Il World Socialist WebSite descrive le pericolose manovre militari della NATO nel baltico e nell’Europa dell’est per ciò che sono: uno spregiudicato tentativo degli USA di accerchiare e minacciare la Russia per strapparle le sue tradizionali aree di influenza, e imporre così il proprio dominio. La cosa incredibile è che sui media occidentali questo piano d’assalto passi per una giusta e necessaria reazione alla presunta “belligeranza di Putin”.

 

di Barry Grey, 15 giugno 2015

In una sfrontata mossa di preparazione alla guerra con la Russia, gli Stati Uniti stanno pianificando il posizionamento permanente di carri armati e altra artiglieria pesante, nonché di mantenere una forza di oltre 5.000 militari, nei paesi baltici e negli altri paesi paesi NATO dell’Europa dell’est che un tempo erano parte dell’Unione Sovietica o suoi confinanti.

La mossa, il New York Times ha riportato per primo durante il fine settimana, domenica è stata confermata dal Ministro della Difesa polacco, che ha affermato di essere in trattative con Washington per un piano di dispiegamento dell’artiglieria pesante statunitense sul suolo polacco. Il ministro della difesa Tomasz Siemoniak ha detto di aver discusso il piano lo scorso mese con alcuni funzionari militari di Washington, e dice che gli è stato assicurato che presto verrà presa una decisione.

Il pre-posizionamento di carri armati, fanteria, veicoli da combattimento, obici blindati e altri strumenti di guerra, rappresenta una tremenda escalation nella spinta americana per costringere la Russia ad accettare la dominazione statunitense sull’Eurasia, e per ridurla ad una condizione semi-coloniale. Ciò porta l’intera regione, già piena di armi, sull’orlo della guerra, minacciando un olocausto nucleare per il mondo intero.

Qualsiasi sia il calendario di guerra che viene discusso dai pazzi del Pentagono e della CIA che formulano la politica USA, lo stazionamento di armamenti e truppe statunitensi nei paesi baltici (Lettonia, Lituania ed Estonia), come pure in Polonia, Romania, Bulgaria, e forse Ungeria, innalza drammaticamente i rischi che avvenga un qualche piccolo incidente che possa rapidamente degenerare in una guerra totale.

Sotto la guida USA, la NATO sta già conducendo esercitazioni militari lungo tutto il confine occidentale della RUssia, dal Mare Artico al Baltico, fino al Mar Nero. La NATO sta rapidamente dispiegando le proprie forze con l’obiettivo di essere in grado di intervenire contro la Russia nel giro di qualche giorno. Piccoli incidenti tra aerei e navi di Russia e NATO sono già avvenuti.

L’ultimo incidente che è stato riportato è avvenuto lo scorso giovedì quando, secondo le dichiarazioni del Pentagono rilasciate sabato, un aereo militare di sorveglianza russo ha sorvolato a bassa quota sopra le navi da guerra NATO che attraversavano il Mar Baltico. Una delle navi era il Cacciatorpediniere USA Jason Dunham. Le altre navi erano di Gran Bretagna, Francia e Germania.

Allo stesso tempo, Washington e i suoi alleati NATO stanno finanziando e armando il regime di ultra-destra e anti-russo di Kiev, che sta proseguendo una sanguinosa guerra civile contro le regioni a maggioranza russa nell’est dell’Ucraina.

Tutti i governi post-sovietici che si sono predisposti ad accogliere armamenti e truppe statunitensi sono di destra, anti-russi e fortemente instabili. Sono lacerati da crisi interne, dato che stanno portando avanti politiche di brutale austerità nonostante l’opposizione popolare. Ciò intensifica il pericolo che venga inscenata una provocazione per spingere i russi ad una rappresaglia che crei il pretesto per la guerra.

Il Times cita Raimonds Vejonis, il ministro della difesa lettone, che diventerà presidente del paese in luglio. Vejonis ha detto “se dovesse succedere qualcosa, non possiamo aspettare giorni e settimane perché arrivino ulteriori equipaggiamenti. Dobbiamo poter reagire subito“.

Nel posizionare armamenti e truppe, e nell’impegnarsi ad intervenire militarmente contro la Russia per difendere questi governi, l’imperialismo USA sta ponendo il destino degli americani e dell’intero mondo in un enorme pericolo. Ciò viene fatto, tra l’altro, completamente dietro le spalle della popolazione, senza alcun dibattito pubblico e perfino denza la formalità dell’autorizzazione da parte del Congresso (che di certo arriverebbe subito se richiesta dall’esercito).

Lo scorso settembre, durante il vertice NATO in Galles, il presidente Obama andò in Estonia ad offrire il suo impegno incondizionato ad utilizzare le truppe americane per difendere i paesi del baltico contro un’ipotetica minaccia russa. “Come paesi NATO“, ha dichiarato, “abbiamo il dovere secondo l’articolo 5 di difenderci collettivamente. Questo è un impegno cui non si può venire meno. È incrollabile. È eterno“.

Obama ha sottolineato che l’impegno prevede l’uso di “scarponi americani che calpestano il suolo“.

L’articolo del Times, che è a sostegno del piano americano, chiarisce che tale piano segna un’importante escalation nell’offensiva guidata dagli USA contro la Russia. Il giornale scrive: “Si tratterebbe della più importante di una serie di mosse che USA e NATO hanno intrapreso per rafforzare la propria posizione nella regione e mandare un chiaro segnale di risolutezza agli alleati e al presidente russo, Vladimir Putin, sul fatto che gli Stati Uniti difenderanno i paesi membri dell’alleanza anche in prossimità del confine russo”.

Il Times lascia intendere che il piano, che dovrebbe essere formalmente approvato dal Segretario alla Difesa Ashton Carter e dalla Casa Bianca di Barack Obama prima dell’incontro tra i ministri NATO alla fine del mese, viola gli accordi del 1997 tra Russia e NATO (il NATO-Russia Founding Act), che dava a Mosca la garanzia che l’espansione a est dell’alleanza atlantica non sarebbe stata usata per porre una minaccia militare alla Russia.

Quelle garanzie includevano l’impegno, da parte della NATO, a non posizionare in modo permanente forze militari nei paesi dell’Europa dell’est che erano stati precedentemente nella sfera d’influenza sovietica. Il giornale scrive: “L’accordo prevede anche che ‘NATO e Russia non si considerino reciprocamente come avversari’. Molti nell’alleanza atlantica affermano che le azioni sempre più aggressive da parte della Russia vicino ai confini della NATO abbiano messo in discussione il patto.

Secondo il racconto del Times, sulla base di informazioni forniti da non meglio precisati “funzionari americani e alleati”, il piano prevede la fornitura di equipaggiamenti di una compagnia di circa 150 soldati in ciascuno dei paesi baltici, e attrezzature militari a sufficienza per un battaglione — circa 750 soldati — da posizionare il Polonia, Romania, Bulgaria, e forse Ungheria.

L’equipaggiamento per un’intera brigata — formalmente chiamato Set di Sicurezza Europea — include circa 1.200 veicoli, tra cui 250 carri armati M1-A2, veicoli da combattimento Bradley, e obici blindati, secondo un importante funzionario militare“, scrive l’articolo.

Questo è un cambiamento molto importante nella politica“, ha detto James Stravridis, ammiraglio in pensione ed ex comandante supremo delle forze alleate della NATO. Dopo avere affermato che si stanno discutendo ulteriori passi in questa direzione, ha detto “ciò fornisce una discreta rassicurazione agli alleati più nervosi, per quanto, ovviamente, nulla sia efficace in questo senso quanto un posizionamento permanente di truppe“.

L’articolo fa un inquietante confronto tra questo piano, le mosse militari USA al culmine della guerra fredda, e quelle avvenute prima dell’invasione dell’Iraq. L’articolo confronta inoltre il pre-posizionamento delle armi pesanti nell’Europa dell’est con la Brigata di Berlino dispigata durante la crisi del Muro di Berlino nel 1961, e con la presenza USA in Kuwait che preparò la via alla guerra del 2003.

Il Times presenta la spericolata escalation portata avanti da Washington come una misura difensiva per “dissuadere la Russia da una possibile aggressione verso l’Europa“. Ciò capovolge completamente la realtà.

La verità è che gli aggressori sono gli USA e la NATO. L’attuale crisi è stata avviata dal colpo di stato ucraino del febbraio 2014, che ha rovesciato il governo filo-russo di Viktor Yanukovych.

Il colpo di stato era stato orchestrato da Washington e da Berlino, e realizzato concretamente dalle milizie fasciste che adorano i nazionalisti ucraini che durante la Seconda Guerra Mondiale collaborarono con l’occupazione nazista e con il genocidio degli ebrei.

Lo stesso colpo di stato ha rappresentato il culmine della politica imperialista statunitense dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991, politica che si è incentrata sulla spinta implacabile a isolare, indebolire e circondare la Russia al fine di portare le vaste risorse dell’Eurasia sotto la dominazione USA.

Ciò ha incluso l’espansione della NATO verso est, fino a includere i paesi dell’ex Patto di Varsavia e i paesi baltici. Ha coinvolto anche una serie di azioni aggressive e di guerre contro gli alleati della Russia nell’Europa dell’est e nel Medio Oriente, come la prima Guerra del Golfo (1991) contro l’Iraq, il disfacimento della Yugoslavia, e la guerra contro la Serbia (1999), le cosiddette “rivoluzioni colorate” in Georgia e in Ucraina (2003-2004), l’attacco georgiano alle forze russe (2008), le sanzioni e le minacce di guerra contro l’Iran, e la guerra civile appoggiata dagli USA contro il regime siriano.