Abbiamo parlato da poco su questo blog di un episodio contemporaneo di scrittura alterata della storia. Qui ZeroHedge mostra un altro esempio eclatante, soffermandosi sui risultati dell’opera compiuta: scompare nell’opinione pubblica la consapevolezza del ruolo preponderante della Russia sovietica – e dei suoi immensi sacrifici in vite umane – nella sconfitta del nazismo.  

 

di Tyler Durden, 10 gennaio 2017

 Nel 1945, la maggior parte dei francesi pensava che all’Unione Sovietica andasse il maggior merito per la sconfitta della Germania nazista nella Seconda guerra mondiale – benché i sovietici non avessero giocato un ruolo importante nella liberazione della Francia, rispetto agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna.

Nel 1995 e nel 2004, però, i francesi avevano cambiato modo di pensare, e attribuivano in maggior misura  agli Stati Uniti il merito di avere contribuito alla vittoria in Europa (sondaggio IFOP, Institut Français d’Opinion Publique).

 

Sondaggio francese: “Secondo lei, quale paese ha più contribuito alla sconfitta della Germania nel 1945?” (Fonte: IFOP 1945, 1994, 2004, 2015)

Fonte: Olivier Berruyer, Les Crises (blog)

 

Valutare “chi abbia più contribuito alla vittoria” in modo rigoroso è straordinariamente difficile. Si finisce con lo scivolare in un confronto tra ipotesi mai realizzate: la verità è che nessuno ha una idea convincente di come la guerra sarebbe andata a finire senza l’intervento degli Stati Uniti, o se il patto di non aggressione tedesco-sovietico avesse retto e via dicendo. La vittoriosa resistenza dell’Unione Sovietica all’invasione nazista e la successiva liberazione dell’Europa orientale è stato il più importante di molti fattori nella sconfitta della Germania. Come lo storico Richard Overy spiega nel suo libro Why the Allies Won (Perché gli Alleati hanno vinto):

“Se la sconfitta dell’esercito tedesco era l’obiettivo strategico centrale, il principale conflitto era quello sul fronte orientale. L’esercito tedesco fu indebolito e poi respinto prima che il grosso delle forze di terra e aeree alleate lo affrontassero nel 1944. Oltre quattrocento divisioni tedesche e sovietiche sostennero combattimenti lungo più di 1.000 miglia (1.600 km, ndT). La scala e l’estensione geografica del fronte orientale hanno fatto sembrare minuscole tutte le guerre precedenti. Le perdite su entrambi i lati hanno superato di gran lunga qualsiasi altro contesto di guerra. La guerra sul fronte orientale fu combattuta con una ferocia quasi sconosciuta sui fronti occidentali. Le battaglie di Stalingrado e di Kursk, che distrussero la retroguardia dell’esercito tedesco, succhiarono ai soldati di entrambe le parti fino all’ultima goccia di energia fisica e morale.”

 Se si guarda al tributo di vite umane legato alla guerra, i sovietici chiaramente hanno sostenuto le perdite più pesanti.  Postwar (Dopoguerra) di Tony Judt cita stime che indicano in 8,6 milioni i soldati sovietici morti durante la seconda guerra mondiale e in oltre 16 milioni i morti tra i civili. Gli Stati Uniti hanno  perso  418.500 persone tra militari e civili in tutti i teatri di guerra – una cifra da capogiro, certo, ma non nella stessa scala delle perdite tra sami e sovietici. Naturalmente, è possibile – e altamente preferibile! – avere dato un contributo decisivo ma meno tragico alla guerra. Ma vale la pena riflettere su quanto sia stato enorme il sacrificio del popolo sovietico.

Seconda guerra mondiale: soldati morti in Europa per fronte/anno (milioni)

Fonte: Olivier Berruyer, Les Crises (blog)

 

“I vincitori sono quelli che scrivono la storia. Questo è quello che viene scritto nei nostri libri di scuola, non la vera storia come si è svolta, ma una storia favorevole al campo dei vincitori.  La storia ha cessato da tempo di essere una sintesi di tutta l’umanità, oggi appartiene solo ad una manciata di individui “.

Maxime Chattam, The mysteries of chaos (I misteri del caos)