Keep Talking Greece si accorge che in una intervista al Financial Times il vicepresidente della BCE, Vitor Constâncio, ammette che il programma imposto alla Grecia è stato “effettivamente troppo duro”. Nel resto dell’intervista Constâncio chiede l’attuazione dell’unione fiscale e di altre improbabili riforme, ma al contempo ammette chiaramente che i paesi della periferia dell’eurozona hanno diligentemente obbedito a tutto ciò che è stato loro imposto. Constâncio lascerà l’incarico in estate, privando la BCE di una voce di sincerità (ricordiamo anche questa sua importante ammissione).

 

 

 

 

di KeepTalkingGreece, 16 maggio 2018

 

I paesi membri del Sud dell’eurozona hanno fatto a sufficienza per riformare le loro economie e ridurre i rischi nei loro sistemi finanziari, e ora l’intero blocco di paesi dovrebbe accelerare il percorso verso l’unione bancaria. Così ha dichiarato il vicepresidente della Banca Centrale Europea, in quella che è una implicita critica verso la riluttante Germania.

 

In una intervista per il Financial Times, Vítor Constâncio ha commentato così il programma di austerità che è stato imposto alla Grecia:

 

Il programma di aggiustamento [per la Grecia] è stato effettivamente troppo duro (…) e non ha previsto che ci sarebbe stato il crollo totale delle speranze e delle aspettative

 

Ha aggiunto che “tutti i paesi dell’area euro stavano consolidando i conti pubblici nello stesso momento, riducendo i loro deficit. Questa è stata la causa del doppio crollo che abbiamo visto nel 2012 e nel 2013, e che non avrebbe dovuto avvenire“.

 

Constâncio si accinge a lasciare la BCE questa estate, e come tutti i grandi uomini che lasciano il proprio incarico, ha osato ammettere in una qualche piccola misura che il programma di aggiustamento ha rovinato la vita e la dignità delle persone in Grecia.