dato al parimenti inconsapevole Primo Ministro Alexis Tsipras il sostengo di cui necessitava per portare la Grecia fuori dall’euro.

 

Allora la strategia ha funzionato.

 

La stessa cosa sta avvenendo con la Brexit. L’aristocrazia britannica non vuole lasciare la UE. Theresa May è una Remainer e quindi ovviamente a libro paga, e la cosa non è nemmeno divertente a questo punto. Fin dall’inizio ha avuto il coltello dalla parte del manico e tuttavia si comporta come se non fosse così.

 

Così adesso la May ha messo insieme l’accordo esatto che Bruxelles voleva fin dall’inizio: il controllo sulle politiche fiscali e commerciali della Gran Bretagna che resta senza più voce al Parlamento europeo. Onestamente, lo status della Gran Bretagna una volta che questo accordo sarà stato firmato sarà quello di poter solo guardare al futuro di tutti i paesi che rimangono nella UE.

 

Tassazione senza rappresentanza politica.

 

Quindi, non dovrebbe essere uno shock per nessuno il fatto che l’Unione europea gestisca Salvini e il suo governo con lo stesso disprezzo e la stessa derisione. Ed è esattamente ciò che vuole Salvini. Deve manovrare Bruxelles facendoli apparire come i cattivi.

 

Perché se vuole liberare l’Italia da Bruxelles, non può essere solo una sua idea. Deve essere un’ondata popolare.

 

Fortunatamente per lui e gli italiani in generale, gli idioti nelle alte sfere di Bruxelles sono fin troppo felici di accontentarlo. Credo che a loro piaccia essere cretini odiosi, francamente.

 

Pensano realmente di poter decidere tutto per vie legali. Ma la verità è che non possono.

 

Perché pensate che il Presidente francese Emmanuel Macron e l’Anatra Zoppa, la Cancelliera Tedesca Angela Merkel, vogliano così tanto il Grande Esercito della UE? Per invadere e occupare gli stati membri ribelli, non per proteggersi dalla Russia.

 

Più la UE tenta di intimidire e forzare l’Italia a fare quello che vuole la UE, più saranno gli italiani, anche i più anziani, che sosterranno la crociata di Salvini. Il populismo è popolare in tutta Europa.

 

E le elezioni del Parlamento europeo a maggio probabilmente si dimostreranno un importante punto di svolta nel percorso della UE. Tutti i partiti euroscettici sono largamente sotto-rappresentati rispetto ai numeri odierni dei sondaggi. A maggio, centinaia di seggi sono destinati a passare di mano.

 

E molti dei nuovi arrivati non saranno a libro paga del Gruppo di Davos.

 

Allora forse la Ue capirà quanto sia fragile l’intero progetto.