Dopo l’approvazione all’inizio di luglio da parte della Camera USA del “Raise The Wage Act”, una legge che intende portare il salario minimo a 15 dollari all’ora in tutta la nazione – e che ben difficilmente supererà lo scoglio del Senato – si è riacceso il dibattito sul tema. Sorpresa: un confronto tra i dati dei diversi Stati americani pubblicato da Bloomberg mostra che alzare il salario minimo non comporta né un aumento della disoccupazione né danni all’economia. Anzi, i dati degli ultimi dieci anni sembrano mostrare proprio il contrario: che pagare meglio i lavoratori giova all’economia in generale. E adesso andatelo a dire ai profeti europei dell’austerity e delle “riforme strutturali”, che da anni propalano teorie sbagliate che danneggiano i lavoratori e affondano l’economia a spese di tutti. 

 

 

di Matthew A. Winkler, 26 luglio 2019

 

L’esperienza recente dimostra che l’innalzamento del minimo salariale non impedisce alle economie forti di espandersi.

 

Quando la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti all’inizio di questo mese ha votato con 231 voti a favore e 199 contro (hanno votato a favore tutti i democratici tranne sei e solo tre repubblicani) l’aumento graduale del salario minimo federale fino ad arrivare a 15 dollari all’ora entro il 2025, la misura è stata salutata come una vittoria a lungo inseguita dai liberals. Ma data per morta al successivo passaggio in Senato, dove i repubblicani in maggioranza restano contrari alla norma, che considerano un killer di posti di lavoro.

 

La politica sul salario minimo non sembra mai cambiare molto, con i liberals che si presume  parlino a nome del lavoro e i conservatori a favore del capitale.

 

Ma che cosa accadrebbe se un contesto e una prospettiva adeguati potessero dimostrare che la misura della Camera, intitolata “Raise the Wage Act” ed ispirata alla lotta del 2012 dei lavoratori dei fast-food di New York per portare a 15 dollari all’ora il salario minimo, potrebbe portare benefici sia al capitale sia al lavoro?

 

L’ultimo aumento del salario minimo federale  è stato nel 2009,  a 7,25 dollari  all’ora.

 

 

Andamento del salario minimo federale

 

Da allora, 29 stati hanno approvato salari minimi al di sopra del livello federale. California, New York e Washington sono stati tra i primi a iniziare gradualmente a passare a una tariffa oraria di 15 dollari, e secondo i dati raccolti da Bloomberg le loro economie si sono espanse, con maggiori incrementi del reddito pro-capite, crescita dell’occupazione e della spesa dei consumatori rispetto ai 21 stati rimasti fermi sui 7,25 dollari. Dal 2015, le economie con i salari minimi più elevati si sono dimostrate sostanzialmente più forti rispetto al resto degli Stati Uniti.

 

 

Regolamentazione del salario minimo nei diversi Stati (al 1° luglio 2019)

 

Anche dopo che l’ufficio di bilancio del Congresso (Congressional Budget Office – CBO) ha dichiarato  questo mese che la legge proposta dalla Camera avrebbe sollevato 1,3 milioni di americani dalla povertà e avrebbe dato a 27 milioni di lavoratori un livello di vita più elevato, i repubblicani si sono attaccati alla previsione dello stesso CBO, che 1,3 milioni di persone, ovvero lo 0,8% della forza lavoro, sarebbe stata ridotta alla disoccupazione. La rappresentante della Carolina del Nord Virginia Foxx, che ha gestito l’opposizione alla proposta di legge alla Camera, ha affermato che la legislazione è “socialista” e “estranea alla cultura americana”. Autorità più moderate, incluso il mio collega di Bloomberg Karl W. Smith, hanno affermato che il calcolo del CBO “ignora la possibilità che siano limitate le opportunità per i lavoratori più emarginati” e che “praticamente tutti gli economisti” concordano sul fatto che “forti aumenti del salario minimo hanno grandi probabilità di tradursi in una riduzione dell’occupazione“.

 

 

La storia recente però è stata più incoraggiante. Tra i dieci stati con i tassi di occupazione in più rapida crescita dal 2015, solo tre sono nel gruppo con salario minimo basso: Utah, Idaho e Carolina del Sud. Negli Stati con salari minimi più elevati i posti di lavoro stanno aumentando a un ritmo più elevato rispetto ai loro pari con salari minimi inferiori. Ciò si riflette nel precedente quinquennio, quando metà dei primi dieci erano stati con i salari minimi più bassi, secondo i dati compilati da Bloomberg.

 

Dal 2015, sei dei dieci stati con la crescita dell’occupazione più lenta sono nel gruppo dei paesi con salario minimo basso: North Carolina, Wyoming, Louisiana, Oklahoma, Kansas e Iowa. Durante i cinque anni precedenti solo tre dei dieci stati a più lenta crescita erano tra quelli con salari minimi bassi. Questa dicotomia riflette l’andamento tendenziale degli stati a basso salario minimo, che soffrono di un mercato del lavoro in calo rispetto agli stati con salari minimi più alti, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

 

 

Niente di questo è sufficiente a dimostrare che l’innalzamento del salario minimo crei ricchezza, o anche che chi è contrario sbagli a preoccuparsi dei possibili svantaggi. Suggerisce, tuttavia, che gli stati con economie forti non subiranno effetti negativi abbastanza potenti da contrastare i benefici. Solo tre dei dieci stati in cui il reddito individuale sta crescendo più velocemente si trovano nel gruppo di quelli a basso salario minimo: Idaho, Utah e Carolina del Sud. Questi stati, che sono presenti anche tra i dieci stati dove l’occupazione è in più rapida crescita dal 2015, hanno il vantaggio di ospitare datori di lavoro multinazionali come Boeing, Goldman Sachs Group e Micron Technology, che offrono indennità e vantaggi a livello globale che superano di gran lunga qualsiasi salario minimo.

 

 

Dal 2009 al 2014, sei tra i primi dieci nella classifica dei redditi pro capite provengono dagli stati con salario minimo più basso, secondo i dati raccolti da Bloomberg. Dal 2015, invece, sette dei dieci stati in cui il reddito cresce più lentamente sono tra quelli con i salari minimi più bassi: Nord Dakota, Oklahoma, Wyoming, Louisiana, Kansas, Mississippi e Iowa. Gli Stati con salari minimi bassi hanno mostrato una tendenza, negli ultimi anni, a sottoperformare rispetto a quelli con salari minimi più elevati, secondo i dati compilati da Bloomberg.

 

Quando la California ha stabilito il suo salario minimo di 15 dollari all’ora, tre anni fa, la previsione degli oppositori era che la nuova legge avrebbe aumentato la disoccupazione e danneggiato vendite al dettaglio e ristoranti. Invece, lo stato più grande, con quasi 40 milioni di persone, ha registrato un record di bassa disoccupazione, al 4,2%, e un aumento del reddito pro-capite maggiore di qualsiasi altro stato negli ultimi cinque anni. Il settore alberghiero e dei servizi di ristorazione è stato particolarmente vivace, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

 

Secondo i dati raccolti da Bloomberg, tra i dieci stati che negli ultimi cinque anni hanno visto la maggiore crescita delle società alberghiere e dei servizi di ristorazione, otto sono tra quelli con i salari minimi più elevati, guidati da California, Colorado, Massachusetts e New York. I dati di Bloomberg mostrano anche che le attività di vendita al dettaglio negli stessi stati con salari minimi alti hanno registrato una forte crescita dal 2015, con Washington che ha registrato il maggior aumento, 12,7 miliardi di dollari, seguito dai 12,4 miliardi di dollari della California.

 

 

Quattro anni fa Dave Regan, presidente di un sindacato di 85.000 lavoratori ospedalieri della California, ha dichiarato ai lettori di USA Today che gli oppositori del salario minimo di 15 dollari all’ora “ignorano il fatto che aumentare il salario rafforza le economie locali aiutando i lavoratori e le loro famiglie a salire lungo la scala del benessere“. Salari minimi più elevati, ha affermato, “mettono più soldi nelle tasche dei lavoratori, soldi che questi spendono nelle imprese locali, a loro volta aiutando queste imprese a crescere e creare più posti di lavoro“.

 

 

Forse questo rapporto di causa-effetto è corretto o forse no. Questa è una buona questione da porre agli economisti. Mentre aspettiamo le loro risposte, però, siamo già d’accordo sul fatto che l’aumento dei salari minimi e il miglioramento dell’andamento dell’economia possono sicuramente andare di pari passo.