Anche il sito Zero Hedge collega la gravissima esposizione di Deutsche Bank, vicina al fallimento e con la quotazione delle azioni prossima allo zero, alla nuova disponibilità del ministero delle Finanze tedesco nei confronti del completamento dell’Unione bancaria, sinora sempre osteggiata per il timore dei tedeschi  di doversi caricare i problemi dei sistemi bancari altrui, Italia in primo luogo.  E tuttavia il piano, dice Zero Hedge, potrebbe essere osteggiato dall’Italia. [E c’è da sperarlo, aggiungiamo noi, perché le condizioni poste dai tedeschi per la condivisione dei (loro) rischi  costringerebbero l’Italia a una “ristrutturazione preventiva” del debito pubblico, una “calamità immane, un colpo di pistola alla tempia” per il nostro Paese, come dichiarato nella sua audizione alla Camera da Giampaolo Galli, il quale avverte come siano rimaste solo poche settimane per fermare la pericolosa ondata. Non si può tacere sul carattere tardivo di questa giusta preoccupazione, ma meglio tardi che mai.]

 

 

Zero Hedge, 6 Novembre 2019

 

Meno di un anno dopo aver fallito nel suo tentativo di salvare il colosso bancario tedesco Deutsche Bank, prossimo al fallimento (tramite la fusione tra Commerzbank e Deutsche Bank, che nelle intenzioni avrebbe dovuto dar vita a un nuovo campione nazionale), il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha intrapreso una campagna per convincere l’Unione europea a portare a termine l’unione bancaria.

 

Molti hanno sostenuto che la mancanza di un quadro normativo bancario globale europeo rende il sistema particolarmente vulnerabile al caos e alle infiltrazioni da parte di gruppi criminali (come dimostra lo scandalo del riciclaggio di denaro che ha coinvolto diversi giganti bancari dell’Europa settentrionale).

 

E con la Brexit che si sta finalmente avvicinando alla conclusione, o almeno così sembra, Scholz sostiene che la posizione globale dell’Europa sarebbe a rischio se non si portasse a compimento l’integrazione del settore finanziario dell’eurozona, visto che l’Ue sta perdendo uno dei suoi principali centri finanziari.

 

Il piano per centralizzare il controllo delle banche della zona euro fu concepito anni fa in risposta alla crisi del debito che all’inizio del decennio minacciava di destabilizzare l’intero continente. Molti sostenevano che il sistema contribuirebbe a evitare i salvataggi pubblici pagati dai contribuenti, con un nuovo sistema di garanzia dei depositi progettato per aiutare a mantenere aperti i rubinetti della liquidità. Tuttavia, alcuni criticavano il piano (specialmente in Germania) come uno schema che farebbe gravare sui contribuenti tedeschi la cattiva gestione delle banche straniere.

 

In un lungo editoriale pubblicato sul FT il 5 di novembre, Scholz ha sostenuto che è giunto il tempo di porre fine alle divisioni politiche che hanno sinora impedito di realizzare l’unione bancaria. Il progetto è fondamentale per garantire che le banche dell’Ue possano essere ristrutturate in sicurezza senza un salvataggio pubblico. Nell’editoriale, Scholz cerca di collegare la tempistica di questa proposta alla Brexit.

 

In realtà, possiamo individuare un’altra ragione per cui la Germania vorrebbe iniziare a sostenere l’unione bancaria.

 

Si tratta di Deutsche Bank, il colosso del credito tedesco in difficoltà con un’esposizione sui derivati ​​di decine di trilioni di dollari. DB è una banca che, grazie ad anni di cattiva gestione e di criminali reati societari, è diventata il più grande domino dell’estremamente instabile sistema finanziario europeo. DB ha continuato a perdere una quantità sbalorditiva di denaro ogni trimestre, mentre tentava di ridurre le spese riducendo drasticamente il personale.

 

 

Nel frattempo, la persistente crisi della banca ha spinto il prezzo delle sue azioni costantemente al ribasso, in direzione “0”.

 

Come spiega il FT, la componente più controversa del piano di Scholz non è ancora stata colta dai suoi connazionali. È uno schema di deposito che in caso di un crollo bancario dovrebbe proteggere i depositanti. A prima vista, sembra qualcosa che i tedeschi non potrebbero mai prendere in considerazione.

 

Benché la politica stia ora affrontando una strada in salita, il piano ha già ottenuto il sostegno del nuovo presidente della Commissione europea Ursula von der Layen (anche se secondo Reuters il piano non è stato formalmente discusso dal governo tedesco, e non è chiaro se il cancelliere Angela Merkel lo sosterrà).

 

Secondo il FT, il piano di Scholz prevede molte garanzie volte a proteggere il popolo tedesco dal pericolo di doversi caricare il peso del salvataggio delle banche straniere dei paesi con sistemi finanziari più deboli. Ma queste stesse garanzie potrebbero comportare una riduzione del sostegno da parte dell’Italia.

 

A parte lo schema dei depositi, il piano di Scholz prevede anche la modifica delle regole UE sul capitale bancario che elimini gli incentivi per le banche ad acquistare grandi quantità del debito sovrano del loro paese, oltre a proporre norme europee comuni sulla tassazione delle società.

 

Scholz vuole anche che l’Ue armonizzi le leggi sull’insolvenza bancaria, sostenendo che l’attuale combinazione di norme nazionali mini i tentativi dell’Ue di assicurarsi che i creditori senior condividano i costi dei fallimenti bancari.

 

Finora, il piano ha ricevuto una “accoglienza tiepida”, secondo un altro rapporto di Reuters. Secondo quanto riferito, sia la BCE che la Commissione, entrambe sotto una nuova guida, hanno dichiarato di sostenere il completamento dell’unione bancaria del Continente, e pur con alcune divergenze hanno elogiato il piano di Scholz come “un’ottima base di partenza” per ulteriori colloqui.