Da Eurointelligence, una notizia che non ha avuto molta eco, ma che potrebbe essere vista come il cavallo di Troia di Putin nell’Unione europea. Una banca di investimenti con la sua sede principale a Budapest, di cui la Russia è il maggiore azionista, che per il suo status giuridico di banca sorta da un trattato internazionale sfugge a sanzioni e vincoli, e che potrebbe finanziare i progetti di investimento che non trovano spazio nella UE.

 

 

Eurointelligence, 25 febbraio 2019

 

La settimana scorsa il Parlamento ungherese ha discusso un accordo internazionale per spostare a Budapest la International Investment Bank con sede in Russia. Il report giornalistico si è concentrato sui particolari privilegi e immunità di cui la banca beneficerà in quanto banca di sviluppo internazionale basata su un trattato. L’IIB era una volta il ramo bancario del Comecon, l’organizzazione per la cooperazione economica guidata dai sovietici. Questi benefici includono un’immunità diplomatica per tutti i dipendenti oltre all’esenzione da ogni supervisione finanziaria, da obblighi di comunicazioni o autorizzazioni. Questa mossa è considerata come l’introduzione di un cavallo di Troia di Putin nell’Unione Europea. Mentre la Russia è il maggiore azionista, altri stati membri dell’UE detengono la maggioranza del capitale della banca.

 

Indipendentemente da qualsiasi intento nefasto, è vero che in quanto banca basata su un trattato multilaterale la IIB è già esente dalle sanzioni USA che colpiscono gli interessi finanziari della Russia. L’IIB è vista come il tentativo di Putin di costruire un sistema finanziario internazionale indipendente da quello occidentale dominato dagli Stati Uniti. La sua presenza nell’Europa centro-orientale aiuterà la Russia a rafforzare la sua influenza sugli ex stati satelliti sovietici. Dal punto di vista ungherese, l’attrattiva dell’IIB consiste nella sua possibilità di aiutare a finanziare progetti che non sarebbero qualificati per i finanziamenti UE. Direkt36 (Centro di giornalismo investigativo ungherese, ndt) ha citato un ex funzionario del governo di Orbán secondo il quale la banca potrebbe essere utilizzata per rafforzare le alleanze politiche del governo ungherese. Il ministero delle Finanze ungherese pone la manovra della IIB nel contesto di un più ampio sviluppo di Budapest come hub finanziario.

 

Dopo la caduta del blocco sovietico la banca si è indebolita e gradualmente ha perso la partecipazione della Germania dell’Est, della Polonia e dell’Ungheria. Poi è stata rivitalizzata da Vladimir Putin nel 2012 e si è quindi reinventata con un focus sullo sviluppo sostenibile. Il suo status di banca per lo sviluppo costituita sulla base di un trattato internazionale le ha assicurato alcuni vantaggi operativi, e ha mantenuto la partecipazione di Bulgaria, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia, oltre a un paio di stati asiatici vicini alla Russia. L’Ungheria è rientrata nel 2015 – ironicamente, con lo stesso Viktor Orbán che ha annullato la sua precedente decisione, presa nel 2000 durante il suo primo mandato, di abbandonare l’adesione alla banca – e la banca ha aperto una sua filiale regionale europea a Bratislava nel 2016. Poi l’anno scorso ha raggiunto un accordo con l’Ungheria per stabilire un’altra filiale regionale a Budapest, ma nel giro di pochi mesi questo accordo si è allargato sino a prevedere il trasferimento del suo quartier generale. La nuova sede centrale della IIB a Budapest aprirà quest’anno, ma ci vorranno 2-3 anni per completare il trasferimento.

 

Mentre può essere stato impossibile per l’UE impedire questa mossa, dato lo status giuridico dell’IIB, d’altra parte il trasferimento della banca in Ungheria potrebbe evidenziare la necessità per l’UE di pensare a se stessa più in termini geopolitici che semplicemente come mercato unico in cui i paesi membri competono. La Russia e la Cina stanno traendo vantaggio dal mancato intervento dell’UE nello sviluppo regionale nell’Europa orientale.