Repetita iuvant. Studiosi come Alberto Bagnai e Vladimiro Giacché ci hanno spiegato da anni che l’ascesa del nazismo seguì non l’iperinflazione di Weimar, come molti sostengono, bensì il periodo successivo di deflazione e impennata della disoccupazione provocate dalle “riforme strutturali” del tempo. Ora, come riporta Bloomberg, finalmente è uno studio tedesco a denunciare il tenace attaccamento della Germania a una visione distorta della propria storia, secondo cui l’iperinflazione sarebbe alla radice dell’ascesa di Hitler. Da questo deriva la sottovalutazione dei rischi connessi a deflazione e disoccupazione e un terrore dell’inflazione quantomeno esagerato. Insomma, la storia insegna, il problema è che non andrebbe capita al contrario. 

 

 

di Piotr Skolimowski, 2 novembre

 

 

Nuovi studi suggeriscono che l’intenzione  di Christine Lagarde di conquistare i cuori e le menti della scettica opinione pubblica tedesca potrebbe iniziare con una lezione di storia.

 

All’avvio del suo mandato di otto anni come presidente della Banca centrale europea a Francoforte, la Lagarde dovrà trattare con un’opinione pubblica tedesca preoccupata che la politica monetaria ultraespansiva della sua istituzione stia facendo più danni che benefici. Secondo il Jacques Delors Institute di Berlino, questa critica deriva dal fatto che molti tedeschi non comprendono bene la propria storia.

 

Secondo uno studio dell’Istituto, la maggior parte dei tedeschi ritiene che il periodo tra le due guerre del loro paese sia stato influenzato da una sola crisi, che ha portato all’ascesa di Adolf Hitler – l’iperinflazione durante la Repubblica di Weimar.

 

In realtà, tuttavia, i nazisti presero il potere dopo un periodo di deflazione, durato più di un decennio dopo la fine dell’iperinflazione.

 

 

“Guardando indietro a una versione distorta della propria storia, molti tedeschi concludono che la disoccupazione di massa e l’alta inflazione siano due facce della stessa medaglia”, hanno scritto i ricercatori Nils Redeker, Lukas Haffert e Tobias Rommel in un documento pubblicato venerdì.

 

Poiché questo fraintendimento è più comune tra le persone più istruite e politicamente esperte, “il gruppo di persone che segue più da vicino la politica monetaria della BCE è anche il gruppo che più probabilmente trae lezioni sbagliate dalla storia tedesca”, scrivono i ricercatori.

 

Lagarde ha posto come priorità fondamentale del suo mandato ascoltare una vasta gamma di voci e parlare con tutti.

 

“I politici e i media tedeschi dovrebbero cercare di prestare attenzione alle complessità della storia economica”, scrivono i ricercatori. “La BCE dovrà anche aumentare la consapevolezza tedesca in merito ai rischi della deflazione rispetto all’inflazione, e sia la Bundesbank che il governo tedesco potrebbero fare la loro parte su questo punto.”