L’ultima, tragica sparatoria in una scuola negli Stati Uniti rende terribilmente attuale questo studio americano, che tra l’altro mostra come negli Usa il rischio di morire di arma da fuoco per i ragazzi tra i 15 e i 19 anni sia 82 volte più alto che negli altri Paesi ricchi. Ma non solo. Mentre in Italia si parla con superficialità e leggerezza di tagli alla spesa pubblica – che ovviamente riguarda anche la spesa legata a un servizio sanitario universale, strumento senza il quale è ben difficile capire come si possa parlare di una società avanzata – lo studio mostra dati agghiaccianti sulla mortalità infantile negli Usa, del 70% superiore a quella degli altri Paesi ricchi confrontabili. Semplicemente restando nella media degli altri Paesi, gli Usa avrebbero avuto 600.000 bambini morti in meno negli ultimi cinquant’anni. Dal sito di informazione indipendente Common Dreams.  

 

 

 

 di Jessica Corbett, 9 gennaio 2018

 

Uno studio rinnova le preoccupazioni sull’accesso alle armi da fuoco e sul sistema sanitario nazionale.

 

I bambini americani hanno il 70% di probabilità in più di morire durante l’infanzia rispetto ai bambini delle altre nazioni avanzate, secondo uno studio sottoposto a revisione scientifica e pubblicato lunedì (8 gennaio ndt) da Health Affairs.

 

Questo studio dovrebbe destare l’allarme generale“, ha dichiarato alla CNN il dottor Ashish Thakrar, autore principale dello studio, che lavora presso il Johns Hopkins Hospital and Health System.

Gli Stati Uniti tra le democrazie avanzate sono il Paese più pericoloso del mondo per i bambini“, ha aggiunto. “A tutte le età e in entrambi i sessi, i bambini muoiono più frequentemente negli Stati Uniti che in altri paesi simili, dagli anni ’80“.

 

Le cause più comuni di morte tra i bambini rinnovano le preoccupazioni sul sistema sanitario americano, sull’accesso alle armi e sulla sicurezza dei veicoli.

 

Il rischio di morte è ancora più alto per i neonati e per gli adolescenti americani rispetto ai loro coetanei all’estero. I bambini negli Stati Uniti hanno il 76% di probabilità in più di morire durante il loro primo anno di vita, spesso a causa della sindrome della morte infantile improvvisa (SIDS) o di complicazioni legate alla nascita prematura, mentre i bambini e ragazzi tra i 15 e i 19 anni hanno una probabilità 82 volte maggiore di morire di violenza legata all’uso di armi, aspetto che Thakrar ha definito “la nuova scoperta più sconvolgente“.

 

Thakrar e i suoi colleghi ricercatori hanno esaminato i tassi di mortalità infantile tra il 1961 e il 2010 negli Stati Uniti e in altre 19 nazioni appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), tra cui  Australia, Canada, Giappone e diversi paesi europei e scandinavi.

 

 

 

 

Grafico. Scostamento del tasso di mortalità infantile rispetto alla media nei diversi Paesi

 

 

 

La frequenza delle morti infantili in tutti questi paesi, Stati Uniti inclusi, nel corso dei 50 anni coperti dallo studio è notevolmente diminuita. Tuttavia, l’alto tasso di mortalità infantile negli Stati Uniti rispetto alle altre nazioni considerate, ha sottolineato Thakrar,  “significa che negli Usa dal 1961 sono morti 600.000 bambini in più rispetto alla media degli altri 19 paesi“.

 

Thakrar ha dichiarato a Sarah Kliff di Vox che ritiene che i dati emersi dallo studio siano legati all’aumento della povertà infantile verificatosi negli Stati Uniti negli anni ’80, ma anche in gran parte “alle conseguenze del nostro sistema sanitario frammentato”. Ad esempio, ha spiegato, “le madri che acquistano per la prima volta il diritto ad accedere a Medicaid in quanto madri, potrebbero non avere mai visto un medico prima, potrebbero non avere un medico di famiglia né alcun sistema di supporto definito“.

 

Come numerose analisi e studi hanno dimostrato nel corso degli anni, la mancanza di un sistema sanitario universale negli Stati Uniti ha portato a tassi di mortalità più elevati e risultati sanitari inferiori rispetto a quelli dei Paesi che hanno sistemi sanitari solidi che coprono tutta la popolazione.

 

Mentre la riforma fiscale dei repubblicani, approvata dal Congresso e firmata dal presidente Donald Trump alla fine dell’anno scorso, in parte smantella il sistema sanitario americano, il Congresso continua a rinviare il rifinanziamento del programma nazionale di assicurazione sanitaria per i bambini (CHIP ), che assiste 9 milioni di minori – e il programma di visita domiciliare materna, infantile e di prima infanzia (MIECHV), scaduto alla fine di settembre.

 

Anche se l’organo legislativo federale ha approvato una misura di spesa a breve termine che ha fornito fondi per il CHIP poco prima del nuovo anno, gli Stati continuano a mettere in guardia i destinatari che, senza ulteriori finanziamenti, presto finiranno i soldi e non saranno più in grado di fornire i servizi necessari.

 

Diversi Stati hanno inviato lettere che avvertono le famiglie che l’assicurazione sanitaria dei loro figli potrebbe scadere il 31 gennaio“, ha spiegato Kliff in un altro articolo . “Il Congresso ha approvato una proposta di legge che prevedeva di prolungare la durata della vita di CHIP fino a marzo, ma ora si scopre che hanno sbagliato i calcoli e che gli Stati potrebbero finire i finanziamenti fin dal 19 gennaio. Tra undici giorni da oggi.

 

Thakrar ha dichiarato a Kliff che è preoccupato per come l’instabilità dei finanziamenti per i programmi che prestano assistenza sanitaria ai bambini americani continuerà a incidere sui tassi di mortalità infantile negli Stati Uniti.

 

Stiamo vedendo gli effetti dell’instabilità in questo momento”, ha concluso. “In tutto il paese le famiglie stanno aspettando di sapere se il CHIP sarà reintegrato, se continueranno ad avere un’assicurazione sanitaria, le visite mediche alle famiglie sono a rischio. I programmi che hanno dimostrato di essere efficaci in questo Paese devono ancora affrontare una costante instabilità“.