Il giornalista della BBC Riam Dalati ha ritrattato – in un tweet – il contenuto del suo servizio sui danni conseguenti al presunto attacco chimico a Duma, in Siria, nell’aprile scorso. L’episodio dei bambini curati in ospedale per le conseguenze degli attacchi con i gas riportati dai media era stato orchestrato. I nostri lettori non ne saranno certo stupiti: abbiamo più volte segnalato le evidenti forzature, per usare un eufemismo, dell’informazione occidentale sulla guerra in Siria (per esempio qui, qui e qui). Di fronte a questa nuova conferma di quanto l’informazione si sia trasformata in propaganda, nel silenzio pressoché totale dei media mainstream (nonché delle celebrità radical-chic che si erano affrettate a sostenere la fake news divulgando loro foto con la mano premuta sulla bocca), è una giornalista cinese che ha buon gioco a smascherare la inattendibilità dei media occidentali e ad invitarli a cambiare strada. 

 

 

di Liu Xin, 15 febbraio 2019

 

 

Mercoledì (13 febbraio, ndr), un giornalista della BBC ha annunciato al mondo che la scena ambientata in un ospedale, contenuta in un servizio della BBC sul presunto attacco chimico avvenuto in Siria lo scorso aprile, era “orchestrata”.

 

Riam Dalati si riferiva al presunto attacco con gas chimici contro la città di Duma, a circa 20 km a nord est di Damasco, che secondo la BBC aveva provocato danni. Nel servizio, i bambini sembravano ricevere cure legate alle conseguenze dell’attacco. Una carenza di medici sembrava sommarsi alla loro sofferenza e all’emergenza del momento.

 

Dopo mesi di indagini, Dalati ha preso una posizione pubblica che capovolge il suo stesso lavoro. Ha twittato che può provare senza più dubbi che la scena dell’ospedale di Duma era stata orchestrata. Nessun incidente mortale si era verificato nell’ospedale, ha dichiarato. Tutti gli attivisti e le persone con cui aveva parlato erano in altre zone. Una delle persone che aveva filmato la scena era un medico affiliato a Jaysh Al-Islam, un gruppo terroristico riconosciuto a livello internazionale.

 

Dalla sua descrizione, sembra che all’epoca dei fatti sia stato convinto a credere a quello che aveva visto all’ospedale, anche se non si può esserne assolutamente sicuri. Come giornalista esperto, era un suo dovere fondamentale verificare l’autenticità delle sue informazioni e la provenienza delle sue fonti prima di pubblicare il servizio, specialmente su un tema così importante.

 

Questa storia ha contribuito a fuorviare l’opinione pubblica, creando l’impressione che siano state effettivamente utilizzate armi chimiche contro donne e bambini innocenti. Sette giorni dopo, gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati, la Francia e il Regno Unito, hanno bombardato ciò che ritenevano fossero installazioni di armi chimiche in Siria, qualche ora prima che gli ispettori dell’ONU arrivassero per un’indagine ufficiale.

 

L’annuncio di Dalati non è una sorpresa per i molti che mantengono una capacità di giudizio indipendente. Poco dopo l’incidente di Duma, i giornalisti di Russia e Cina sono andati sul luogo per cercare di scoprire la verità.

 

Secondo Russia 24, il ragazzo che si vede nel servizio della BBC era andato all’ospedale perché degli estranei gli avevano chiesto di farlo. Il padre del ragazzo aveva affermato che in quel momento non c’erano stati attacchi anomali. Un giornalista cinese ha indagato sull’ospedale e ha scoperto che molte domande non ricevevano risposta. Secondo il personale ospedaliero, il giorno del presunto attacco nessun caso di soffocamento causato da avvelenamenti era stato curato in ospedale.

 

Queste domande fondamentali sono state poste molto raramente dai media occidentali. Anche l’annuncio di Dalati di mercoledì non susciterà molta attenzione (possiamo confermare, ndr). La BBC ha reagito dichiarando che il tweet del giornalista rispecchia una sua opinione personale e che l’attacco è effettivamente avvenuto. Ma se l’episodio dell’ospedale è stato una messa in scena, quali prove supportano questa affermazione?

 

La BBC dovrebbe chiedere ai civili che sono stati feriti nei conseguenti attacchi aerei se accettano che questo sia stato il motivo per cui hanno subito lesioni. Per non parlare della sovranità della Siria, che è stata calpestata, e dei danni materiali causati.

 

Questa non è la prima volta e non sarà l’ultima che informazioni non confermate o persino menzogne sono state pubblicate da giornalisti o organizzazioni mediatiche occidentali, utilizzate per supportare la versione dei fatti occidentale.

 

Il caso della donna Uigura di nome Mirgrul Tursun che ha mentito sulla sua vita nella regione autonoma cinese dello Xinjiang è solo un altro esempio.

 

Nonostante sia stato dimostrato che è un falso, la storia della CNN basata sul suo resoconto è ancora lì, continuamente citata per servire come base di altre storie che criticano la Cina. Le sue menzogne ​​sono state persino usate per giustificare la legislazione in merito del Congresso degli Stati Uniti.

 

In passato ho detto che i media occidentali normalmente non mentono, si limitano a dare verità parziali. Ma in questo caso, mi correggo. Se una storia inventata viene riportata come storia vera, questo può essere dannoso quanto mentire.

 

Errare è umano, ma continuare e continuare a sbagliare è una tragedia umana. Ammettere di avere commesso errori e correggere il comportamento sbagliato è l’unico modo per iniziare a ricostruire la credibilità dei media occidentali.